10 0 7 World War Z
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Game Division

World War Z Recensione, sulle orme di Left 4 Dead


World War Z
Genere
Sparatutto in terza persona
Piattaforma
PS4, Xbox One, PC
Sviluppatore
Saber Interactive
Editore
Focus Home Interactive
Data di Uscita
16/04/2019
World War Z è uno sparatutto multigiocatore online sviluppato da Saber Interactive e ispirato all'omonimo film. Restare uniti è la chiave per sopravvivere.

Se avete prestato orecchio e saputo dell’esistenza di World War Z, il videogioco sviluppato da Saber Interactive ispirato all’omonimo film che a sua volta si basa sul romanzo scritto da Max Brooks, allora avrete sicuramente notato somiglianze con l’amato franchise Left 4 Dead. Di fatto potremmo definire il gioco quasi un omaggio alla serie di Valve, nonostante ci siano differenze che non lo facciano sentire una copia carbone e siano anzi in grado di dargli un’identità propria. Certo, non si può negare che World War Z sia derivativo, ma in fondo se bisogna ispirarsi allora tanto vale farlo dal migliore. Senza contare che è passato ormai un decennio senza che Valve abbia ancora deciso di fare qualcosa con Left 4 Dead, dunque perché negare a qualcun altro il tentativo?

Questa premessa era doverosa, perché non sarebbe stato possibile parlare di World War Z senza menzionare Left 4 Dead né serve provare a nascondersi dietro il proverbiale dito: il gioco di Saber Interactive prende pesantemente in prestito il concept e molte meccaniche da Left 4 Dead e il suo sequel, Left 4 Dead 2, ma non bisogna vedere la questione in modo negativo. Entrambi, come già detto, sono ottimi giochi cooperativi a tema zombi, ispirarsi a loro è quasi un atto dovuto quando ci si muove in un simile contesto.

Indipendentemente da quale sia il vostro parere nei confronti del film, una cosa non gli si può negare – ovvero l’impressionante interazione dei non morti con il mondo che li circonda. Presi uno per uno non sono diversi da qualunque zombi sia mai passato sotto i nostri occhi, deambulazione e gemiti compresi, ma è quando si ammassano che tutto cambia: si arrampicano l’uno sull’altro per creare una vera e propria piramide di carne morta per superare ogni tipo di barriera. A vedersi è terrificante ed è difficile pensare a come si reagirebbe davanti a un’eventualità simile.

Il videogioco World War Z prende questo elemento chiave e lo sfrutta per dare (non) vita a una meccanica di gameplay interessante che al contempo orrenda a vedersi ma divertente da smantellare, andando così a creare uno fra i migliori titoli ispirati a Left 4 Dead degli ultimi anni. Lo si può definire come il lato opposto della medaglia rappresentata da Days Gone, che da avventura solitaria ci accoglie con il suo Oregon sconfinato e orde fameliche a perdita d’occhio, mentre World War Z contrappone ambientazioni più claustrofobiche e completamente basate sulla cooperazione dove il lupo solitario ha un’aspettativa di vita molto breve.

La campagna principale del gioco, che può essere vissuta sia assieme a giocatori reali sia in compagnia dell’intelligenza artificiale, ci mette nei panni di ben sedici personaggi (quattro unici per capitolo) in grado di portare con sé un’arma principale, una secondaria e una speciale a utilizzo limitato. Le storie non sono connesse tra loro, pur essendo ambientate nel medesimo contesto e svolgendosi in parallelo con quanto accade nel film ma in quattro città sparse nel mondo: Tokyo, New York, Mosca e Gerusalemme.

L’obiettivo è sempre lo stesso, aprirsi la strada fino alla salvezza attraverso livelli lineari completando una serie di obiettivi diversi fra loro a seconda della città scelta – ad esempio introdurvi nella metropolitana e permette l’accesso alle gallerie in modo che il treno possa portarvi in salvo, o ancora salire a bordo di un’imbarcazione prima che l’intera area salti in aria. Essendo un gioco sviluppato con un focus maggiore sulla co-op non dovete aspettarvi chissà quale narrazione approfondita ma nel complesso Saber Interactive l’ha strutturata in modo tale da offrire un contesto interessante per motivare le azioni dei gruppi e dei singoli membri. A volte dovete solo scappare vivi, altre aiutare a proteggere un trasporto carico di sopravvissuti, a volte si tratta invece di scortare un importante scienziato. Gli elementi narrativi sono davvero brevi eppure apprezzabili, perché qualificano il tutto quanto basta per non lasciare la sensazione che ci si stia semplicemente muovendo dal punto A a B.

