Vita da re con l'orinatoio hi-tech che fa anche il bidet

Uomini di tutto il mondo: lavarsi le mani dopo aver svuotato la vescica in bagno è molto importante. È altrettanto importante mantenere pulito anche il proprio amichetto e gli annessi gioielli di famiglia, ma non sempre si ha la comodità di un bidet quando serve. Fortunatamente, c'è qualcuno che potrebbe risolvere questo spinoso problema una volta per tutte con Urinary 2.0.

Urinary 2 0

Urinary 2.0, come suggerisce il nome, è un orinatoio hi-tech farcito di sensori in grado di monitorare il vostro "getto" e attivare il meccanismo di pulizia non appena avete finito di usare il vostro personalissimo e delicatissimo innaffiatoio.

L'orinatoio 2.0 sfrutta un leggero spruzzo di acqua e sapone per detergere il vostro gingillo per tre secondi, dopodiché un soave soffio d'aria provvede a una corretta asciugatura. Come se non bastasse, il sistema di pulizia usa acqua fresca d'estate e tiepida d'inverno; proprio quello che ci vuole per darsi una rinfrescata durante le torride giornate estive o rinfrancarsi con un po' di tepore in una fredda serata invernale. Altro che caminetto con ceppo di legna che scoppietta, qui si parla di ben altri ceppi.

Orinatoio hi tech

Ma la cosa più "affascinante" è che l'Urinary 2.0 riesce anche a capire dove indirizzare il getto, in modo da lavare solo il necessario ed evitando di bagnarvi i pantaloni o la camicia prima di un appuntamento importante o di un colloquio di lavoro. Il vostro curriculum è salvo!

I responsabili di quest'invenzione che cambierà il futuro dell'umanità sono un team spagnolo capeggiato dal biochimico Eduard Gevorkyan, dall'economista Ivan Giner e dal business coach (qualunque cosa voglia dire) Miguel Angel Levanteri.

Per ora Urinary 2.0 è solo un prototipo, ma il team spagnolo sta lavorando anche a una versione per donzelle e ha già avviato le trattative per vendere il loro brevetto a un'altra azienda per 680.000 euro

orinatoio

Ora, mi piacerebbe trovare qualcosa d'intelligente e simpatico da dire, ma questa notizia mi ha sconvolto così profondamente che non so nemmeno da dove cominciare. Potrei fare i miei complimenti al team spagnolo per aver fra le mani un brevetto da centinaia di migliaia di euro. Oppure potrei continuare con doppi sensi più o meno velati che alludono alla natura genitale di quest'invenzione geniale.

Tuttavia voglio concentrarmi sul fatto che fra un paio d'anni questi orinatoi potrebbero trovare posto nei bagni pubblici sparsi in giro per il mondo. Quando arriverà il momento fatidico, la parola "autolavaggio" assumerà tutto un altro significato.

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