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Xbox Series X, il nuovo corso della X verde

Annunciata durante l’E3 2019, Project Scarlett sembrava destinata a un lungo silenzio, quantomeno fino al 2020. Invece Microsoft ha sorpreso tutti e con un trailer che ha lasciato tutti a bocca aperta durante i The Games Awards ha annunciato Xbox Series X, la next gen di Xbox. Inutile dire che il buon Geoff Keighley ha gongolato parecchio per essere riuscito a tenere tutto segreto, come dargli torto?

Non nascondiamo che la cosa ha sorpreso anche noi, lasciandoci talmente di stucco da essere stato un pensiero fisso per tutto il tempo dell’evento. Nelle ore successive sono state poi rivelate una serie di informazioni più o meno utili a capire quale sarà effettivamente il percorso di Microsoft per questa nuova generazione. Tanti si sono fatti un’idea, ragionando su giochi servizi, design, nome, prezzo e anche noi non potevamo esimerci dal non farlo, cercando di analizzare l’annuncio, le parole di Phil Spencer e il focus di questo monolite nero chiamato Xbox Series X.

Power your Dreams

Un trailer basato sui sogni e sul renderli reali; inaspettato, magnetico ed esplosivo. L’annuncio di Xbox Series X è un concentrato sorprendente di emozioni, una comunicazione eccezionale in un momento in cui nessuno si aspettava nulla, attraverso un evento che definire secondario è dire poco. Ed ecco che Microsoft mette a segno il primo vero colpo positivo del nuovo corso, canalizza l’attenzione verso il proprio prodotto e fa parlare di se, volente o nolente, in un periodo “morto” in cui molto probabilmente si sarebbe passato a supporre ancora design e potenza delle nuove piattaforme.

Ed ecco che Xbox Series X diventa l’argomento più chiacchierato sul web, in tv, sui giornali, comincia a macinare numeri impressionanti su YouTube – mai a livello statistico così alti -, anticipa la concorrenza dopo una scorsa generazione passata al commettere una serie di errori fatali e comincia a mettere in chiaro una cosa banale, quanto fondamentale: Xbox Series X non è Xbox One.

Dopo mesi di interviste e dettagli accennati da parte di Sony per quanto concerne PlayStation 5, l’arrivo prepotente di Xbox Series X conferma la determinazione dell’Head of Xbox e del team di sviluppo, oltre che una sicurezza che da anni mancava sul palco di una manifestazione o evento. Quello che abbiamo visto ai The Games Awards non era più, quindi, un Phil Spencer timoroso o un Don Mattrick forzato, ma una persona sicura e certa di quello che è riuscito a realizzare: una piattaforma potente e costruita per un solo, unico, grande scopo, i videogiochi.

Una console, Xbox Series X capace di realizzare i sogni di un videogiocatore, di spingere l’immaginazione di un consumatore verso quello che potrebbe realmente rappresentare questo passo in avanti, nessun compromesso, nessun Kinect a a frenare la macchina e nessun Tv, Sport. Per l’appunto, Power of Dreams, il nuovo motto della prossima generazione di Xbox che andrà ad affiancare il sempre verde Jump In.

Ma Xbox Series X non è il vero nome della console, al contrario Microsoft ha optato semplicemente per Xbox, confermando un reboot completo reimmagiando il 2001,dove Xbox non era altro che il sinonimo di pura potenza. Series X è quindi un modo per indicare la versione più potente o quella di riferimento, nell’attesa dell’arrivo di altre versioni future nel corso dei prossimi anni. Un nome confuso, non perfetto, forse l’unico vero difetto di una comunicazione praticamente perfetta iniziata all’E3 2019 e culminata ai TGA.

Parliamo ora brevemente del design, uno degli aspetti maggiormente discussi durante i momento successivi alla presentazione. La nuova Xbox ha un form factor particolarmente originale per essere una console da salotto, avvicinandosi maggiormente a un tower PC. Tuttavia, in verticale Xbox Series X ha il suo perché, anche considerando che non è poi così grande – 31 cm di altezza circa e 16×16. Un parallelepipedo nero e minimale, un monolite con un lettore blu-ray – presumibilmente 4K -, una porta USB e un tasto per connettere i controller. In alto a sinistra il logo che potrebbe fungere da tasto d’accensione, mentre nella parte superiore possiamo trovare una griglia per la ventilazione leggermente concava e un led verde acceso. La console può essere posizionata anche in orizzontale, ma è chiaro che l’idea di Microsoft è sempre stata quella di posizionarla in verticale, così da mantenere un’estetica quantomeno godibile. Non conosciamo ancora gli ingressi posteriori e l’alimentazione.

