PlayStation

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV | Recensione


The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV – PS4
Genere
JRPG
Piattaforma
PlayStation 4
Sviluppatore
Nihon Falcom
Editore
NIS America
Data di Uscita
27/10/2020

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV è finalmente giunto in occidente, ben due anni dopo la sua uscita originale in Giappone e aver riscosso un grande successo in patria. Non poteva essere altrimenti, come ormai sappiamo già da parecchio tempo: la serie Kiseki di Nihon Falcom è ormai uno dei pilastri degli JRPG più noti di sempre, per quanto il pubblico occidentale spesso non la conosca neanche a favore dei soliti nomi altisonanti. Eppure, il fatto che perfino Ao no Kiseki verrà localizzata in inglese per la prima volta in assoluto (escludendo le opere fan made) è un forte segnale di quanta attenzione si stia sempre più rivolgendo a questa serie grazie allo sforzo di compagnie come NIS America, le quali giorno dopo giorno tentano di esportare sempre più prodotti della nicchia giapponese.

Tuttavia parlare di nicchia per Trails of Cold Steel IV sarebbe riduttivo, quasi svilente: la storia portata avanti da The Legend of Heroes è un’opera grandiosa che coinvolge a stretto giro una marea di capitoli, saghe ed eroi, la quale non accenna minimamente ad arrestarsi e che questo agosto ha visto “l’inizio” di un nuovo titolo: Hajimari no Kiseki (o Trails of Creation), il quale è in realtà una sorta di conclusione finale all’epilogo che rappresenta Cold Steel IV, facendo allo stesso tempo da ponte per un nuovo inizio.

Premesso tutto questo, Trails of Cold Steel IV è la fine della saga di Cold Steel e opera magna che racchiude non solo tutto ciò che è passato per i precedenti capitoli “ereboniani”, ma anche diverse altre trame legate ad esempio a Crossbell e altri luoghi chiave dell’esperienza passata. Al netto di tutto quello che viene al pettine in questo punto della storia, è impossibile consigliare Cold Steel IV a chiunque sia un neofita della serie, cosa che invece potevamo dire di Cold Steel III, sebbene anch’esso sia legato in maniera serrata ad altre trame pregresse. Se siete nuovi giocatori e non conoscete The Legend of Heroes, il titolo di cui vi parliamo poco più avanti non fa decisamente per voi, ma potreste recuperarlo in seguito partendo da Cold Steel III (se proprio siete ansiosi) o da Cold Steel I, quest’ultimo preferibile per tutta una serie di ragioni.

Oltre i confini della nazione

Tra queste ragioni la più importante è di sicuro la premessa narrativa di Trails of Cold Steel IV, il quale riprende esattamente dalle conseguenze della tragica quanto “interrotta” conclusione di Cold Steel III. Dopo gli eventi della battaglia finale di Rean e compagni, l’eroe della Classe VII è stato rinchiuso in una cella, lontano dal mondo intero ormai entrato in un subbuglio bellico dai risultati disastrosi. Già dal prologo avremo a che fare con gli eroi di Crossbell che, a meno di avere una minima conoscenza della serie di Kiseki, stranieranno chiunque li abbia visti solo di sfuggita. Allo stesso tempo però, per i fan, la centralità del manipolo di Crossbell (e altri a seguire) è uno di quei momenti fanservice che permeano da ogni secondo di Cold Steel IV, il quale è il capitolo della serie dal cast più ambizioso e ricco di tutti.

In 5 atti (compresi prologo e finale), Trails of Cold Steel IV conclude quasi tutte le sottotrame lasciate aperte, le storie personali e qualsiasi altro nodo irrisolto possa venirvi in mente. Tutte queste piccole storie ruoteranno attorno alla liberazione mossa da Rean e al suo riscatto personale nei confronti del potere che conserva, delle azioni che ha compiuto in precedenza e nella forza dei legami che ha costruito con i nuovi studenti, ormai cresciuti e veri protagonisti di quest’ultima storia. Come per Cold Steel II ci si muoverà ben oltre le aree scoperte negli ultimi tre giochi, volando oltre i confini dell’Erebonia.

Cold Steel IV è il perfetto compendio di quella che è l’anima narrativa di The Legends of Heroes, dimostrando tutta la forza dei valori che hanno reso grande il marchio di Kiseki: personaggi eccellenti e complicati, azione tipica del migliore degli shonen, momenti ricchi di emozioni e legami duraturi con ognuno dei personaggi principali della serie. Se siete arrivati qui anche solo seguendo Cold Steel nella sua interezza, preparatevi a versare lacrime di gioia, compassione e dolore: l’affetto provato per i vari protagonisti di queste storie entrerà a gamba tesa durante ogni momento di gioco, il quale non ha mai avuto “rischi” così alti dal punto di vista narrativo, il che è tutto dire considerando le battute finale di Cold Steel III.

Come sempre, non tutto ciò che verrà narrato su schermo sembrerà super importante e ci saranno un sacco di volte in cui Nihon Falcom si prenderà più tempo del dovuto, specialmente nel lunghissimo atto iniziale dedicato alla liberazione di Rean. Da un lato alcuni momenti servono ad allentare la tensione per specifiche sezioni di trama dedicate a personaggi specifici, dall’altro però mostrano il fianco a quei punti deboli che un cast dal numero così elevato può comportare, specie perché il tempo sullo schermo è davvero limitato per alcuni nomi.