La maggior parte degli zombi non rappresenta un grande pericolo, diventando da temere soltanto quando sono in gran numero. Esistono tuttavia alcuni particolari nemici pensati per mettervi in difficoltà poiché in grado di invalidare uno dei vostri alleati o voi stessi senza possibilità di recupero, a meno che non sia uno della squadra a intervenire. Per fortuna è sempre possibile avere un’idea di dove si trovi il giocatore in pericolo grazie non solo al cursore ma anche al profilo luminescente che vi permette di individuarlo persino oltre gli ostacoli, il cui colore cambia quando è sotto attacco. Obiettivi e altre caratteristiche vitali dell’ambiente sono delineate allo stesso modo, rendendo più semplice capire dove ci si deve dirigere.

I giocatori possono (anzi, devono) aiutarsi fra loro anche condividendo medikit e la chat vocale è un supporto essenziale per far sapere ai compagni dove trovare armi, munizioni o qualunque altro elemento d’interesse nel corso della partita. Finora non vi sembra tutto molto familiare? Del resto lo si è premesso, World War Z di fatto aggiunge qualche sua innovazione alla classica formula di Left 4 Dead, ponendosi così come più moderno rispetto al predecessore.

Prima e assoluta differenza è il passaggio da prima a terza persona con visuale sopra la spalla. Non impatta particolarmente il gameplay ma permette ai giocatori di essere colti meno alla sprovvista soprattutto da quegli zombi speciale che vi possono far passare un brutto quarto d’ora. Ciascun personaggio dispone inoltre di un’arma corpo a corpo grazie alla quale potete farvi strada nel caso veniate messi all’angolo e non riusciate a prendere bene la mira. Il gunplay è ben fatto e fin dai primi momenti al lancio non ho mai riscontrato rallentamenti o problemi di connessione, il che è quasi un miracolo – e tutto è ancora più impressionante se si conta quanti zombi appaiono tutti assieme sullo schermo.

Vedere centinaia, se non migliaia, di nemici sciamare verso di voi dalla distanza è una situazione cui vi abituerete presto e dovrete fare il possibile per difendere la posizione mentre si arrampicano l’uno sull’altro per raggiungervi più facilmente. A meno di non trovarsi in un luogo chiuso con accessi delineati, non esiste un punto che si possa considerare sicuro – fosse anche perché chiudersi in un angolo è il sistema più veloce per andarsene – e il gioco di squadra è fondamentale per coprirsi le spalle a vicenda. Trovarsi di fronte a una piramide di bocche mai sazie pronte a banchettare con voi mette senza dubbio un po’ d’ansia ma la soddisfazione di non permetterglielo, facendo detonare la base o fendendola con semplici proiettili, ripaga ogni singolo momento di tensione. Nonostante l’incredibile caos che viene a crearsi, è piuttosto apprezzabile il ragdoll che rende il tutto più verosimile.

Prima che un match abbia inizio, i giocatori possono scegliere la propria classe tra quelle a disposizione, ciascuna con le rispettive lievi modifiche allo stile di gioco e all’equipaggiamento. Il Medico, per esempio, dispone di una speciale abilità che allo stadio principale può dare un boost di vitalità a un compagno e ai livelli più alti può addirittura arrivare a rivitalizzarlo dalla distanza. Lo slot dedicato è lo stesso che la maggior parte delle altre classi riempiono con oggetti da lancio, ciò significa che un Medico non avrà la possibilità di usare granate – tenetelo a mente quando fate la vostra scelta.

Ciascuna classe sale di livello individualmente utilizzandola in gioco, sbloccando abilità che si possono impostare sia nella campagna sia durante le partite multigiocatore. Sono molte e piuttosto varie, passano dall’aumentare il numero di oggetti da lancio arrivando anche a influenzare il danno inflitto da una particolare arma. Similmente, anche le armi aumentano di livello con l’uso e sfruttando la valuta in game ottenuta al termine di ogni livello si può scegliere di acquistarne la versione potenziata o modificarne alcuni aspetti per renderle più letali. Ho particolarmente apprezzato la balestra, capace di lanciare dardi esplosivi, e il fucile da combattimento per non solo fendere le folle ma anche sbarazzarsi in fretta degli zombi speciali.

