PlayStation

Windbound | Recensione, un survival tutto da scoprire!


Windbound – PlayStation 4
Genere
Survival
Piattaforma
PS4, Xbox One, Nintendo Switch, PC, Stadia
Sviluppatore
5 Lives Studios
Editore
Deep Silver
Data di Uscita
28/08/2020

Il ricco e variegato panorama dell’industria videoludica moderna offre, a un pubblico ormai sempre più vasto, la costante possibilità di trovare sempre il prodotto adatto alle proprie esigenze. Qualunque sia il genere, lo stile o la durata che si sta ricercando, chiunque può insomma riuscire a mettere mano sul gioco più affine agli standard desiderati. In un contesto così strutturato è però spesso difficile, per un videogioco, emergere nell’incredibile quantitativo di titoli presenti sul mercato: Windbound, ambiziosa avventura survival ideata dai ragazzi di 5 Lives Studios, è uno di quelli che ci vuole provare in maniera più sfrontata ed evidente.

Già perché il gioco, secondo progetto del team dopo l’interessante RTS in salsa cyberpunk Satellite Reign, vuole essere più di un “semplice” indie: ispirandosi in varie fasi ad alcuni prodotti che hanno lasciato il segno nell’industria negli ultimi anni – da un capolavoro indiscusso come Breath of the Wild a titoli come ARK e Rime – Windbound vuole infatti provare a costruirsi una propria identità. E ci prova tentando di farsi strada in un genere che, soprattutto negli ultimi anni, si è affermato sul mercato in tante forme e concezioni diverse, arrivando forse al punto di rendere saturo lo stesso mercato. Ci sarà riuscito? Scopriamolo insieme.

Windbound: Kara come Link?

Annunciato a inizio aprile e capace di colpire sin da subito per elementi come un comparto artistico davvero particolare e, soprattutto, una serie di dinamiche davvero ben realizzate, Windbound ci mette nei panni di Kara: una giovane guerriera dispersa in mare a seguito di una violenta tempesta, che l’ha lasciata sola e abbandonata su una misteriosa isola deserta.

Windbound

Senza più armi né cibo, e soprattutto senza poter contare sull’aiuto della propria tribù, Kara dovrà dunque impegnarsi in ogni modo possibile per sopravvivere. Ed è proprio questa la parola d’ordine alla base di Windbound: sopravvivenza, sfruttando tutto ciò che la natura selvaggia può offrire e che possiamo procacciare contando solo su noi stessi. In un contesto del genere l’esplorazione giocherà un ruolo fondamentale, e in tal senso 5 Lives Studios ha compiuto un lavoro davvero interessante.

L’ambientazione di gioco sarà infatti generata in maniera procedurale, consentendo così un’ampia rigiocabilità di un’esperienza sempre diversa e dinamica. L’esplorazione sarà necessaria e accessoria alla produzione di armi, imbarcazioni e di tutto ciò che serve per sopravvivere e investigare sui segreti dell’isola. Non dimentichiamo poi quanto Windbound sia in sostanza, oltre a un costante confronto tra uomo e natura, un collage ricco di elementi dall’altro grado di coinvolgimento. Il rapporto con la fauna, anch’essa dinamica, sarà ad esempio un fattore di sopravvivenza fondamentale: starà a noi decidere se prendere l’iniziativa, correndo dei rischi, o scegliere una linea più prudente evitando lo scontro.

Windbound

In termini di gameplay è necessario sottolineare quanto Windbound sia di fatto un’esperienza fruibile in maniere differenti. All’inizio della nostra avventura ci verrà infatti chiesto di scegliere tra le due difficoltà disponibili: Sopravvivenza e Storia. Nella prima, in caso di morte di Kara, ci troveremo i progressi azzerati e l’inventario vuoto, facendo leva in sostanza sulla natura prettamente survival del titolo. Nella seconda il focus verterà maggiormente sulla storia, mantenendo in caso di game over i progressi raggiunti e diminuendo sensibilmente la difficoltà di combattimento.

La gestione dell’inventario è stata concepita in modo molto simile a quanto visto in molti altri titoli del genere: una struttura classica e pensata in modo da mettere il giocatore in condizione di doversi adattare, scegliendo con cura quali risorse conservare e quali invece tralasciare. L’inventario potrà poi essere ampliato costruendo, sempre con la raccolta di appositi materiali, sacche aggiuntive dove depositare oggetti di ogni genere.

L’impiego delle risorse, altro carattere fondamentale di tutti i titoli appartenenti a questo filone, andrà ad offrire tutta una serie di scelte e opzioni su come vivere l’avventura di Kara. Degno di nota è qui l’ampio grado di personalizzazione su più livelli, con ogni risorsa raccolta che potrà essere convertita in oggetti man mano sempre più potenziabili: nulla, ma davvero nulla, sarà insomma inutile. Se ad esempio raccoglieremo dei fasci di erba, potremo usarli per comporre degli steli da impiegare nella costruzione di un’imbarcazione. Potremo poi attrezzare quest’ultima con una vela, un’ancora, una sacca per il trasporto di oggetti e via dicendo.

