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Willy Morgan and the Curse of Bone Town | Recensione


Willy Morgan and the Curse of Bone Town – PC
Genere
Avventura grafica
Piattaforma
PC
Sviluppatore
imaginarylab
Editore
VLG Publishing
Data di Uscita
11/08/2020

I classici non si battono mai, nonostante l’allungarsi delle loro vite nel corso del tempo. Nomi come Monkey Island sono quelli che probabilmente hanno segnato più di tutti lo scenario non solo dei videogiochi, ma anche della cultura pop/geek che dir si voglia. Ed è su queste basi che di quando in quando qualcuno con una grande nostalgia dei tempi andati si butta in progetti che ne richiamino i dogmi, le sensazioni e l’esperienza diretta, quasi come a voler dare ai nuovi arrivati un’occasione per sperimentare ciò che il passato preclude.

Willy Morgan and the Curse of Bone Town è esattamente questo: un’avventura grafica completamente nuova dalla genesi italiana, frutto di imaginarylab e pubblicata da VLG, che riesca il leggendario Monkey Island per raccontarci la sua particolare storia. Puntando e cliccando si scopre un mondo pieno di enigmi, personaggi strampalati e un’ambientazione piratesca in tre dimensioni, vissuta da un giovane ragazzo alla ricerca di suo padre.

Bucanieri wannabe

Come ogni avventura che si rispetti, il gioco inizia con la misteriosa scomparsa del genitore di Willy Morgan, ormai assente da diverso tempo senza alcuna notizia fino alla consegna di una lettera enigmatica il cui contenuto indirizza il giovane ragazzo verso Bone Town, il cui nomen omen suggerisce una scarsa ospitalità e pochi servizi per turisti alla ricerca della loro famiglia. Questo può fermare Willy? Assolutamente no, anzi attraverso un tutorial un po’ strampalato riesce a mettere insieme una bicicletta di fortuna per compiere il viaggio del suo destino.

Fin dai primi minuti Willy Morgan and the Curse of Bone Town è un tripudio citazionista che a seconda dei gusti potrà risultare sopraffino o eccessivo, dipende da quanto affezionati siate a un certo tipo di passato. Chiaramente l’interesse per un prodotto del genere, almeno da adulti, nasce proprio dall’esigenza di rivivere qualcosa in grado di rievocare in noi alcuni ricordi ormai sopiti, stuzzicati ogni tanto da questo o quella citazione.

Nel lavoro di imaginarylab ci sono abbastanza chicche per dei succulenti viaggi a ritroso nella memoria, seppur sia innegabile che alle volte il lavoro si adagi davvero troppo sul passato glorioso per la sua riuscita, mancando di innovazione sotto tanti punti di vista. Agognando qualche sforzo in più nel proporre meccaniche nuove, dall’altra parte un’impostazione simile accontenta i puristi di un genere che spesso non vuole mutare a prescindere dal futuro davanti a sé, bilanciandosi sempre su un delicatissimo filo di rasoio su cui imaginarylab riesce a equilibrarsi con destrezza.

Insomma, quello che dovreste aspettarvi dalla narrazione di Willy Morgan è di vivere una bella visita in una città pirata d’altri tempi, dove i bucanieri sono solo dei meri ricordi come Willy L’Orbo nei Goonies e a popolare i locali della superficie vi aspettano figuri come la banda Fratelli immaginata da Spielberg. Un mix che vince sempre sulla carta e che qui arranca un po’ nella caratterizzazione dei vari NPC, trattati alle volte con superficialità nella loro esposizione estetica od oratoria.

Per fortuna però Willy stesso è davvero un personaggio ben fatto, con il giusto piglio e tempi comici, sempre pronto a rispondere per le rime e a descrivere l’ambiente con un umorismo azzeccato. Proprio per il carisma del ragazzo che tutto sommato Willy Morgan and the Curse of Bone Town è davvero un titolo ideale per un pubblico veramente giovane, lo stesso di quando lo eravamo noi nei momenti in cui ci divertivamo a giocare alle avventure grafiche che si trovavano nelle merendine della Kinder Ferrero, solo che in questo caso abbiamo un doppiaggio professionale dalla qualità evidente.

Quasi al timone

Gli occhi meno abituati possono infatti passare sopra a una rappresentazione tecnica non proprio convincente, legata più a modelli tridimensionali dal sapore amatoriale. Non sempre Willy Morgan and the Curse of Bone Town è “pigro” nella sua realizzazione, anzi alcune animazioni specifiche sono ben curate e i fondali – davvero tanti – sono tutto sommato dettagliati nella filosofia d’amore per le tecniche estetiche più classiche, così come fa la colonna sonora.

Lati positivi certamente importanti ma che non tappano tutte le falle nello scafo, un po’ troppo allagato da una staticità plastica di alcuni movimenti e da un design alle volte ripetitivo sia per i personaggi che per gli enigmi. Ottima invece la gestione dell’inventario e le opzioni di accessibilità, le quali per esempio evidenziano gli oggetti con cui interagire attraverso il clic su un pulsante apposito o fornendovi il viaggio rapido tra i “livelli”.

Willy Morgan quindi, come titolo, è esattamente quello che vi aspettereste dal manuale della filosofia Punta e Clicca, senza per forza immettersi in difficoltà artificiali per potenziarne la longevità, qui abbastanza breve. Il progetto di imaginarylab è infatti una pillola da gustare nelle poche ore della sua durata, il che di questi tempi non è necessariamente un male considerando che la corsa al tempo non è un indicatore di qualità, anzi. Al netto di questa considerazione però, Willy Morgan and the Curse of Bone Town sembra volersi affrettare nelle sue battute finali, perdendo un po’ l’equilibrio tra le varie sezioni altrimenti ben cadenzate.

Willy Morgan and the Curse of Bone Town – PC

Willy Morgan and the Curse of Bone Town è un’avventura grafica che narra la storia del giovane Willy: un ragazzo che adora l’esplorazione e che si ritrova suo malgrado a far luce sulla scomparsa del padre nei pressi di una vecchia città di pirati.

7
7

Verdetto

Willy Morgan and the Curse of Bone Town è un'avventura punta e clicca senza troppe pretese che richiama il passato per dimostrare il suo valore. Particolarmente adatto a un pubblico giovane per la sua impostazione, il titolo di imaginarylab si immette nel filone dei tanti titoli che ripercorrono un cammino già tracciato in tutto e per tutto, inciampando qui e lì. C'è anche da dire che lo sforzo del team di sviluppo è percepibile quanto l'amore che prova per il genere, grazie a una trama godibile, un doppiaggio ben eseguito e un protagonista dalla personalità magnetica. Si poteva fare sicuramente di meglio e allungare la vacanza a Bone Town, tuttavia, alla fine, è stata una storia nel mistero per cui è valsa la pena partire.

Pro

- Il protagonista ha una buonissima caratterizzazione
- Perfetto per un pubblico giovane, ma anche per i nostalgici del genere
- Pieno di riferimenti e citazioni
- Variegato nei livelli

Contro

- Molto breve e frettoloso nella conclusione
- Tecnicamente non sempre all'altezza
- I personaggi che circondano Willy potevano essere gestiti meglio