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Valkyria Chronicles 4, un saggio ritorno alle origini

Sono passati dieci anni dall'esordio della serie Valkyria Chronicles, con un primo titolo memorabile e un seguito su PlayStation Portable che pur non rendendosi memorabile come il predecessore ha mantenuto alti gli standard della serie. Le vendite limitate in Occidente hanno tuttavia fatto sì che Valkyria Chronicles 3 non uscisse mai dai confini nipponici: un peccato se si pensa che non soltanto avremmo visto la Seconda Guerra Europea da un punto di vista differente, parallelo all'invasione di Gallia da parte dell'Impero, ma che era stato messo in campo un team di sviluppatori eclettici in modo da migliorare quegli aspetti che non avevano convinto in Valkyria Chronicles 2; non è un caso se, infatti, a oggi il terzo capitolo sia stato considerato il migliore in assoluto e meritevole di un posto accanto all'indimenticabile titolo originale.


Adesso potrebbe essere tempo di farsi da parte e passare il testimone a un erede che si prospetta degno del nome che porta: Valkyria Chronicles 4 infatti ha tutte le carte in regola per essere il nuovo punto fermo nella saga, pur non andando ad alterare in modo significativo un gameplay simbolo di una saga particolarmente amata in Giappone. Ho omesso volutamente Valkyria Revolution dall'elenco perché è un gioco orientato all'action RPG, ambientato in un altro universo immaginario e, purtroppo, non all'altezza dei suoi "cugini". Valkyria Chronicles 4 torna dunque alle origini riprendendo le stesse tematiche e meccaniche che abbiamo imparato a conoscere ma arricchendole con alcuni aspetti che vanno a migliorare quanto di buono fatto finora.

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Ambientato ancora nello stesso arco narrativo di Valkyria Chronicles e Valkyria Chronicles 3, questo quarto capitolo sposta il conflitto da Gallia e Impero a Federazione Atlantica e Impero. La 101ma Divisione dell'Esercito di Edinburgh, al comando del giovane sottotenente Claude Wallace, avrà il difficile compito di aggirare la linea del fronte e piombare sull'Impero attraversando i gelidi passi montani dell'Europa Settentrionale. A sbarrare loro la strada, tuttavia, troveranno presto l'arma più potente a disposizione dell'Impero – la Valkyria. Come dicevamo, il gioco è una fusione dei tre titoli canonici che l'hanno preceduto: unisce le sensazioni e le emozioni del titolo originale a molte delle migliorie apportate negli altri due, introducendo al contempo aspetti che danno al giocatore una libertà come finora non si era vista.

Nel complesso, per quanto abbiamo potuto vedere finora, la trama è piuttosto standard e mette in scena molti dei tropi visti in altri videogiochi o anche film che trattano il tema della Seconda Guerra Mondiale. In un contrasto particolarmente bizzarro, vedremo i personaggi passare da momenti drammatici a scambi di battute frivoli che spesso lasciano alcuni di loro in evidente imbarazzo, riuscendo così non solo a combinare bene le varie personalità in gioco ma a mantenere vivo l'interesse per i vari filmati. Filmati che si presentano in forma di visual novel per la maggior parte dei casi, sebbene ci siano casi in cui il gioco sfrutta la grafica di gioco e altri, più rari, sfruttano scene pre-renderizzate. Come già succedeva in Valkyria Chronicles, il quarto capitolo sembra offrire a sua volta dei retroscena per scoprire meglio i personaggi sia principali sia secondari.

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Scendendo sul campo di battaglia, tutto sarà perfettamente familiare a chi ha giocato almeno a uno degli altri capitoli della serie. Per chi invece fosse a digiuno, ogni conflitto parte da un briefing nel quale il Comandante vi spiegherà le basi della missione e gli obiettivi da soddisfare per vincere, così come le condizioni di sconfitta; segue poi la scelta di quali unità disporre sulla mappa, dopodiché lo scontro può finalmente cominciare. Avete a disposizione un determinato numero di CP (Command Points) da spendere per muovere le singole unità: una volta deciso chi spostare, ne prenderete il controllo passando all'azione in terza persona, consumando l'indicatore arancione degli AP (Action Points) in fondo allo schermo.

È possibile muovere più volte la stessa unità ma a ogni nuovo turno i suoi AP saranno sempre meno fino a ridurre il suo raggio di spostamento a pochissimi passi: si tratta di un aspetto cruciale da considerare in relazione allo spazio in cui ci si trova e all'unità selezionata, perché non tutti ovviamente hanno la stessa quantità di AP. Soldati più da prima linea come Scout e Shocktrooper hanno maggior libertà di movimento – i primi sono i più avvantaggiati in assoluto – mentre unità di supporto come Sniper e Lancer sono limitati. Gli Engineer sono una via di mezzo e hanno la facoltà di rianimare i soldati caduti o riparare barriere e il carro armato di Claude; c'è poi una classe inedita introdotta in Valkyria Chronicles 4, Grenadier, che sfrutta il mortaio per infliggere gravi danni superando eventuali ostacoli nella visuale.

Si può attaccare in qualsiasi momento senza alcun costo aggiuntivo ma è possibile eseguire una sola azione per turno, il che significa che dovrete scegliere tra l'uso della vostra arma principale, quella secondaria (di solito una granata) e la Ragnite in qualità di medikit: l'efficacia delle vostre armi dipende sia dal tipo di arma equipaggia sia com'è ovvio dalla distanza, perché più sarete vicini e migliore sarà la vostra mira – nonché i danni causati. Infine ci sono gli Ordini. All'inizio di ciascun turno, possiamo scegliere uno o più ordini da impartire ai nostri soldati consumando il relativo numero di CP: il loro effetto varia a seconda della tipologia e possiamo guarire, potenziare, difendere e in generale supportare i soldati in base alla situazione.

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Il sistema di combattimento sembra essere stato alleggerito sotto diversi aspetti, sebbene la nostra prova non ci abbia permesso di coglierli tutti. Indubbiamente balzano all'occhio un consumo molto più equo dei CP grazie al fatto che, adesso, muovere un carro armato ne costa uno solo e non due come nel titolo originale: può sembrare una cosa da poco ma vi assicuriamo che ogni CP guadagnato può fare la differenza fra la vittoria e la sconfitta, o più semplicemente evitarvi che un personaggio resti scoperto a fronte di una situazione rischiosa. Altro particolare gradito è il contrattacco e il fuoco di copertura, ora esteso a tutte le unità quando in precedenza solo Scout, Shocktrooper ed Engineer erano in grado di reagire; un passo avanti indispensabile per rendere l'esperienza meno macchinosa.

Visivamente, Valkyria Chronicles 4 mantiene il motore CANVAS in uso nei precedenti titoli, offrendo il bellissimo effetto acquerello per cui la serie è diventata famosa. Anche questa volta si rivela molto interessante, con sfumature di colore, il tratteggio incrociato per le ombre e un'estetica che rende il gioco simile alla tela di un artista in movimento, mentre gli effetti sonori – gli onomatopeici "BOOM" e "KZZZAAP" – danno la sensazione di trovarsi in un fumetto animato. Nel complesso, i fan di Valkyria Chronicles potranno dirsi entusiasti di questo nuovo capitolo, che va ad ampliare la trama iniziata nel lontano 2008 e per aiutare i nuovi giocatori a introdursi nel suo riuscito mix di tattica e action RPG alleggerisce alcuni degli aspetti di gameplay rendendo l'intera esperienza più accessibile.Valkyria


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