Windbound

L’impatto iniziale con il gioco è uno di quelli destinati a lasciarvi comunque un ricordo, e ciò è merito anche e soprattutto del comparto grafico che si rifà ai titoli già citati in apertura. In risposta al volutamente provocatorio titolo di questo paragrafo va comunque detto che no, Kara non è Link. Negli ultimi mesi si è spesso accostato Windbound a The Legend of Zelda, ma il tutto si va a limitare esclusivamente a una questione estetica. La serie targata Nintendo, infatti, è un prodotto di tutt’altro genere e ciò è risaputo: ciò nonostante Windbound merita senza ombra di dubbio l’attenzione di tutti i videogiocatori, in quanto prodotto valido sotto molti punti di vista e capace di offrire un’esperienza tutta sua.

Questione di sopravvivenza.

L’esperienza di gioco offerta da Windbound è dunque qualcosa di classico, nonché perfettamente inserito all’interno degli standard a cui tutti noi siamo ormai abituati. Un’analisi superficiale bollerebbe il gioco come “uno tra i tanti”, quando in realtà non mancano dei piccoli ma rilevanti fattori di differenziazione capaci di alzare lievemente l’asticella.

Rispetto a molti altri titoli di questo tipo, l’ultima fatica firmata 5 Lives va ad apportare qualche miglioramento – seppur appena tangibile – alla generazione procedurale della mappa: un elemento capace di rendere l’esplorazione qualcosa di potenzialmente infinito, e che permette al giocatore di studiare i diversi ambienti per decidere come agire di conseguenza. Questa dinamica, come detto assai comune, è espressa in Windbound in modo davvero ben realizzato: gli sviluppatori hanno fatto sì che il gioco riesca a spingere l’utente, invogliandolo a girovagare per una mappa tutta da scoprire.

Windbound

Pur essendo spesso visto come un elemento prettamente di contorno, l’accompagnamento musicale appare come qualcosa in grado di arricchire ulteriormente il quadro complessivo. Una serie di composizioni di buon livello, che alternano rilassanti melodie scandite al pianoforte a potenti colpi di percussione capaci di riportare sull’attenti il giocatore. Un comparto audio totalmente dinamico insomma: fattore assolutamente da tenere in considerazione nel computo di ciò che va a definire Windbound in quanto opera degna di attenzione.

Tutto infatti richiama la tematica della sopravvivenza, dall’audio ambientale alle dinamiche di farming, concorrendo nel dare vita a un’atmosfera ricca di sfumature tutte da vivere. In quanto progetto figlio di uno studio indipendente, il gioco va perciò lodato sotto molti punti di vista pur non essendo esente da difetti. Le novità, come già detto, sono infatti poche e ciò potrebbe spingere gli appassionati del genere a chiedersi perché investire tempo su quello che è “l’ennesimo” titolo survival. D’altro canto gli utenti meno esperti possono ritrovare in Windbound un’esperienza pura, capace di rappresentare appieno lo spirito e la concezione di questi giochi.

Non manca qualche bug, anche qui molto simile a quelli già osservati in altri survival e dovuto con tutta probabilità alla generazione procedurale dell’ambiente: alcune animazioni infatti potevano essere rifinite in maniera più curata e, pur non risultando alla fin fine come qualcosa capace di influenzare l’esperienza di gioco, forse si poteva prestare maggiore attenzione. L’intelligenza artificiale dei nemici inoltre non è sempre di altissimo livello, fattore che in alcuni frangenti può arrivare a rendere Windbound un gioco prevedibile sotto certi aspetti: nel momento in cui impariamo a leggere movimenti e pattern seguiti dai nemici, possiamo sfruttare gli stessi per proseguire la nostra avventura senza il rischio di ricominciare da capo.

Windbound

Per quanto riguarda la storia raccontata, essa procede in maniera lenta fungendo quasi da sfondo a quello che è l’aspetto legato alla sopravvivenza. La narrazione passa quasi in secondo piano regalando, in ogni caso, qualche momento interessante che rende l’avventura qualcosa di degno di nota.

In conclusione ci sentiamo però di consigliare il gioco, anche e soprattutto a fronte del prezzo budget a cui viene proposto: ricordiamo inoltre che Windbound è disponibile a partire dal 28 agosto 2020 per tutte le piattaforme, incluse Switch e Stadia. La palla passa ora a voi giocatori: il viaggio di Kara, al netto di tutto, è un’esperienza che merita di essere vissuta almeno una volta da ogni videogiocatore. Senza eccezione alcuna.

Windbound – PlayStation 4

Windbound è il secondo progetto di 5 Lives Studios: un survival liberamente ispirato a Zelda e Rime che ci mette nei panni di Kara, giovane guerriera naufragata su un’isola misteriosa.

7.5
7.5

Verdetto

Windbound è un prodotto che, ricalcando i classici standard del genere survival, offre un’esperienza gratificante sotto molti punti di vista. Con un comparto estetico davvero ammirevole, il gioco può contare su tutte quelle dinamiche che ormai tutti percepiamo come consolidate ma anche su un costante senso di viaggio, che vi accompagnerà dall’inizio alla fine della vostra avventura. Non mancano problematiche relative a sporadici bug e a un’intelligenza artificiale non sempre rifinita, ma tutto sommato si tratta di un prodotto che vale il prezzo a cui viene proposto.

Pro

- Il comparto grafico è una gioia per gli occhi
- Un survival classico ma solido sotto moltissimi aspetti
- Un mondo procedurale tutto da scoprire

Contro

- La lentezza nell’avanzamento della storia potrebbe annoiare i meno avvezzi al genere
- Poche novità rispetto a quanto già visto
- Qualche bug che forse poteva essere evitato