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Wartile, dal Tavolo al Pad | Recensione


Wartile – PS4
Genere
RTS - Card game
Piattaforma
PC - PlayStation 4 - Xbox One
Sviluppatore
Playwood Project
Editore
Deck13 Spotlight
Data di Uscita
24/03/2020

L’adattamento delle meccaniche da gioco da tavolo in un videogioco è un’impresa difficile ma certamente possibile, come ci vuole insegnare Wartile. C’è chi ha preso la struttura di Dungeons & Dragons e ci ha tirato fuori saghe come Baldur’s Gate e c’è chi ha visto i concetti dei giochi di strategia per creare capolavori come Civilization. Wartile però, a differenza di molti altri, prende davvero il gioco da tavolo in tutte le sue forme, con tanto di pedine e caselle, e ci racconta un’epica storia nordica come se fosse un sontuoso scatolato ricco di miniature e libri dalla pregiata rilegatura.

Una filosofia che dopo due anni dal suo rilascio originale arriva finalmente su console, arricchita di tutti i contenuti aggiuntivi rilasciati finora e qualche chicca in più per accontentare tutti i giocatori domestici. La base chiaramente è la stessa di quella già vista su PC: ci ritroveremo infatti in un viaggio che ha radici nel folklore norreno classico, seguendo un manipolo di guerrieri che affronterà pericoli e creature mistiche usciti dai miti classici del pantheon di Odino. La trama, seppur tendenzialmente lineare, passa da un’avventura all’altra come quando si cambia il campo da gioco o la mappa di una campagna, avendo però a disposizione una grande serie di varietà tematica anche grazie all’aggiunta degli scenari extra, tutti esplorabili nella libertà di scelta che il gioco propone fin dai primi minuti.

Valhalla in miniatura

La storia tuttavia si trasforma velocemente in poco più che uno sfondo, evitando intermezzi di trama e proponendo al giocatore di Wartile un’esperienza basata sull’azione nuda e cruda. La definizione migliore per descrivere come vi apparirà il titolo di Playwood Project è quella di essere davanti a un “diorama”, una sorta di miniatura movente fatta di pixel in cui il vostro gruppo di eroi sarà rappresentato da pedine che si animano sul campo di battaglia spostando la loro base a saltelli tra le caselle, come se mossi da una mano invisibile. Chiaramente non parliamo di statue immobili come penseremo quelle di Warhammer, piuttosto di pezzi pregiati in grado di prendere vita come gli scacchi di Harry Potter, attivati quando decideremo di compiere le varie azioni che il gioco ci propone.

Con l’ambientazione vichinga che gli fa da sfondo, Wartile ha un’anima innatamente fantasy e come tale la sua metà più evidente è quella da gioco di ruolo, ricca di equipaggiamento, bottino e possibili statistiche da tenere d’occhio. La fase organizzativa si svolge come di consueto prima della missione, attraverso una sorta di teca dove sono esposti i vari piccoli pezzi da donare alle miniature come se fossimo dei collezionisti precisi, mentre sul campo da gioco gli effetti delle varie scelte andranno oltre l’estetica, decidendo le sorti dei combattimenti via via sempre più difficili. Mentre nei primi livelli vi basterà avvicinarvi per vincere gli scontri, più affonderete le zanne nel diorama più vi troverete a combattere status collaterali, abilità varie e mostri dal potere offensivo temibile che richiederanno un vostro intervento attivo.

Tale complessità non arriva tanto dall’impostazione di ruolo quanto dalla metà card-game di Wartile, la stessa che associa carte proprietarie ai personaggi e carte libere che possono essere utilizzate spendendo una risorsa cumulabile con determinate azioni, personalizzabili inoltre nell’apposito menù prima della scesa in campo. Prendendo un po’ da vari canoni della tradizione ludica, Wartile è un’ibridazione tutto sommato equilibrata nella sua proposta, permettendoci quindi di avere una marea di combinazioni possibili in un sistema comprensibile e privo delle numerose regole che gestiscono i giochi da tavolo basati su simili sistemi, abbondanti di manuali con tanti paragrafi da ricordare a memoria.

Qui il mazzo va sbloccato gradualmente e le opzioni di ogni carta, con i relativi effetti, sono evidenti anche solo dalla descrizione (sempre presente), evitando di dare effetti nascosti o meccaniche non esplicitate. Forse è anche per questo che Wartile inizia con un tutorial in effetti un po’ frammentario, quasi approssimativo addirittura in alcune fasi in cui si ha la sensazione che il gioco si aspetti che il giocatore sappia già determinate cose. Per fortuna la disponibilità della localizzazione testuale italiana è un punto a favore per abbassare la barriera d’ingresso, ma non sarebbe guastato ripensare il tutorial nella sua interezza all’arrivo del gioco su console.

