Xbox

Watch Dogs Legion, Londra in rivolta | Recensione


Watch Dogs Legion – Xbox One
Genere
TPS Open World
Piattaforma
PC - PS4 - Xbox One - Google Stadia
Sviluppatore
Ubisoft
Editore
Ubisoft
Data di Uscita
29/10/2020

Tra poche settimane arriveranno finalmente sul mercato Xbox Series X e PlayStation 5, l’attesissima next gen che tutti stanno più o meno avidamente aspettando. Un lancio che, nonostante il comprovato aspetto tecnico delle piattaforme da gioco di Microsoft e Sony, non sarà purtroppo contraddistinto dal numero di esclusive, che mai come in questo inizio di generazione sembrano latitare. A venire in soccorso di noi giocatori è però in questi ultimi mesi del 2020 fortunatamente Ubisoft, con il publisher transalpino che in poco più di un mese uscirà sul mercato con dei veri e propri pezzi di novanta. Una scoppiettante tripletta, completata da Assassin’s Creed Valhalla e Immortal Fanyx Rising, che avrà inizio domani, il 29 ottobre, con Watch Dogs Legion, terzo capitolo della celebre saga free roaming in uscita su PS4, Xbox One, PC, Google Stadia e, a breve, ovviamente anche su next gen.

Watch Dogs Legion

Una serie decisamente interessante, in grado di appassionare fin dal 2014, anno di lancio del primo anticipatissimo capitolo, ma mai capace di convincere fino in fondo e di imporsi come uno dei franchise più grossi e apprezzati del settore, nonostante delle innegabili qualità di fondo. Watch Dogs Legion, come vi abbiamo raccontato nella nostra anteprima, sembra avere tutte le carte in regola per provare a raggiungere tale obiettivo e, dopo aver esplorato in lungo e in largo la distopica Londra, siamo ora finalmente pronti a raccontarvi meglio di questa terza incarnazione della saga.

Watch Dogs Legion: tra politica e distopia

Watch Dogs Legion è ambientato in una Lontra orientata una decina di anni post Brexit, in cui le tecnologie di cui stiamo vedendo ora i semi, come le auto a guida autonoma e i droni, hanno preso ampiamente piede e sono oramai delle solide realtà. La capitale d’Albione funziona quindi come un oliato meccanismo, dove ogni singolo compito possibile è stato automatizzato e demandato alle macchine e ogni processo è stato ottimizzato all’inverosimile. Una situazione per alcuni idilliaca, per altri opprimente, che in Watch Dogs Legion assume presto i contorni peggiori possibili, ossia quelli relativi all’inesistenza della privacy e alla sottrazione della libertà dei cittadini.

Watch Dogs Legion

Ma come si è arrivati a tutto ciò? Il motivo è presto detto: nei primissimi istanti di gioco Londra viene infatti dilaniata da degli orrendi attentati, che causano centinaia e centinaia di vittime. Degli attacchi dritti al cuore della capitale d’Inghilterra, con la classe dirigente londinese che si trova costretta obtorto collo a cedere il potere marziale a tale Nigel Cass, leader dell’organizzazione paramilitare Albion. Una situazione che ben presto assume delle atmosfere distopiche, con Londra ghermita in un regno del terrore nel nome della sicurezza.

A rendere il clima ancor più pesante è poi Mary Kelley, spietata leader della più grande organizzazione criminale cittadina, e Zero Day, misteriosa figura che ha incastrato l’oramai arcinoto DedSec, facendo passare all’opinione pubblica gli appartenenti al collettivo hacker come dei veri e propri terroristi, nonché come autori della serie di attentati sopracitati.

Una trama che si dipana quindi su più livelli, andando a toccare numerose tematiche care alla società dei giorni nostri, come il sempre maggior ruolo della tecnologia, l’invasione della privacy e la privatizzazione di elementi cardine della società. Un gioco quindi politico, come del resto i precedenti episodi della saga, ma che fortunatamente riesce a non oltrepassare quasi mai il limite e a non banalizzare eccessivamente alcuni concetti, come successo ad esempio nel fin troppo scanzonato secondo capitolo. Watch Dogs Legion ci regala anzi talvolta anche dei discreti spunti di riflessione. Certo, non stiamo sicuramente parlando di un’opera filosofica, ma fa piacere vedere come un titolo mainstream come Watch Dogs Legion riesca, nel suo intrattenimento, a provare a offrire un qualcosa di più al videogiocatore.

L’unione fa la forza

Uno dei punti di forza di Watch Dogs Legion, nonché colonna portante dell’intera campagna di marketing del titolo fin dalla sua presentazione, è sicuramente quella relativa al poter impersonare praticamente qualsiasi personaggio ci troveremo dinnanzi nelle nostre scorribande per Londra. Niente più singolo eroe quindi, ma una totale libertà da parte del giocatore di poter scegliere con chi portare avanti le vicende del gioco.

