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Xbox, la visione di Microsoft è il vero futuro del gaming

Nel corso degli scorsi mesi abbiamo più volte espresso la nostra opinione sulla strategia di Microsoft e sulla loro visione per quanto riguarda il gaming del futuro. Una visione che ci piace, soprattutto perché prova ad andare controcorrente a dinamiche di mercato ormai vetuste e poco accessibili, che forzano il consumatore ad acquistare una piattaforma in particolare o il produttore a rischiare tutto per far uscire in tempo il loro gioco, rischiando in alcuni casi anche il fallimento.

What's Next Xbox

Negli ultimi giorni abbiamo avuto modo di partecipare a un virtual briefing esclusivo di Microsoft dove Phil Spencer (Head of Xbox), Satya Nadella (CEO di Microsoft) e altri del corpo dirigenziale Xbox come Sarah Bond (CVP Head of Game Creator Experience & Ecosystem) e LizHamren (CVP of Gaming Experiences & Platforms), ci hanno raccontato la loro “idea” di gaming e di come vogliono evolverla nel corso dei prossimi anni. Per lo più abbiamo assistito a una chiacchiera dove sono state dette cose che già, in parte, sapevamo, ma che hanno ulteriormente confermato una visione ben chiara che unisce scelte aziendali e amore per il gaming.

Gaming per tutti

Non è un mistero che Xbox Game Pass sia nato per entrare nelle case di tutti ed essere fruibile per chiunque. Nella testa di Microsoft l’obbiettivo è solo e soltanto uno: permettere a tutti di accedere alle grandi esperienze videoludiche moderne e passate, senza limitazioni dettate da costi inaccessibili o possibilità fisiche.

Phil Spencer in tal senso si è espresso in maniera molto chiara e decisa su questo aspetto: “In passato diverse aziende di videogiochi bloccavano i giocatori su un determinato hardware, alzando muri tra gli stessi giocatori. Noi abbiamo abbiamo approcciato in maniera diversa, perché crediamo che i videogiochi non riguardino hardware o pixel, ma riguardino le persone.”

What's Next Xbox

Le persone, quindi, sono il focus principale per il team di Phil Spencer. Permettere al più grande numero possibile di appassionati di poter videogiocare come vogliono, con le persone che vogliono e soprattutto, dove vogliono. Per questo è stato pensato l’ecosistema Xbox (PC, Xbox e xCloud).

  • Una persona preferisce, magari, giocare su PC e scegliere le proprie impostazioni preferite a seconda della propria build.
  • Una persona vuole una piattaforma da soggiorno che possa garantire performance al top a un prezzo nella media e sceglierà Xbox Series X
  • Una persona vuole una piattaforma per giocare tutti i titoli next-gen a un prezzo contenuto, magari sacrificando qualcosa dal punto di vista visivo e sceglierà Xbox Series S
  • Una persona non è interessata ad avere un dispositivo fisico in casa, preferisce giocare senza console o PC e si abbonerà a xCloud (dove i datacenter di Series X sono quasi completi) per poter giocare su TV (si sta lavorando un modo per giocare su TV non smart), Smartphone, Tablet e qualsiasi altro dispositivo lo consenta. Su questo punto, Phil Spencer ha voluto essere chiaro; “xCloud non sostituirà mai le console e i PC, sarà solo un altro mezzo per fruire delle nostre esperienze”.

Insomma, l’idea è poter approcciare a proprio piacimento il videogioco, non importa in che modo o forma. Il percorso da fare è ancora lungo, Xbox Series X|S sono appena uscite e c’è ancora molto lavoro da fare per migliorare il servizio streaming (ancora in BETA) e continuare a investire lato PC.

Ciò che è importante sottolineare è che qualsiasi piattaforma si scelga possa offrire l’opportunità di giocare con i propri amici attraverso il cross-play e soprattutto possa garantire stesse possibilità a chiunque, attraverso comandi touch, controller adattivi per le persone con handicap motori o semplici controller, mouse e tastiere.

