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Una AI ha sconfitto giocatori umani in Starcraft II, ma non sono mancate le critiche

Per la prima volta, un’intelligenza artificiale ha sconfitto dei giocatori umani in una partita di Starcraft II. Parliamo di un AI agent sviluppato da DeepMind, società sussidiaria di Google, chiamato”AlphaStar”. L’AI ha battuto avversari umani per dieci volte di fila, perdendo solo in un undicesimo scontro.

Potrebbe sembrare un raggiungimento da poco, ma aver superato questa sfida segna un passo in avanti importante per le ricerche. Videogame come Starcraft II sono più complessi per i computer rispetto a giochi come gli scacchi, richiedendo di saper reagire in tempo reale e tenere in considerazione moltissimi elementi.

In Starcraft II i giocatori partono da angoli opposto della mappa e devono costruire la propria base, un esercito e poi invadere il territorio nemico. AlphaStar, in questo contesto, era particolarmente bravo in quello che viene definito “micro” (abbreviazione per microgestione): ovvero, era in grado di gestire le singole truppe molto velocemente e in modo decisivo sul campo di battaglia.

Anche se i giocatori umani riuscivano alle volte a creare unità più potenti, AlphZero era in grado di raggiungere la vittoria grazie a unità minori. Uno degli avversari, MaNa, ha affermato che un giocatore umano non sarebbe in grado di farlo. Proprio a questo riguardo, infatti, sono piovute varie critiche. All’AI è stato imposto un numero massimo di click per minuto per non superare quello umano, ma al tempo stesso aveva la capacità di vedere tutta la mappa senza dovervi navigare: in alcuni momenti, infatti, AlphaStar è stato in grado di dare comandi a tre truppe posizionate in luogo diversi, in contemporanea.

Secondo DeepMind questo non dava reali vantaggi poiché AlphaStar si focalizza su una sola parte della mappa alla volta, ma quando è stata disabilitata tale capacità MaVa è stato in grado battere l’AI. Inoltre, è stato affermato che i giocatori che si sono confrontati con AlphaStar non erano al livello dei campioni mondiali. In particolare, uno di essi, TLO, ha dovuto giocare con una delle razze di Starcraft con cui non ha familiarità.

Al di là di tutto questo, però, gli esperti affermano che si tratta di un notevole passo in avanti. Mark Riedl afferma che il successo non è sorprendente, ritenendo che era solo “questione di tempo”, ma al tempo stesso ammette che ci sono miglioramenti da fare. Infatti, l’AI può essere spinta fuori dalla propria “confort zone” e perdere efficienza.

Ovviamente, l’obbiettivo non è creare un’intelligenza artificiale in grado di sconfiggere gli umani in un videogame, ma migliorare i metodi di allenamento delle AI, particolarmente per quanto riguarda la capacità di operare in ambienti virtuali complessi come Starcraft.

Per allenare AlphaStar è stato usato un metodo basato sul trial & error. I vari AI agent giocavano per tentativi, mentre cercavano di raggiungere certi obbiettivi, come la vittoria o il semplice rimanere in vita. Inizialmente hanno imparato copiando avversari umani e poi scontrandosi uno contro l’altro. I più forti avanzavano e i più deboli venivano scartati. DeepMind stima che AlphaStar abbia giocato per circa 200 anni, ovviamente a un rateo accelerato.

DeepMind ha affermato: “La prima e più importante missione di DeepMind è creare una intelligenza artificiale generale. Per farlo, è importante capire il livello dei nostri AI agent e la loro capacità di eseguire una grande varietà di azioni.

Si tratta quindi di un raggiungimento di notevole rilevanza, sopratutto sul lungo termine. Cosa ne pensate di questa vittoria e degli obbiettivi raggiunti da DeepMind?