Una volta compreso il loop di Wartile, la qualità del lavoro di Playwood Project si manifesta in tutte le sue intenzioni, regalando a chi vorrà esplorare le fredde terre del nord un gameplay divertente, tattico e dai risvolti sempre diversi grazie alle sue meccaniche e all’impostazione di ogni singola tavola. C’è veramente tanto da scoprire, così come c’è tanto con cui rifarsi gli occhi nelle splendide terre racchiuse in cubi invisibili: riccamente lussuose nel minimalismo della loro confezione di vetro da cui sembra osservarle.

Ma, proprio perché la sua natura è quasi statica, Wartile può dare l’idea di essere eccessivamente arroccato nella sua idea, tanto da ledere un po’ la narrazione di alcune scene di trama che di quando in quando si affacciano. Caricamenti frequenti e immagini ferme accompagnate dalla voce narrante rompono l’immersione data dal gioco nelle mappe, come se sembrassero battute d’arresto in quella che altrimenti sarebbe una partita completa. La stessa sensazione che si ha quando con il gruppo di amici si ruola e a qualcuno squilla il telefono nel bel mezzo di un combattimento vissuto, giusto per fare un esempio pratico. Ecco, Wartile alle volte tira fuori il giocatore dal flusso che egli stesso genera, spesso per colpa di alcuni limiti tecnici non proprio nascosti con dovizia.

Eppure, per quanto questo effetto possa essere influente, la qualità dell’idea alla base e della sua esecuzione è senza dubbio encomiabile, lasciando che il bilanciamento tra i generi d’ispirazione e la direzione artistica siano il traino che spinge in avanti la voglia di reinventare il gioco da tavolo digitale anche dopo due anni dall’uscita originale, affacciandosi sulle due ammiraglie domestiche con la promessa di introdurre un nuovo DLC basato su Hel a maggio.

C’è così tanto amore nella cura di Wartile che è impossibile non essere inghiottiti dai numerosi dettagli che compongono anche il più piccolo aspetto del gioco, diventando ben più che una lettera d’amore agli eserciti in miniatura che hanno marciato su innumerevoli tavoli domestici. Bensì è la dimostrazione che con un po’ d’inventiva e un’idea funzionante si ha la possibilità di prendere la tradizione e trasformarla in una forma moderna che non solo funziona, ma riesce anche a dare nuova linfa vitale al genere d’appartenenza, accontentando l’immaginazione che ognuno di noi metteva ogni qualvolta muoveva le pedine con la propria mano, descrivendone le gesta.

Wartile – PS4

Gioco indipendente di Playwood Project pubblicato da Deck13 nel programma Spotlight. Si tratta di un gioco di ruolo misto a card-game che ricalca i giochi da tavolo con miniature, ambientato nello scenario norreno tra vichinghi, divinità e demoni da scacciare in stupendi campi da gioco minimalisti mentre si vive un’avventura fantasy con un gruppo di temerari guerrieri.

7,5
7,5

Verdetto

Wartile approda su console nel miglior modo possibile, portando la sua offerta completa e una promessa di un DLC importante in arrivo a maggio. Alla base rimane una stupenda fusione tra gioco da tavolo e videogioco, dove Playwood Project mostra il suo impegno nel rispettare la tradizione fisica dell’idea, senza sacrificarla per modernizzarla troppo. Il bilanciamento tra gioco di ruolo, card-game e digitale è quindi reso alla perfezione, creando stupendi diorami che lasciano incantati per la cura con cui sono stati trattati. Se nel gameplay tutto sommato c’è varietà, libertà ed equilibrio, è nella trama e in qualche magagna tecnica che risiedono i punti negativi di Wartile, abbondantemente coperti però dall’esecuzione generale e dall’amore con cui ogni altro aspetto del gioco è trattato.

Pro

- Tanti contenuti da esplorare
- Perfetto bilanciamento tra gioco di ruolo e gioco di carte
- Stupende ambientazioni rese come diorami
- Estrema cura nei dettagli
- Localizzazione in italiano

Contro

- Tutorial non esaustivo
- Gli intermezzi di trama sono eccessivamente statici
- Qualche sbavatura tecnica un po' evidente