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Torchlight III | Anteprima

Nell’anno in cui anche il best seller Minecraft propone la sua visione dell’action RPG isometrico con “Minecraft: Dungeons” (qua la recensione del nostro Andrea Riviera) e si appresta ad uscire il free-to-play Path of Exile 2 non poteva non mancare il nuovo capitolo di quello che è da sempre considerato come uno dei più significativi Diablo-like.

Se siete qua, sapete che stiamo parlando del coloratissimo Torchlight, che purtroppo negli ultimi mesi ha fatto parlare più per il suo travagliato sviluppo (inizialmente pensato come spin-off free-to-play chiamato Torchlight Frontiers, con una forte componente multiplayer online à la Path of Exile) che per i contenuti in sé. Contenuti che finalmente abbiamo potuto saggiare con mano grazie all’accesso anticipato del gioco su Steam. E, nonostante il cambio di concept a lavori in corso, l’anima del gioco non sembra essere mutata rispetto al più che buon passato del brand.

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio…

Sono passati ben otto anni dal secondo capitolo, capace di ritagliarsi una sua community nonostante la concomitanza con il “Re” Diablo III. Ma avendo passato qualche ora in compagnia di questo terzo capitolo – sviluppato questa volta da Echtra Games (team nato dalle ceneri di Runic Games grazie a Max Schaefer, tra gli autori dei primi due capitoli di Diablo e di Torchlight) – appare evidente come l’intenzione sia di continuare a puntare su ciò che fece la fortuna di Torchlight II.

Design caricaturale e coloratissimo, gameplay velocissimo e immediato adatto a tutti, ma al tempo stesso una buona profondità nello sviluppo del personaggio e un sistema di loot piuttosto generoso. Stessi punti di forza ma sembra anche stessi punti deboli: da quello che abbiamo potuto vedere, la narrativa non è di certo uno degli aspetti su cui i ragazzi di Echtra Games hanno dedicato più tempo e impegno. Peccato perché due delle quattro classi disponibili – già previste per Frontiers – sono invece quanto di più originale abbiamo visto in un hack ‘n’ slash in questa generazione.

A fianco dei più tradizionali Mago del crepuscolo e Tiratore Scelto (che sono fondamentalmente un mago e un ranger) fanno capolino il Forgiato, una sorta di robot steampunk dall’aspetto decisamente retrò e il Mastrorotaia, un tank che ha però la particolare abilità di creare delle rotaie dal nulla e su cui fa passare una devastante locomotiva. Insomma, materiale per costruire attorno agli eroi una sceneggiatura originale c’erano tutti. Invece anche questa volta la trama è un mero collante fra una mattanza e l’altra, nonostante alcune scene di intermezzo provino a raccontare la storia di un nuovo nemico che sta minacciando l’impero di Ember e Novastraia.

Quattro eroi in cerca di autore, o forse no?

I personaggi non sono l’unica importante novità di Torchlighh III. Dopo qualche ora di gioco, infatti, il titolo comincia a mettere nel pentolone diversi nuovi ingredienti che rendono il piatto cucinato da Echtra Games sempre più sostanzioso. Il giocatore avrà a disposizione un suo Forte, dove potrà costruire – grazie ad alcuni materiali reperibili all’interno delle mappe (rocce, legname e metallo) – diversi macchinari, ad esempio, per potenziare o smontare le armi oppure per creare le Reliquie, altra novità di Torchlight III. Le Reliquie sono artefatti che attivano delle super abilità ma sono sbloccabili solo dopo aver racimolato 24 nuclei di bracite, dei potenti oggetti droppati dai boss.

Anche se ad una prima (distratta) occhiata sembra aver subito un processo di semplificazione, questo Torchlight III ha diverse frecce al suo arco. Avremmo preferito tuttavia una maggior quantità di abilità all’interno dello skill tree: se in Torchlight II erano disponibili tre rami da sette abilità attive e tre passive ciascuno, in Torchlight III ci sono invece solo due rami da sette skill ciascuno. A questo però si aggiungono le Relique – ce ne sono cinque da sbloccare e sviluppare – e il Legendarium, tre abilità passive di cui la seconda e la terza attivabili però solo a partire rispettivamente dal livello 20 e 40. Facendo un mero calcolo matematico è evidente come il numero di abilità sia inferiore rispetto al predecessore (attenzione però: non sempre quantità è sinonimo di qualità). Inoltre non abbiamo compreso il motivo per cui la possibilità di incrementare le statistiche ad ogni level up è stato reso automatico, mentre nel secondo capitolo poteva essere gestito manualmente dal giocatore. Un passo indietro inspiegabile e che appiattisce la profondità del sistema di crescita.

Confermato l’amico animale che accompagnerà l’eroe durante il suo peregrinare, e con la possibilità di cambiarlo con altri pet liberati dalla prigionia in seguito ad alcune boss fight. Anche il peloso compagno potrà imparare abilità (in modo però automatico) ed equipaggiare alcuni oggetto. Attenzione: purtroppo – a dispetto di quanto annunciato durante l’annuncio del rebranding – Torchlight III (almeno per il momento) è giocabile solo se costantemente connessi alla rete.

In conclusione

L’aspetto coloratissimo e a tratti puerile (che è poi lo stesso dei predecessori) non deve assolutamente ingannare: Torchlight III sembra essere un più che discreto hack ‘n’ slash isometrico che vuole confermare i punti di forza dei suoi predecessori, ereditando però anche i punti deboli come la narrativa piuttosto scialba. Inspiegabile il “lifting” allo skill tree, che tuttavia viene compensato da altre possibilità nello sviluppo del personaggio: le Relique e il Legendarium. Siamo ancora in una fase assolutamente non definitiva dello sviluppo del gioco, quindi nei prossimi mesi potrebbero esserci cambiamenti anche importanti (che magari faranno cambiare idea ai tanti utenti che hanno massacrato il gioco con il review bombing, tra l’altro attenuatosi in questi ultimi giorni). Non resta che attendere fiduciosi.