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Warframe, guida al titolo milionario in cui nessuno credeva

Pagina 1: Warframe, guida al titolo milionario in cui nessuno credeva
Free-to-Play, con ninja alieni e una fortissima componente di grinding. Sulla carta, anche adesso, probabilmente molte persone storcerebbero il naso a sentir parlare per la prima volta di Warframe, titolo sviluppato da Digital Extremes che al momento si trova fisso tra i titoli più giocati su Steam. Non è sempre stato così però: la storia […]

Free-to-Play, con ninja alieni e una fortissima componente di grinding. Sulla carta, anche adesso, probabilmente molte persone storcerebbero il naso a sentir parlare per la prima volta di Warframe, titolo sviluppato da Digital Extremes che al momento si trova fisso tra i titoli più giocati su Steam. Non è sempre stato così però: la storia di Warframe è lunga e travagliata, fatta di editori che non hanno creduto nella formula incredibilmente vincente di Steve Sinclair e Scott McGregor, direttori del titolo.

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L'avventura di Warframe comincia sotto il nome di Dark Sector, nel lontano 2000. Lo studio fino a quel momento lavora principalmente nella co-collaborazione di altri titoli, e prima di cominciare lo sviluppo di quello che sarà Warframe, viene quasi acquisito da Epic Games dopo aver lavorato ad Unreal Tournament. Problemi legali dovuti al governo canadese nell'unione dei due studi si mettono di mezzo, e i team decidono seguire ognuno la propria strada.

In quel momento Digital Extremes mette al mondo l'idea di creare un "MMORPG" d'azione, un titolo adrenalinico ambientato in un mondo persistente. Com'è giusto che sia, l'idea di Digital evolve con il tempo, diventando – tra rifiuti e dubbi dei famosi publisher – un action sci-fi. Se siete curiosi, potete ammirare una delle prime versioni di Warframe nel video qui sotto.

Nonostante l'idea abbia decisamente potenziale, molte persone non sono convinte dall'ambientazione, e incoraggiano lo studio a passare all'era moderna, negli anni in cui Call of Duty è probabilmente all'apice della sua popolarità. Dopo ulteriori prove e cambiamenti, Dark Sector debutta nel 2008 con recensioni mediocri, ma non è assolutamente il Warframe che lo studio vuole per il pubblico.

Lo studio fatica ancora, e fatica molto, ma decide di trasformare Warframe in un modello free-to-play, scelta che si rivelerà chiave del successo del titolo. Farlo però non è semplice, e lo studio si scontra con la realtà di un mercato non facile da capire. A Digital però non ci si tira indietro, e nonostante le difficoltà dopo uno studio del modello di gioco, Warframe viene ri-adattato per essere sì gratis, ma non pay-to-win, termine composto da tre parole che tutti gli sviluppatori di questo genere di titoli temono più di ogni cosa. 

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Il primo approccio al titolo può essere spaesare anche i giocatori più esperti.

Il 2013 è il momento in cui Warframe, dopo tredici anni di fatiche, approda su console e su Steam, piattaforma tramite la quale riesce finalmente a guadagnare abbastanza da auto-sostenersi. Non abbiamo quindi un colpo di fortuna, ma semplice dedizione, che si vede negli aggiornamenti costanti nel tempo e nella volontà degli sviluppatori di creare un titolo che possa sì farli guadagnare, ma che renda felici anche i giocatori, senza escludere chi non ha soldi da spendere per il gioco. Il successo del titolo è tale che lo farà addirittura approdare su Nintendo Switch.


Tom's Consiglia

Potete trovare Warframe addirittura in versione fumettistica.