Zone of the Enders: The 2nd Runner Mars Recensione, Mecha e PSVR

Zone of the Enders: The 2nd Runner Mars

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Sviluppatore: Cygames
Editore: Konami
Data di uscita: 11/09/2018
Provato su: PS4
Disponibile su:  ps4 
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Correva l'anno 2003. Lasciata alle spalle l'alba del nuovo millennio, il mondo dei videogiochi stava vivendo l'inesorabile affermazione del marchio Playstation grazie a PS2, la macchina da record di casa Sony ancora oggi tanto cara a milioni di appassionati. Erano i tempi della presa scart e della grande Konami, di quando i suoi storici brand vivevano la loro affermazione: Collina troneggiava sulla copertina di PES, il titolo calcistico per eccellenza, Silent Hill era sinonimo di incubi per i giocatori di tutto il mondo e Kojima era negli anni della sua totale affermazione, con Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty che aveva anticipato di un decennio la moda del meta-gioco.

Sempre da Konami e, fra gli altri, dal papà di Metal Gear arrivava anche un'altra serie passata alla storia: Zone of the Enders. Ispirato agli anime giapponesi anni '70, Zone of the Enders, o più semplicemente ZoE, era un action in terza persona intenso e appagante, lontano da quelle meccaniche tactical espionage action che Snake attuò a Shadow Moses o che Raiden mise in pratica sulla Big Shell nello stesso periodo. Il gameplay di ZoE, invece, ruotava totalmente intorno agli scontri fra i giganteschi mecha protagonisti del suo racconto. Tuttavia, fu proprio la dettagliata narrazione e la profonda caratterizzazione dei personaggi il denominatore comune che avvicinava ZoE a MGS, insieme all'eccezionale matita di Yoji Shinkawa, Lead Artist Designer di entrambe i titoli.

A differenza della saga di Metal Gear, Zone of the Enders non riuscì a diventare un fenomeno mainstream globale, fermandosi nel 2003 con un ottimo sequel, ZoE: The 2nd Runner. Nel 2012 venne pubblicata una collection rimasterizzata di entrambi gli episodi su PS3 e Xbox 360 che permise ai più giovani di apprezzare i titoli originali ma, ancora oggi, molti sperano di vedere un capitolo inedito. Quindici anni dopo la release di The 2nd Runner, Konami offre agli appassionati Zone of the Enders: The 2nd Runner - Mars - nuova remastered del secondo capitolo di ZoE per Pc e PsS4 sviluppata da Cygames - questa volta con supporto al 4K e totalmente giocabile in realtà virtuale grazie a PSVR.

Nuova versione, stesso Frame

La sorgente di questa nuova edizione di The 2nd Runner è quella della remastered del 2012, base su cui Konami ha lavorato per riproporre l'esperienza originale in una veste più contemporanea: dal punto di vista tecnico questa riedizione si difende in modo egregio anche rispetto ad alcune produzioni recentissime, offrendo su PS4 PRO una risoluzione 4K pulita e sempre fluida, ottima per apprezzare i bellissimi modelli dei mecha che popolano il gioco. Anche l'audio si presenta in gran forma, con una reingegnerizzazione totale delle tracce sonore originali. Oltre ai miglioramenti audiovisivi appena descritti, The 2nd Runner Mars aggiunge anche una modalità cinema dove rivedere le scene d'intermezzo come se fossero un film, una mappatura comandi più attuale denominata Pro Mode - permette di scorrere in tempo reale le armi secondarie dando maggior dinamicità agli scontri - e una difficoltà "Molto Facile", pensata per chi non ama le sfide e per chi volesse godersi l'esperienza in VR senza troppi grattacapi.

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Nel pacchetto di contenuti per il caschetto VR dell'ammiraglia di Playstation troviamo anche una visuale in prima persona dedicata, una sezione in cui visualizzare i modelli 3D visti nel gioco e un hangar dove poter ammirare in realtà virtuale l'imponenza di Jehuty, il nostro mecha. O meglio, il nostro Orbital Frame. Maestosi, potenti e avanzati, gli Orbital Frame e i loro runner, i piloti che li guidano, sono l'ago della bilancia nel conflitto intergalattico messo in scena da Zone of the Enders. Senza scendere troppo nei particolari di una storyline piacevole oggi quanto quindici anni fa, The2nd Runner si pone come sequel della storia originale, introducendo nuovi personaggi e inquadrando i fatti da un punto di vista alternativo rispetto a quello del protagonista del primo titolo. Grazie alle cutscenes realizzate come anime che si mescolano a scene elaborate con il motore di gioco, siamo partecipi di una narrazione forte, con personaggi credibili che "vivono" sulla loro pelle gli eventi che osserviamo.

