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The Surge 2 Anteprima, benvenuti a Jericho City

The Surge 2 è il nuovo capitolo del soulslike futuristico sviluppato da Deck13, ma c'è molto più dell'eredità di From Software dietro.

L’impatto con The Surge 2, dopo giorni di allenamento intensivo nel Giappone feudale di Sekiro: Shadows Die Twice, è stato l’unico possibile: morte, morte, ancora morte. La mia memoria muscolare d’altronde era fissata sulle deviazioni e gli schemi mentali seguivano una direzione che mal si adattava all’approccio necessario per un soulslike più “puro” come il gioco di Deck13. Vedere in continuazione la schermata di game over non mi ha però scoraggiato dal tentare e arrivare infine a completare la demo sconfiggendo il boss, perché se c’è qualcosa per cui devo ringraziare Sekiro è avermi insegnato, se non impresso a fuoco, la virtù della pazienza: quello stato per cui la sconfitta non è più (soltanto) un catalizzatore di rabbia e improperi vari ma una situazione da analizzare, così da capire dove sia l’errore, migliorarsi.

Mantenendo tutti gli aspetti che fan e critica hanno apprezzato del gioco, gli sviluppatori hanno ampliato la loro formula offrendoci anzitutto un’ambientazione completamente nuova nella forma di Jericho City – una metropoli urbana devastata da una misteriosa malattia a base di naniti, dove le macchine camminano per le strade eliminando chiunque intralci loro il passaggio, mentre il governo sembra sia coinvolto in strane macchinazioni e i sopravvissuti sono lasciati a loro stessi. Complice un level design molto meno lineare, aperto all’esplorazione e per questo ambizioso, Deck13 preme sull’acceleratore per dare a The Surge 2 quello che manca al primo capitolo per essere la versione futuristica dell’intramontabile Dark Souls. Questo lo esime dai difetti? Purtroppo no, anzi, accanto a un sensibile passo avanti soprattutto dal punto di vista grafico sono emerse due mancanze che hanno sollevato non poche perplessità.

Anzitutto va presa in considerazione la difficoltà della demo scelta, eccessiva per una “prova su strada” data l’ambientazione molto dispersiva – una foresta – e la presenza di nemici invisibili capaci di mostrarsi a loro discrezione. Si tratta però di una considerazione a margine, che non impatta davvero il gameplay e con un po’ di pazienza si può affrontare nella giusta ottica. Giocano a sfavore di The Surge 2, invece, due elementi strettamente collegati: l’impossibilità di schivare mentre si è in parata e la mancata interruzione delle animazioni.

Sarebbe legittimo pensare “perché dovrebbe servirmi schivare durante la parata, quando tutti gli attacchi si possono bloccare e ho il parry a disposizione?” se i nemici non fossero dotati di armi da fuoco che alternano alle armi bianche e infliggono danni anche mentre si è in guardia. Nella concitazione dello scontro il giocatore si trova pertanto costretto a lasciare il pulsante della parata, schivare e poi tornare in difesa perché il nemico potrebbe comunque contrattaccare in qualche modo: una complicazione inutile per cui una soluzione esiste, Sekiro stesso lo mostra, ma inspiegabilmente si sceglie di non mettere in pratica. Va però detto che, parlando con gli sviluppatori, è emersa la consapevolezza e con essa la possibilità di rivedere le meccaniche per implementarlo come un comando naturale, anziché appoggiarsi su eventuali personalizzazioni tramite impianti. Consideriamolo quindi un no con riserva, almeno finché non verrà trovata la soluzione.

Allo stesso modo, le animazioni che non si interrompono una volta iniziate rappresentano un problema non da poco perché ci sono nemici – boss soprattutto ma anche comuni – insensibili al fatto di essere martoriati di colpi e dunque in grado di caricare comunque il loro attacco. Pur rendendomene conto, però, non mi era possibile interrompere ciò che stavo facendo per difendermi o schivare, finendo ancora una volta per subire danni evitabili e adottare un approccio più cauto che inficia molto sul ritmo del combattimento.