Il gaming è perfettamente allineato e intessuto nella nostra missione come azienda. Quando si parla della missione di Xbox di portare la gioia della gaming community a tutti sul pianeta, questo è esattamente ciò a cui penso: consentire ad ogni persona, ogni azienda sul pianeta di ottenere di più. Quindi, come azienda Microsoft è concentrata nel gaming e crediamo che possiamo svolgere un ruolo di primo piano nella democratizzazione del gaming e nel futuro dell’intrattenimento interattivo su larga scala. – Satya Nadella

L’obbiettivo di Xbox Game Studios

Per convincere le persone ad avvicinarsi all’ecosistema servono, banalmente, i giochi e Microsoft questo lo sa bene, vero tallone d’Achille della generazione Xbox One. Microsoft si è mossa, a partire dal 2018, con una serie di acquisizioni importanti, iniziando da Ninja Theory e arrivando fino a Obsidian e soprattutto Bethesda.

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Matt Booty, il responsabile degli Xbox Game Studios, ha spiegato che l’idea è quella di continuare a investire in studi di diverse grandezze, ma anche su esperienze coraggiose che non debbano essere necessariamente grandi, dopotutto, chi può mai dire che una proprietà intellettuale di dimensioni ridotte non possa trasformarsi in un grande successo?

Per questo Xbox sembra intenzionata a continuare ad acquisire team di diverse dimensioni, così da aumentare il numero dei giochi nell’abbonamento, ma anche per offrire avventure diversificate e generi diversi: giochi strategici, titoli narrativi, sparatutto, platform e così via.  L’obbiettivo, con gli attuali 23 studi, è quello di rilasciare un gioco first party (quindi sviluppato internamene dai team) ogni trimestre, chiaramente parliamo di pura media e soprattutto il ritmo deve ancora, chiaramente, intensificarsi.

Prima di tutto, siamo impegnati a costruire una larga line up diversificata di studi che forniscano una pipeline di giochi di alta qualità. Siamo impegnati a creare giochi che possano generare emozioni e coinvolgimento con i nostri fan. – Matt Booty

Questo esclude, per ovvie ragioni, i giochi pensati esternamente. Xbox Global Publishing è un’etichetta che supporta i team esterni nella creazione di contenuti esclusivi (giochi). Un chiaro esempio è l’IP Ori, sviluppata da Moon Studios o Microsoft Flight Simulator di Asobo. Ciò significa che vedremo altri titoli di proprietà di Microsoft in mano a team esterni e non è escluso che possano nascere ulteriori collaborazioni con altre software house; ed è possibile che alcune di queste possano già apparire durante lo showcase di domenica, magari cominciando a rivedere As Dusk Falls.

Matt Booty ha poi sottolineato quanto sia importante che i team ricevano non solo il supporto necessario, ma anche e soprattutto le tecnologie di Microsoft per poter realizzare giochi innovativi e rivoluzionari. Un chiaro esempio, sotto gli occhi di tutti, è Microsoft Flight Simulator (da noi valutato con un perfect score meritato) che integra impatto visivo fotorealistico ad un sistema basato sui server Cloud Azure e sulle mappe satellitari Bing. Insomma, realizzare tutto ciò che non è stato possibile con le premesse di Xbox One (Crackdown 3, ve lo ricordate?)

C’è poi la parte indipendente, fondamentale per l’azienda di Redmond e su cui gli investimenti continuano a essere continui (The Ascent, S.T.A.L.K.E.R. 2. Scorn,  The Medium… ). Il programma ID@Xbox ha fatto guadagnare circa 2 miliardi di dollari agli sviluppatori con oltre 2000 giochi lanciati e tanti altri in arrivo.

Tutti i giochi prodotti sono pensati per essere giocati sin dal day one su Xbox, xCloud e PC, offrendo a tutti i giocatori le stesse opportunità e garantendo un certo tipo di coerenza e continuità con la community. Proprio scrivendo ciò, viene facile pensare alle incredibili potenzialità di Halo Infinite, che con il suo multiplayer free to play potrebbe divenire un vero e proprio fenomeno sulla falsariga del già amatissimo Minecraft.