Tuttavia questo è forse l’unico vero difetto di quella che è una delle più coinvolgenti e profonde storie del panorama degli JRPG, qui vissuta al suo meglio in tutti gli aspetti, dalla scrittura alla colonna sonora dalla composizione magistrale. In quelle 100 e passa ore che serviranno a completare Trails of Cold Steel IV con il suo “vero finale”, non sentirete il peso neanche di un minuto in più passato nel mondo di Rean e compagni. Anzi non ve ne vorrete mai andare o rinunciare alla compagnia di tutti quei personaggi che per tanti anni vi hanno regalato un cuore talmente ben descritto da essere ormai reale, fin troppo. Non c’è davvero altro valore se non quello di un coinvolgimento così personale e duraturo per attestare la qualità di una saga di JRPG, lo stesso che poi vi porterà a conservare ricordi per il resto dei vostri anni.

Unire le spade per la libertà

Parte del sentimento di collettività percepito in Trails of Cold Steel IV arriva dal gameplay, il quale come ben sappiamo non cambia affatto la sua formula se non per qualche piccolo aggiustamento e feature tornata. In generale Cold Steel IV è più “tosto” del III, specie perché rimodula la soglia del Break per i nemici e per i boss. In soccorso, idealmente, arriva la possibilità di avere un gruppo davvero, davvero numeroso che rispetta il cast enorme legato alle vicende della storia. Già il fatto che si inizia con i personaggi di Crossbell dovrebbe darvi un’idea della mole di eroi con cui poter scendere in battaglia, ma in realtà ogni gruppo di persone sarà disponibile a “rotazione” per tutta la durata della storia, salvo forse comprendere tutti i guerrieri giocabili solamente nelle battute finali della campagna, seguendo il classico motto della forza dell’amicizia finale contro il cattivo supremo.

Sebbene questo sia un punto vantaggioso, considerando che rende i combattimenti variegati e che nella versione occidentale ci evitiamo il tedio degli incontri più lunghi grazie alla combinazione turbo + modalità automatica, la gestione del gruppo a livello di crescita diventa una faccenda davvero complicata da gestire e sicuramente poco fattibile se si vuole massimizzare ogni singolo elemento. Certo, le facilitazioni di cui sopra permettono a chiunque di farmare livelli e materiali con scioltezza (ed eventualmente accedere alle solite note combinazioni rompi-gioco), ma in generale la gestione del party poteva essere più coscienziosa nelle sue parti, adagiandosi troppo sulla rotazione dei protagonisti e prefigurandosi quasi come un prototipo in corso di quella che è poi la Cross Story di Hajimari no Kiseki.

In un modo o nell’altro però, sia il gameplay che il lato tecnico di Trails of Cold Steel IV rimangono fedeli ai loro capitoli precedenti se non migliorando qui e lì qualche piccolo dettaglio. Perfino Hajimari no Kiseki, per quanto migliorato sensibilmente, non si distacca poi molto da quello che è lo stile o il motore di Nihon Falcom, perciò difficilmente troverete qualcosa per rifarvi gli occhi nell’ultima scampagna di Rean e soci. Del resto però nessuno è qui per via della grafica ultra realistica o per la spettacolarità dei combattimenti (questa volta comunque pieni zeppi di mosse speciali grazie al cast ampio e a un maggior utilizzo dei mecha), piuttosto è la narrazione a farla da padrone e basta l’ottimo doppiaggio originale e le cutscene piazzate al punto giusto a fare la gioia di ogni affezionato.

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV – PS4

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV è un JRPG edito da Nihon Falcom e pubblicato in occidente grazie a NIS America. Capitolo finale della saga di Cold Steel, racconta lotta di Rean e compagni per proteggere il proprio paese dopo i disastrosi eventi di Trails of Cold Steel III.

9
9

Verdetto

Trails of Cold Steel IV è la coronazione di un lungo viaggio sulle rotaie del destino, dove diversi binari provenienti da tante ramificazioni giungono infine a destinazione. Si tratta di una fine dalle lacrime facili per chiunque sia rimasto coinvolto da diversi anni a questa parte, chi la serie Kiseki la vive con assiduità o è arrivato qui grazie alla scoperta di Cold Steel. Non c'è nulla che sia fuori posto se si guarda alla narrativa, ai suoi protagonisti o alla sensazione generale che fornisce il marchio. Certo, magari ha un aspetto leggermente datato, il combat system è sempre quello e tutto sommato il ritmo di gioco ha la stessa impostazione, ma il fatto che nessuno di questi elementi appena elencati sia minimamente percepito come un difetto attesta il grande valore dietro il lavoro di Nihon Falcom, ricambiato da un eterno affetto che ancora dopo tutti questi anni brucia con intensità a ogni capitolo. In poche parole, semplicemente imperdibile.

Pro

- Storia stellare, a patto di aver seguito almeno tutto Cold Steel
- Cast enorme e ben gestito
- Struggente, ispirante e ben più che longevo
- La modalità turbo e il combattimento automatico spazzano via il tedio del grinding
- La migliore colonna sonora di tutto Kiseki

Contro

- Il gruppo e i suoi membri potevano essere gestiti molto meglio
- La scelta del finale multiplo e dello sblocco del vero finale è un'arma a doppio taglio per la continuità