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The Last of Us Part II sembra davvero incredibile

Come ben sapete ieri sera è stato mostrato un nuovo gameplay di The Last of Us Part II, attesa esclusiva PlayStation 4 in arrivo il prossimo 19 giugno. Parto subito col dire che un membro della nostra redazione lo sta già recensendo e il giudizio completo arriverà il prossimo 12 giugno. Per ovvie ragioni non mi è stato detto niente, quindi non so che cosa aspettarmi nella versione finale, ma basandomi su ciò che ho visto ieri – e non solo – non posso non sottolineare il fatto che mi abbia lasciato davvero senza parole.

Al di là delle mere meccaniche di gameplay rinnovate, che ho trovato senza dubbio interessanti e sicuramente importanti all’interno dell’intera struttura di gioco, quello che più mi ha impressionato è l’atmosfera, il carattere. La voglia di raccontare qualcosa di crudo, violento, fregandosene degli stereotipi e delle opinioni, concentrandosi sulle sfumature dei personaggi, sulle loro emozioni e le loro ragioni.

Una delle immagini più potenti di The Last of Us Part II
The Last of Us Part II

Non è detto che il gioco ti spinga necessariamente ad amare la protagonista, anzi, è molto probabile il contrario. Noi ricordiamo ancora con piacere quella ragazzina volenterosa – ma ancora umana – vista nel primo capitolo, ma non è detto che il suo animo sia rimasto puro e innocente. In un modo post-apocalittico dove nulla è scontato e certo, le persone nascondono inevitabilmente qualche segreto ed è impossibile non adattarsi, reagire a situazioni non sempre sotto il nostro controllo.

The Last of Us Part II sembra davvero incredibile per questo motivo, non per l’aspetto visivo o le animazioni – comunque sorprendenti e ci sarà modo di parlarne. La Ellie che ho visto ieri sera mi è sembrata disposta a tutto pur di raggiungere il suo obiettivo, non ha provato pietà per nessuno, non ha mostrato compassione né paura. Lei sa che l’unico modo per uscire da una brutta situazione è non fidarsi, non credere alle persone.

Ed ecco che appare quella sensazione che mai mi sarei aspettato di provare: empatia, ma non verso Ellie, ma verso i suoi nemici. Vedere cani arsi vivi con versi agonizzati e persone fatte esplodere in mille pezzi mi ha fatto davvero rivoltare lo stomaco e lo dico con tutta onestà: mi ha fatto stare male. Chiarisco, mi ha impressionato di più per il coraggio della sua rappresentazione che per quello che realmente appariva, è normale, che sentire dei versi così agghiaccianti di dolore nelle persone che uccidiamo, rende il tutto decisamente più coinvolgente. Il fatto di far star male è quindi un risultato, poiché lo scopo dei Cagnacci è sempre stato questo.

Nella vita da giocatore, ciò che ho visto ieri mi ha fatto tornare indietro nel tempo al mai troppo lodato Spec Ops: The Line, un videogioco di cui parleremo sicuramente e che vi consigliamo caldamente di recuperare – se non lo aveste fatto, naturalmente. In Spec Ops The Line siamo un soldato, diamo per scontato che tutto ciò che facciamo sia la cosa giusta, ma non è mai detto che sia effettivamente sempre così. TLOU Part II mi ha dato, in quei 20 minuti di giocato, proprio questa sensazione: ma faccio bene ad uccidere quegli uomini? Non posso solo evitarli? Come giustifica la narrazione che io sia il buono se ammazzo in maniera così violenta i miei nemici? Potrebbe quasi sembrare una dissonanza ludonarrativa, un po’ come le centinaia di nemici uccisi su Uncharted 4, un titolo leggero, che alla fine dei conti ci metteva dinanzi alla consapevolezza di aver eliminato un esercito di persone. La differenza con Uncharted penso che sarà proprio il contesto, il saper che Ellie non parte per essere buona, parte per essere vendicativa, brutale. Inarrestabile.

La brutalità non sarà una scelta
The Last of Us Part II

La cosa importante credo che sarà principalmente il modo in cui la storia verrà narrata. Raccontare un mondo furioso, immedesimandoci in una protagonista sanguinaria, è solo una piccola parte, ma il rischio che il tutto sia stucchevole sul lungo andare è dietro l’angolo. Rappresentare l’umanità delle persone, o ciò che ne è rimasto, non è un’impresa semplice, soprattutto con un contesto narrativo di questa portata.

Ciò che ha realizzato Naughty Dog con The Last of Us Part II potrebbe davvero essere un’esperienza che ricorderemo negli anni avvenire. Certo, abbiamo visto veramente poco, ma io penso che sia estremamente difficile che il prodotto finale che giocheremo il 19 giugno si distanzi più di tanto da ciò che è stato mostrato ieri. Oggettivamente, quello che abbiamo avuto modo di vedere è stato semplicemente incredibile, qualcosa che va ben oltre il concetto classico di “videogioco”, avvicinandoci inevitabilmente a qualcosa che potrebbe dividere tantissimo per le sue tematiche impietose e violenti.

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