Al di là di questi due difetti, seppur non da poco, The Surge 2 dimostra che Deck13 ha fatto tesoro della sua prima esperienza e ha intrapreso una buona strada. Più di tutto ho apprezzato il ritorno dello smembramento dei nemici sia per ottenere nuovi equipaggiamenti sia, in particolare, per volgere lo scontro a proprio vantaggio. Impedire a una creatura o un umano di attaccare, privandolo del braccio o della zampa/gamba, è un ottimo modo per crearsi la situazione ideale dove passare da preda a cacciatore. Al contempo, però, rendere inabile un nemico non sempre si rivela la soluzione migliore perché potrebbe poi fare affidamento su attacchi fastidiosi che da integro sfruttava meno: esempio pratico, nella demo era presente una statua dalla quale era possibile ottenere ogni pezzo di equipaggiamento (braccia, gambe, torso, testa e anche un upgrade per il nostro drone) e il cui attacco più fastidioso era un raggio laser di lunga durata potenzialmente letale.

Tagliandole una gamba e quindi impedendole qualunque movimento, diventava l’offensiva sulla quale si appoggiava di più rendendo lo scontro paradossalmente più frustrante perché non è possibile contrastarlo. Certo, si può stordire usando il nostro drone per mirare alla testa e spararle un colpo ma nel tempo in cui si mette in atto questa strategia il raggio laser avrà fatto in tempo a colpire più volte – questo perché il drone non è sempre al nostro fianco ma deve essere richiamato sul campo e, non attaccando per un po’, tornerà inattivo. Insomma è molto piacevole la strategia di fondo che già animava il primo The Surge, qua ulteriormente approfondita.

Il menu di personalizzazione è come lo ricordavate e il medbay è ancora una volta il nostro “falò del futuro”: qui potete costruire i vari equipaggiamenti una volta ottenute le parti necessarie dai nemici, riposare per recuperare la vitalità e molto altro. L’ho solo accennato in precedenza ma una delle novità più apprezzate di The Surge 2 è la personalizzazione del drone, per il quale possiamo raccogliere armi sempre più potenti fino ad arrivare anche ai lanciarazzi. Il nostro piccolo compagno tutto viti, bulloni e cattiveria è utile non soltanto contro i boss perché può infliggere danni aggiuntivi ma soprattutto quando si tratta di affrontare due nemici impossibili da colpire isolatamente, mandandolo a occuparsi di uno mentre noi abbattiamo l’altro. Deck13 si è spesa non poco per migliorarne l’utilità e la versatilità, mettendo a disposizione diversi tipi di impianti da utilizzare in base alla situazione.

Deck13 è ben consapevole del fatto che ci saranno confronti tra The Surge 2 e Dark Souls. Dopo tutto, le principali meccaniche di gioco del primo gioco sono rimaste per lo più intatte. Detto questo, lo studio vuole andare oltre ciò che è familiare al pubblico: gli sviluppatori sono chiaramente fan di quanto From Software ha realizzato ma sono altrettanto pronti a dimostrare che c’è spazio per una crescita e un ampliamento del genere stesso. Ce la offriranno attraverso le migliorie con le quali The Surge 2 si sta espandendo: il mondo è molto più vasto e aperto a diversi approcci, oltre a nascondere segreti accessibili solo a chi si dedica a una vera e propria esplorazione. Il numero di armi raddoppia, le opzioni di personalizzazione sono state aumentate in particolare per il drone. Infine c’è la creazione del nostro avatar.

Forte di un setting del tutto nuovo e un combattimento ancora più brutale e punitivo, grazie a un miglioramento del sistema di puntamento quando si vuole sconfiggere un nemico pezzo per pezzo, assieme a un arsenale di tutto rispetto per affrontare qualunque male strisci lungo le strade di Jericho City, The Surge 2 è sulla buona strada per dimostrare di aver imparato cosa mancasse al titolo originale e rendersi così un nuovo punto fermo del genere soulslike. Gli serve solo limare i difetti sopra esposti e rivedere la reattività dei controlli, che in questa demo mi sono sembra piuttosto lenti, ma Deck13 ha dimostrato di esserne consapevole: non ci resta che dare al gioco la fiducia che, pad alla mano, merita. Non c’è ancora una data di uscita specifica, nemmeno una finestra di lancio, ma la speranza per gli sviluppatori è di pubblicarlo entro la fine del 2019.

Non avete giocato al primo The Surge? Adesso è il momento.