Xbox Game Pass, come aiuta gli sviluppatori

Microsoft crede tantissimo nei giochi in continuo aggiornamento. Ormai lo sviluppo di titoli può richiedere anche cinque anni e ciò comporta spese, crunch, difficoltà varie e stress. Secondo Matt Booty i titoli possono essere continuamente aggiornati nel tempo e già ora, in parte, funziona così. Xbox Game Pass permette agli sviluppatori di lavorare proprio in questo modo, riducendo tantissimo il crunch e lo stress lavorativo. Ciò non significa che al day one ci si possa ritrovare con un gioco incompleto, significa banalmente che un titolo potrà essere continuamente migliorato sotto tantissimi aspetti, sia dal punto di vista tecnico che da quello contenutistico. Sea of Thieves è un esempio concreto e che sta facendo scuola proprio in tal senso.

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La volontà di rilasciare un gioco degli Xbox Game Studios ogni trimestre è nata anche per garantire il tempo necessario a tutti gli studi di sviluppare al meglio i loro giochi e riuscendo ad alternarsi con le uscite a cadenza. Tutto questo porta ad offrire da una parte diversi giochi alla community e dall’altra pazienza e tempo agli sviluppatori, così da sviluppare un nuovo titolo per i prossimi anni.

Questa è una visione su cui non possiamo che essere d’accordo, nonché il modo migliore per annullare il crunch e migliorare lo sviluppo videoludico del prossimo futuro. Un futuro che sembra ben chiaro e che ci mette dinanzi a tempi di sviluppo più dilatati e costi maggiori.

Attualmente, Xbox Game Pass conta più di 18 milioni di abbonati (smentiti i 23 milioni di Jez Corden, quindi. Almeno fino a nuovo annuncio) e vede più di 200 titoli che spaziano tra generi e dimensioni. Una persona non abbonata, in media, va a spendere circa il 50% in più di un non abbonato (dato fornitoci da Microsoft).

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Sicuramente vi sarete chiesti, almeno una volta, come fanno gli sviluppatori a guadagnare tramite Xbox Game Pass, ebbene questo dato varia di continuo ed è impossibile capire come il team Xbox paghi le aziende che introducono i propri giochi all’interno del servizio. C’è però da dire che l’abbonamento aumenta considerevolmente le vendite dei giochi e soprattutto le community (che per un titolo online sono fondamentali). L’introduzione di EA Play nell’Ultimate, ha portato a un incremento delle ore di gioco sui titoli EA del 200% su piattaforme Xbox, si avete capito bene, 200%. Inoltre, Outriders è stato il gioco più acquistato nel mese di aprile, introducendo milioni di giocatori, che molto probabilmente senza Xbox Game Pass non avrebbe mai raggiunto.

Con Game Pass, stiamo veramente ridefinendo il modo in cui i giochi sono distribuiti, giocati e condivisi. Il contenuto è la forza trainante dietro la crescita di Game Pass, che è il motivo per cui sono così entusiasta della nostra acquisizione di ZeniMax, che porta alcuni dei giochi più iconici e amati del mondo sul servizio.

Con l’arrivo di Game Pass sul browser, il valore dell’abbonamento sta per trascendere dalla console, al PC, al mobile. Ed è fantastico vedere i progressi. Non vedo l’ora di vedere come continueremo a investire in Game Pass per aggiungere più contenuti e portare il servizio in molte più aree geografiche con il passare del tempo. – Satya Nadella

A far sorridere è poi l’enorme risultato di MLB: The Show 21. Il videogioco PlayStation Studios è stato il videogioco sportivo di maggior successo dello scorso anno, nonché il secondo della storia di tutti i tempi su Xbox e grazie a Xbox Game Pass ha fatto avvicinare milioni di giocatori all’esperienza.