La scelta non è fortunatamente solo estetica e ogni abitante della capitale d’Albione avrà le proprie caratteristiche personali, che lo rendono differente dagli altri. Tra la spia dotata di gadget avveniristici all’ubriacone che ci farà scoprire dagli avversari singhiozzando, in Watch Dogs Legion le possibilità sotto tale punto di vista sono veramente tante. Da non dimenticare sono poi tutte quelle skill passive di cui beneficerà indirettamente l’intera squadra, come l’avvocato che ridurrà i periodi di detenzione dei nostri personaggi catturati. Se non abilitiamo l’opzione permadeath, infatti, i nostri attivisti, qualora venissero sconfitti, verranno o arrestati o si infortuneranno, restando indisponibili per un determinato periodo di tempo, che può appunto essere ridotto reclutando individui con determinate capacità.

Watch Dogs Legion

Quello che fa però storcere il naso è che mentre certe abilità/gadget sono chiaramente proprietarie di un particolare attivista, vedi ad esempio le spiccate capacità combattive di un pugile, altre, nonostante possano essere teoricamente condivise senza troppi problemi tra i vari membri del DedSec, non possono invece essere trasferite. Stiamo parlando ad esempio del poter usare un’arma che non sia tra quelle di default se il nostro personaggio non presenta l’apposito tratto, con i nostri personaggi che non potranno neanche raccogliere quelle cadute ai vari nemici a terra. Una scelta giustificata dal voler incentivare i giocatori a cambiare il più possibile personaggio, rendendoli così maggiormente diversi tra di loro, ma che scade purtroppo in evidenti incongruenze.

Dove Ubisoft è invece riuscita a fare centro è nel principale dilemma che aveva accompagnato l’innovativo sistema di Watch Dogs Legion, ossia la paura del ritrovarsi a impersonare delle sorta di manichini privi di storia e background. Fortunatamente non è così e, sebbene per forza di cose gli attivisti londinesi non possano fregiarsi della profondità di un Aiden Pierce qualsiasi, è chiaro come il lavoro fatto sotto tale punto di vista sia molto e di qualità. Ogni personaggio in cui ci imbatteremo avrà infatti un proprio semplice background, un motivo per odiare Albion e una missione sempre diversa da completare per essere reclutato.

Apprezzabile è poi il fatto di come la Londra di Watch Dogs Legion sia composta da un tessuto sociale all’apparenza fitto e non solo da tutta una serie di npc a sé stanti. Ci è ad esempio capitato di reclutare nelle nostre fila un attivista precedentemente schedato liberando un suo amico da uno dei tanti pestaggi di Albion in cui ci imbatteremo nel corso del titolo. Insomma, se avevate paura della resa del sistema di personaggi imbastito da Ubisoft per l’occasione avrete di cui ricredervi e, per quanto non perfetto, sarebbe stato veramente difficile fare tanto di meglio sotto tale punto di vista.

Novità e vecchie certezze

Per quanto riguarda il gameplay vero e proprio Watch Dogs Legion ricalca quanto visto in passato, anche se alcune meccaniche sono state semplificate. I semafori, ad esempio, non sono ora più hackerabili a piacimento e anche le possibilità di interazione digitale coi vari npc che troveremo in giro sono state ridotte, visto che, oltre che distrarli tramite disturbi al cellulare, poco ci potremo fare. Tornano invece in grande stile gli oramai iconici puzzle ambientali, in cui dovremo ricreare il flusso informativo di un determinato luogo, questa volta anche in alcuni dei più iconici edifici londinesi. Ubisoft ha concentrato le principali novità di questo capitolo nei vari gadget, che ci permetteranno di affrontare le varie sfide del titolo in diverso modo. A nostra disposizione avremo ad esempio un device che ci rende temporaneamente invisibili e diverse tipologie di droni.

Watch Dogs Legion

Lo spiderbot, in particolare, è uno delle trovate più belle di questo capitolo, con il piccolo drone dalle molteplici zampe che riesce a rivelarsi funzionale al gameplay e anche decisamente gradevole da utilizzare. Grazie ad esso potremo infatti infiltrarci in ogni dove, raccogliere oggetti nascosti e anche atterrare nemici, il tutto nella fluidità e nel dinamismo più totale. Una delle missioni più belle del gioco ci vedrà ad esempio intenti a scalare il Big Ben con lo spiderbot, saltando tra gli ingranaggi e i meccanismi del celeberrimo orologio. Potenzialità, quelle di questa meccanica, che Ubisoft non si è fatta sfuggire, visto che nei primi mesi dopo il lancio, tra i diversi contenuti aggiuntivi gratuiti, arriverà una modalità PVP in cui dovremo controllare proprio il peculiare drone in delle battaglie all’ultimo sangue contro altri giocatori online.

