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Tomb Raider, Lara si è rifatta alla grande – Preview

Pagina 1: Tomb Raider, Lara si è rifatta alla grande – Preview

Lara torna agli antichi splendori

Lara ha fatto un giro nella macchina del tempo e si è rifatta per bene! Ho provato in anteprima la nuova reincarnazione di Tomb Raider, che i fan delle serie aspettano con parecchia ansia. Come molti già sapranno, il nuovo capitolo della saga è in realtà un prequel.

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La giovane Lara nella sua prima avventura ha scelto il turismo fai da te e, puntualmente, la sua nave naufraga su un'isola sperduta nell'oceano. La baby Croft è molto diversa da quella iena tutta seno e pistoloni che abbiamo imparato a conoscere nei capitoli precedenti. Indecisa, paurosa e ingenua, la Lara di questo gioco sembra una cucciolona indifesa che scatena più l'istinto di protezione che la libido perversa che i nerd conoscono bene.

Bella di una bellezza ingenua e acqua e sapone, la nostra Lara sembra impacciata, ma è fatta d'acciaio. Nelle prime ore di gioco finisce infilzata, combatte, salta e cade almeno cento volte da altezze siderali. E poi si rialza e cammina come il più biblico dei lazzari.

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Venendo al dunque, l'introduzione, ampiamente anticipata dai trailer, è impressionante, roboante e ricchissima di suspence. Le prime fasi di gioco insistono sui temi della sofferenza e della sopravvivenza a tutti i costi. Lara corre, fugge, salta, rischia di annegare, perde il contatto con ogni altro essere umano.

Sembra un misto tra Robinson Crusoe e un più moderno Lost. L'isola è ricca di pericoli e non mancano cadute nell'esoterismo più spicciolo. Nelle prime scene la fanciulla è appesa come un salame in attesa di una probabile esecuzione rituale. La grotta iniziale, così come il resto del gioco, mostra uno sfruttamento saggio e impressionante delle potenzialità della Xbox 360 su cui ho provato il gioco.