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Washington spia anche i PC sconnessi da Internet

Nuove rivelazioni ci fanno scoprire come le spie USA abbiano accesso a molti computer anche offline.

Washington spia anche i PC sconnessi da Internet

La National Security Agency (NSA) ha trovato il modo di spiare e manomettere un computer anche quando è offline, e ha infettato in questo modo almeno 100.000 macchine. Lo raccontano David E. Sanger e Thom Shanker sul New York Times in un articolo che è già stato ripreso da moltissime testate in tutto il mondo, e che amplia ancora lo scandalo dello spionaggio globale emerso la scorsa estate. L'operazione è al centro di un programma denominato "Quantum".  

A quanto pare l'agenzia di spionaggio statunitense ha sviluppato software e hardware che aggiunge ai PC, magari intercettandone la spedizione o in fase di produzione - con la collaborazione del produttore del computer stesso. O forse sarebbe più corretto dire riciclato, visto che parliamo di tecnologia molto datata: ricetrasmittenti a radiofrequenza che esistono da decenni, abbastanza piccole da entrare in un notebook, uno smartphone, un pendrive o altro senza essere notati.

Le vite degli altri

La stazione di ascolto necessaria non sarebbe più grande di una valigetta; facile da occultare, in condizioni ottimali funziona su lunghe distanze, fino a 12,8 Km circa. Il sistema permette non solo di origliare, ma anche di immettere pacchetti di dati estranei al sistema, e ne esisterebbero versioni ad hoc anche per gli iPhone, server e altri dispositivi Stuxnet, il virus che colpì le centrali nucleari iraniane e che è ancora in circolazione, sarebbe frutto del programma Quantum.

La novità, secondo James Andrew Lewis (Center for Strategic and International Studies, Washington), "sta nella scale e nella sofisticatezza nell'abilità da parte dell'agenzia di introdursi in computer e reti in cui nessuno era mai entrato prima".

I reporter del NYT specificano poi che non ci sono prove a dimostrare che questa tecnologia sia stata usata all'interno dei confini nazionali, il che rappresenta una ben magra consolazione (Obama rassicura: tranquilli, spio tutti tranne gli americani). Una mappa parziale dei luoghi dove la NSA avrebbe piazzato queste cimici è stata pubblicata dall'olandese NRC lo scorso novembre - è basata su informazioni fornite da Edward Snowden. Il tedesco Der Spiegel, invece, aveva fornito un catalogo dell'hardware usato dalle spie statunitensi.

Come hanno fatto - Clicca per ingrandire

Tra i bersagli preferiti del programma Quantum ci sarebbero l'esercito cinese, le apparecchiature russe usate in Messico (tanto dalla polizia quanto dai cartelli dei narcotrafficanti), istituzioni finanziarie europee e "occasionalmente gli alleati contro il terrorismo come l'Arabia Saudita, l'India e il Pakistan".

Ironia della sorte, la notizia giunge poco prima della conferenza con cui Barack Obama annuncerà le nuove pratiche della NSA, che dovrebbero in qualche modo rispondere alle preoccupazioni e alle critiche espresse dai giganti della Silicon Valley: secondo Google, Apple, Facebook, Microsoft e altri infatti questa situazione rischia di far crollare la fiducia dei consumatori verso queste aziende e i loro servizi.

Top Secret

I rappresentati della NSA comunque sono chiari: tutte queste attività sono necessarie a scopo difensivo; si tratta di tenere d'occhio il nemico, un po' come facevano i sottomarini nucleari durante la guerra fredda. Ma si parla, oltre che di militari, di aziende private e istituzioni che apparentemente non rientrano nella cyberguerra. In tanti sono quindi comprensibilmente scettici, se non apertamente contrariati dall'attività di spionaggio che sembra sempre più tentacolare; le critiche sono state così intense che lo stesso Obama in passato ha cercato di tracciare una linea di demarcazione sicurezza nazionale e furto di proprietà intellettuale. Ma per molti osservatori lo scontro militare e quello economico sono indivisibili. E secondo voi?

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