Proprio come Left 4 Dead, potete scegliere quale personaggio usare dei quattro a disposizione mentre i vostri compagni faranno lo stesso con i rimanenti. Ognuno di loro può adottare qualunque classe, non vi sono restrizioni di alcun genere, perciò non preoccupatevi di essere interdetti dalla vostra preferita. Completare un capitolo della modalità storia sblocca un filmato atto a spiegare chi fossero i sopravvissuti prima dell’apocalisse e quali siano adesso le loro motivazioni. Un dettaglio minore ma, come già detto, utile a costruire una narrazione che vada oltre il mero passaggio da un punto all’altro; inoltre favorisce la rigiocabilità per chiunque voglia saperne di più sui sopravvissuti. Un peccato però che nessuno di loro mostri l’umorismo e la personalità dei protagonisti di Left 4 Dead, e si basino invece sulla scontrosità e una generale competenza militare mentre passano da una trappola mortale all’altra.

Uno dei principali punti di forza di World War Z è il comportamento dello sciame di zombi. Centinaia di singoli non morti correranno verso la vostra posizione in determinati punti del livello, obbligandovi a una difensiva senza respiro durante la quale potete trovare equipaggiamento difensivo particolare come filo spinato, pavimento elettrificato e torrette automatiche. Gli sciami non possiedono alcun istinto di autoconservazione, nessun ostacolo sarà mai di troppo fra loro e voi, perciò assisterete spesso a scene inquietanti dove a centinaia cadono a cascata dalla cima di un edificio o si calpestano l’un l’altro nel formare la fantomatica piramide tramite cui raggiungervi. La fisica vuole che se distruggi la base anche il resto crolla, perciò un razzo ben piazzato o delle granate funzionano sempre.

Insieme alla campagna cooperativa – la modalità principale – World War Z offre anche la possibilità ai giocatori di competere gli uni contro gli altri a squadre in una modalità dal ritmo differente e piuttosto profonda ma, al tempo stesso, sa troppo di vecchio per soddisfare davvero. L’idea di inserire gli zombi nel mezzo dello scontro è senza dubbio interessante perché offre opportunità strategiche a partire dal semplice rivoltarli contro gli avversari, tuttavia obiettivi come ottenere più uccisioni degli avversari sanno ormai di stantio negli sparatutto online moderni.

Lato tecnico, pur facendo un buon lavoro soprattutto grazie ai miglioramenti dal punto di vista grafico nell’ultimo decennio, World War Z non raggiunge lo stesso livello di dettaglio di Left 4 Dead 2. Il gioco supporta il 4K ma è ottimizzato anche per chi non ha la possibilità di sfruttarlo. Ciononostante ci sono alcune imperfezioni che potrebbero non renderlo la prima scelta degli appassionati Left 4 Dead.

World War Z

World War Z è uno sparatutto online cooperativo sviluppato da Saber Interactive e ispirato all’omonimo film. Da Tokyo a New York, da Mosca a Gerusalemme, vestite i panni di sedici diversi personaggi e fatevi strada attraverso l’apocalisse: restare uniti è la chiave per sopravvivere.

7
7

Verdetto

World War Z è ottimo come Left 4 Dead? No. È divertente nonostante questo? Sì. Ci sono pochi piaceri nei giochi che possono essere paragonati a oscillare una motosega contro un'orda di non morti famelici, e World War Z offre esattamente questo genere di esperienza. Siamo di fronte a uno sparatutto cooperativo tecnicamente ben gestito e visivamente impressionante, capace di offrire momenti di pura tensione - a dimostrazione che i giochi con licenza possono ancora avere successo. World War Z non offrirà forse l'ambientazione più emozionante sul tema, ma il nocciolo della trama unita alla parte migliore del film (ovvero le piramidi di zombi) portano questa esperienza videoludica cooperativa a essere fra le più coinvolgenti degli ultimi anni, da quando Valve ha deciso di non sfruttare più il franchise Left 4 Dead.

Pro

- Raccoglie bene l'eredità di Left 4 Dead
- Classi personaggio molto approfondite
- Swarm Engine piuttosto impressionante
- Molta varietà nel level design delle città

Contro

- Personaggi un po' piatti
- Poteva essere rifinito meglio
- Contenuti competitivi datati