E la potenza? Si parla tanto, ma cosa potrà realmente fare questa nuova Xbox? Ovviamente gli 8K, così come i 120 FPS saranno esclusivi di determinati titoli – Ori potrebbe essere un chiaro esempio. Dubitiamo anche che le nuove piattaforme possano sostenere realmente un 4K a 60 FPS a dettagli alti con ray tracing attivo, soprattutto con le specifiche accennate da Microsoft stessa. Certamente ci troviamo e ci troveremo di fronte a un salto generazione più importante di quello visto tra Xbox 360 e Xbox One, ma senza entrare troppo in improbabili miracoli tecnici utili solo per il marketing.

Il nuovo controller non è molto differente da quello visto per Xbox One, sembra più compatto con dorsali e grilletti apparentemente diversi. Un D-PAD rinnovato che prende spunto dall’Elite Series 2 e il tanto richiesto tasto condivisione posto al centro del pad. Lo stesso può essere utilizzato sia sulla nuova console sia su PC e Xbox One. Dubitiamo e sinceramente ci auguriamo che sfrutti ancora le batterie stilo.

“La potenza è nulla senza i giochi”

La generazione Xbox One ha inevitabilmente dato origine all’idea che Xbox non ha giochi, o meglio, non ha esclusive. In parte può considerarsi vero se si pensa che i videogiochi escono anche su PC, ma in realtà il pensiero è più legato al discorso che Microsoft non investa nello sviluppo di titoli nuovi.

Questa idea è rimasta tale persino dopo l’E3 2019, dove Xbox Game Studios ha iniziato a contare più di 15 studi nel proprio team, interamente dedicati allo sviluppo first party. Il concetto però è rimasto identico, “la potenza è nulla senza i giochi”, classiche frasi di circostanza di chi non vuole credere al ritorno di Xbox oppure una frase reale e veritiera?

Diciamo che il 2018 non è stato propriamente idilliaco, ma lamentarsi del 2020 – e oltre – equivale ad avere un pregiudizio decisamente esagerato. La lineup di Xbox nel 2020 contiene attualmente più di 10 giochi Xbox Game Studios – sviluppati internamente – di cui 7 esclusive Xbox/PC confermate e ulteriori in arrivo con l’uscita della nuova Xbox. Non solo, tra il 2021 e il 2022 arriveranno Hellblade II, Age of Empires IV – preso in considerazione anche per console – Everwild, oltre a tutta la saga di Forza oltre a tutta una serie di giochi non ancora presentati da parte di Undead Labs, The Initiative, Compulsion Games e Obsidian. Se si pensa che mancano ancora gli annunci dei giochi di lancio per Xbox Series X, la quantità finora sul piatto è decisamente più che soddisfacente.

Sia ben chiara una cosa, il lavoro è ancora lungo, raggiungere la qualità delle esclusive concorrenti non è roba da poco e Roma non si è di certo costruita in un giorno, ma quantomeno sul numero di titoli non possiamo lamentarci, soprattutto se si pensa che Phil Spencer sta facendo un lavoro incredibile nel portare ex esclusive giapponesi PlayStation su Xbox, come per esempio Yakuza.

Halo Infinite sarà tra i titoli disponibili al lancio di Xbox Series X

Quello che serve ora è quindi sorprendere con gameplay e di qualità e con presentazioni di un certo tipo durante l’E3 2020. Ci aspettiamo un Halo Infinite in gran forma e qualcosa di realmente capace di lasciare esterefatti il pubblico come Fable o una nuova proprietà intellettuale.

Per il resto Microsoft sembra muoversi bene, confermando la retrocompatibilità totale al day one con la prima Xbox, Xbox 360 e Xbox One, ponendo al giocatore un monolite nero con una delle librerie gaming più grandi in assoluto. La stessa cosa è stata replicata per quanto riguarda gli accessori di Xbox One, in grado di funzionare anche su Xbox Series X. Il team sta lavorando sodo per implementare nei migliori dei modi anche xCloud, in modo tale da permettere di giocare durante l’installazione di qualsiasi tipo di gioco, c’è quindi un lavoro importante anche dietro il sistema operativo che, tuttavia, vedremo il prossimo anno.

La nuova Xbox si pone per essere un concentrato ibrido di tutte le console Microsoft. La potenza e l’innovazione della prima Xbox, il supporto alle esclusive e ai giochi di 360 e l’impressionante lavoro sui servizi di Xbox One. Xbox Series X è e sarà un nuovo punto di partenza per la divisione gaming, un fondamentale ritorno che oltre a garantirci più giochi e di qualità, avrà anche il compito di pressare Sony per non farli adagiare sugli allori. La prossima generazione si prospetta una delle più emozionanti e incredibili di sempre.