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Secondo le parole di Microsoft, quindi, Xbox Game Pass continua ad aiutare le aziende nel rilascio delle proprie esperienze nell’abbonamento, e allo stesso tempo continua ad ingrandire community e ricavi, consentendo ai giocatori di risparmiare, magari provando titoli che non avrebbero mai acquistato altrimenti. Pensiamo a qualche anno fa, quando Xbox Game Pass non c’era e magari uscivano videogiochi interessanti, ma anche piuttosto di nicchia che nessuno acquistava, questo portava lo studio a rischio fallimento: con Xbox Game Pass, potenzialmente, questo potrebbe finalmente finire.

Inclusività nel gaming

Qualche parola di briefing è stata spesa anche nei confronti dell’inclusività. Microsoft sta lavorando per far si che studi di sviluppo ed esperienze videoludiche siano il più inclusive possibili e Tell me Why rappresenta un po’ questa visione.

Pieno sostegno, quindi, alla comunità LGBTQ+, ai sessi, a tutte le classi sociali, provenienza territoriale e quant’altro. Vedremo, nel corso del tempo, sempre opere sempre più inclusive, realizzati da studi composti da persone multiculturali e di ogni tipo.

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Inclusività, significa anche permettere ai giocatori con disabilità di poter giocare ai titoli che preferiscono e anche su questo punto c’è ancora molto da lavorare, ma come abbiamo già visto con l’Xbox Adaptive Controller e con le nuove opzioni legate ai videogiochi, le cose cambieranno e miglioreranno.

A Xbox, i nostri giocatori sono al centro di tutto ciò che facciamo. Quando creiamo giochi e console, non consegniamo solo i nostri prodotti, ma anche la nostra cultura. Il gioco è diventato la forma di intrattenimento globale più dinamica proprio perché così tante persone di tutto il mondo e di diversa provenienza possono riunirsi e formare legami reali. Per consentire e potenziare questi legami, accogliendo miliardi di persone in una comunità veramente globale, forniamo strumenti per aiutare i giocatori a personalizzare le loro esperienze, e ci impegniamo a fornire una comunità sicura e accogliente per tutti. – Phil Spencer

Quale futuro per Xbox?

“Microsoft ha gli strumenti, e cosa più importante, abbiamo il team giusto per dare a tutti la possibilità e la completa accessibilità al più eccitante e dinamico intrattenimento umano sulla terra”  – Phil Spencer

e ancora:

“Raggiungere il nostro obbiettivo non sarà facile, e abbiamo molta strada da fare. Ma crediamo che solo questa azienda, solo Microsoft, possa portare in scala globale, le vaste fonti di innovazione tecnica, le risorse finanziarie e la decennale esperienza nei videogiochi necessaria per portare davvero la gioia del gaming a tutti” – Phil Spencer

Sotto il punto di vista delle idee il futuro di Xbox sembra roseo a tutti gli effetti, ma non è la prima volta che lo diciamo. Più volte ci siamo espressi in tal senso, sottolineando la buona volontà dell’azienda di Redmond di investire nel gaming e nella sua crescita, cercando di portare “il videogioco” nei dispositivi di chiunque, senza limitazioni e con massima accessibilità e inclusività. Va però detto, che se Xbox Game Pass si sta rivelando una mossa estremamente vincente, dall’altro lato l’assenza di titoli importanti comincia a farsi sentire e ci auguriamo che il team capitanato da Phil Spencer abbia pianificato un grande evento per domenica 13 giugno. Il tempo delle attese è ormai finito, serve concretezza e solidità, servono esperienze che possano confermare le bellissime premesse di Microsoft; Insomma, servono giochi. Ma tempo al tempo, in attesa di ciò non possiamo però che ammettere che la visione pensata da Microsoft potrebbe essere davvero il futuro del gaming, un futuro che potrebbe salvare un presente limitato e che sta cominciando a faticare, anche a causa di una crescita inarrestabile e dalle conseguenti esigenti dei videogiocatori di tutto il mondo.