Spiderbot che, così come gli altri gadget, ci torneranno utili nelle varie missioni di gioco che, nonostante si riconducano nella maggior parte dei casi al solito leitmotiv composto da esplorazione e, successivamente, intrusione in una struttura avversaria, riescono a rivelarsi sempre godevoli. Il bello di Watch Dogs Legion risiede proprio nella scelta data ai giocatori, con gli utenti che potranno scegliere tra miriadi di opzioni per portare a compimento una determinata quest. Infiltrarsi in un luogo con un determinato vestito per non destare sospetti, fare piazza pulita degli avversari e raggiungere l’obiettivo con le armi in pugno, appostarsi fuori dalla zona vietata e far fare tutto al proprio drone: le possibilità offerte da Ubisoft in questo caso sono veramente tante e, anche se le missioni talvolta finiscono per assomigliarsi in quanto a struttura, difficilmente vi troverete ad annoiarvi in Watch Dogs Legion.

Watch Dogs Legion

Per quanto riguarda invece la struttura open world, Watch Dogs Legion presenta la classica struttura del genere. La mappa di gioco, costellata ovviamente di collezionabili di vario genere, è infatti suddivisa in differenti macro-zone, che potremo liberare completando in ognuna di esse una manciata di missioni dedicate. Depistaggio, sabotaggio e furto d’informazioni: queste sono solo alcune dei compiti che dovremo completare per aver accesso alla missione finale di ogni singolo distretto, che ci permetterà di accendere la scintilla della rivolta in tale quartiere e avere anche accesso a un potente attivista, che si unirà alla nostra causa per ringraziarci di quanto fatto nel loro spicchio di Londra.

Dove resta ancora spazio di manovra è invece nel sistema di guida, da sempre un tallone d’Achille della saga e che neanche questa volta è stato adeguatamente sistemato, e nell’intelligenza artificiale dei vari NPC. Nel corso della nostra avventura nella Londra di Watch Dogs Legion abbiamo infatti visto a riguardo un po’ di tutto, a partire da avversari incastrati in elementi dello scenario, passando per guardie che pattugliando una stanza salgono random su una scrivania nel loro tragitto, fino ad arrivare a cittadini che passeggiano ignari e felici nel bel mezzo di una sparatoria o tra i cadaveri. Ci è capitato poi di hackerare un veicolo di un passeggero, che è presto sceso in preda alla paura, per poi sottrarglielo da sotto il naso senza scatenare in lui nessuna reazione. Per quanto poi non riguardi certo il campo dell’IA, per quale motivo poi buona parte delle macchine che circolano nelle strade di Londra sono senza passeggeri? Tanti piccoli dettagli che vanno però ad inficiare sulla verosimiglianza della bellissima Londra di Watch Dogs Legion.

Una città da esplorare

Per quanto riguarda la creazione della capitale d’Albione c’è infatti solo che da togliersi il cappello dinnanzi a Ubisoft, che ha saputo come sempre cogliere l’essenza stessa della città e racchiuderla all’interno di Watch Dogs Legion nel migliore dei modi. È quasi sconcertante osservare con quanta cura Londra sia stata riprodotta nel titolo, con i turisti abituali, così come gli habitué della città della corona, che potranno perdersi tra le sue strade e i suoi bellissimi edifici, in una sorta di turismo virtuale, mai come al giorno d’oggi gradevole.

Watch Dogs Legion

Graficamente Watch Dogs Legion è poi decisamente bello da vedere anche giocato su Xbox One X. Dove purtroppo, almeno la versione per l’attuale ammiraglia di casa Microsoft soffre eccessivamente, è in un numero assolutamente eccessivo di pop-up. Guidare e vedere droni e auto sparire/apparire a poco più di dieci metri davanti a noi è un’esperienza non proprio divertente e lascia abbastanza l’amaro in bocca. Per il resto il tutto è invece decisamente di valore e, tranne in tali sezioni, Watch Dogs Legion riuscirà a sorprendervi positivamente anche sul lato tecnico, dove il framerate è granitico anche nelle situazioni più concitate.

8.2

Watch Dogs Legion – Xbox One


Watch Dogs Legion è un gioco divertente e vario, che mette in mano al giocatore una grandissima libertà di scelta. Il poter utilizzare ogni singolo abitante di Londra è infatti decisamente gratificante e apre il campo a un ventaglio di possibilità incredibile. Per il resto Watch Dogs Legion è il Watch Dogs che tutti ben conosciamo, un open world dagli stilemi classici, che si incentra sulle tematiche tecnologiche e sulle problematiche della civiltà odierna. Peccato solo per un’IA a dir poco deficitaria e un aspetto tecnico che, almeno su current gen, lascia sotto certi aspetti il fianco scoperto alle critiche. Se avete amato i precedenti episodi, una cosa è però certa: Watch Dogs Legion è un titolo da non perdere.

Pro

  • Divertente e pieno di possibilità
  • Londra è bellissima da vedere
  • Meccanica della legione implementata benissimo

Contro

  • IA deficitaria
  • Sistema di guida rivedibile
  • Su Xbox One X qualche problema tecnico di troppo
8.2