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Ubisoft, next-gen e titoli di qualità potrebbero essere la soluzione

Non è di certo un periodo facile per Ubisoft. I risultati molto inferiori alle aspettative di titoli come Ghost Recon Breakpoint e in misura minore The Division 2 hanno costretto l’azienda a rivedere i propri obiettivi fiscali e a rinviare l’uscita di alcuni suoi titoli inizialmente previsti per l’anno prossimo. Sui mercati finanziari questo si è tradotto in un calo delle azioni in borsa. Tutto questo porta ovviamente a chiedersi come e quanto tempo ci vorrà perché Ubisoft possa rimettersi in piedi.

Bloomberg ne ha parlato con alcuni specialisti del settore. Neil Campling, analista di Mirabaud Securities, pensa che ci siano due elementi che potrebbero rivelarsi determinanti per recuperare la fiducia degli investitori: concentrarsi sulla qualità e agganciare il traino di PlayStation 5 e Xbox Scarlett. “Com’è comprensibile c’è molta frustrazione tra gli investitori per gli ultimi sviluppi, e anche giustamente – ha detto – anche se assicurandosi che i prossimi giochi siano più concentrati sulla qualità e arrivino in tempo per la chiusura del prossimo anno fiscale, con il traino delle console di prossima generazione, quelli che oggi sembrano passi falsi potranno trasformarsi ottime carte da giocare”.

Ghost Recon Breakpoint

Secondo l’analista di Berenberg, Robert Berg servirà del tempo prima che Ubisoft possa recuperare. “Anche se deve essere stata una decisione molto difficile da prendere – ha detto a Bloomberg – pensiamo che i vertici della società abbiano fatto proprio la scelta che serviva in questo momento rinviando i tre prossimi giochi in uscita”. Tra i titoli rinviati, lo ricordiamo, c’è anche Skull & Bones che addirittura potrebbe arrivare nel 2022.

Ricordiamo che Ubisoft ha deciso di rinviare praticamente tutti i titoli in uscita nel prossimo anno. Oltre a Skull & Bones ci sono Rainbow Six Quarantine, Gods & Monsters, e sopratutto Watch Dogs Legion. Aldilà di come la si possa pensare su alcuni titoli della software house, sicuramente queste notizie non sono positive per il mercato videoludico europeo e in generale per i consumatori. Verrebbe anche da chiedersi quale sarà il destino di una delle serie principali di Ubisoft, ovvero Assassin’s Creed e se le vicende degli ultimi giorni porteranno a una pausa forzata più lunga di quella già vista in passato.

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