Su tutti Dingo, il protagonista di The 2nd Runner, è un personaggio forte e ben delineato: ex-commilitone dell'oppressiva Bahram, la potenza sovversiva e "malvagia" che minaccia l'equilibrio della galassia, Dingo si ritrova coinvolto in eventi più grandi di lui. Il destino della sua vita viene legato a doppio filo alla missione del Jehuty, portando la ricerca di vendetta dell'irascibile ex militare verso Bahram a intersecarsi intimamente con la necessità di distruggere questa forza ostile per ottenere la pace. Per farlo, Dingo affronta un viaggio che lo porta a esplorare Marte e conoscere le sorti di un conflitto che pensava di aver lasciato alle spalle, incontrando nuovi alleati e scontrandosi con i fantasmi del suo passato. È una storia matura, raccontata da lunghi dialoghi e dalle sfumature dei personaggi che li recitano, con delicati temi politici, come quelli della gestione delle risorse energetiche o della sovranità territoriale a far da sfondo a questa avventura dal sapore otaku.

Gameplay vecchia scuola

L'esperienza di gioco di The 2nd Runner resta sostanzialmente invariata in questa versione contemporanea. Come detto in precedenza il gameplay ZoE si basa sui dinamici scontri che ci vedono protagonisti insieme al nostro Frame, Jehuty, contro le forze della malvagia Bahram: durante l'avventura affronteremo migliaia di mecha avversari di vario genere e una decina circa di boss a bordo di altri Orbital Frame più simili al nostro. La struttura degli scontri è basata sulla distanza fra Jehuty e l'avversario preso di mira: attraverso il tasto quadrato eseguiremo infatti un attacco fisico con la spada o spareremo al nostro oppositore dei colpi a energia se saremo a distanza ravvicinata oppure no, con la possibilità di eseguire diversi tipi di combinazioni abbinando questi attacchi standard a dei dash acrobatici per schivare i contrattacchi nemici o delle tempestive parate. Alcune meccaniche secondarie attuabili in combattimento, inoltre, permettono di afferrare i nemici e alcuni elementi sullo scenario per usarli come arma o scudo, dando enfasi ai momenti più concitati.

Proseguendo fra gli scenari e sconfiggendo i diversi boss sulla nostra strada otterremo anche dei driver per installare alcune armi secondarie sul Jehuty, aggiungendo ulteriore varietà al pattern d'attacco a nostra disposizione. Queste ultime sono alimentate da una barra di energia che si ripristina come la nostra salute grazie al metatron e diventano fondamentali nelle sezioni più avanzate del gioco, quando i nemici a schermo sembrano non finire mai. Proprio grazie ai molti nemici a schermo contemporaneamente che le battaglie fra Frames risultano sempre più intense e divertenti, nonostante il livello di sfida non risulti mai eccessivo o fuori portata. Nella seconda parte del gioco, dove è possibile sfruttare già un buon numero di armi secondarie, abbiamo apprezzato anche la possibilità di cambiare "al volo" il driver da utilizzare grazie alla croce digitale utilizzando il Pro Mode, il layout di comandi introdotto in questa edizione. Ciò consente di non avere tempi morti durante l'azione, mantenendo il momentum ottenuto.

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È negativo, invece, il feedback sulla telecamera di gioco, rimasta ancorata al modello originale tutt'altro che encomiabile. Stessa cosa dicasi sul fronte longevità, dove sei o sette ore di gioco sono più che sufficienti a portare a termine l'avventura. In questi senso mancano dei veri e propri contenuti di gioco aggiuntivi per questa nuova incarnazione di The 2nd Runner. Senza modifiche o adattamenti di sorta, quanto ritroviamo quanto appena condiviso anche indossando il bianco visore per la realtà virtuale targato Playstation: la possibilità di giocare attraverso PSVR con la prospettiva dal cockpit di Jehuty è intrigante e a tratti spettacolare. Peccato che, nel suo essere comunque funzionale, questa non riesca ad adattarsi completamente alla dinamicità del gameplay, rendendo parzialmente monca l'esperienza. Le repentine schivate e le rapide combo su cui si fonda il gameplay rendono complesso stare dietro ai movimenti che facciamo e a quelli dei robot nemici, generando in alcuni momenti sensazioni caotiche e inducendo una certa dose di motion sickness, durante sessioni prolungate.

Non fraintendeteci: questa vecchia gloria di casa Konami si gioca tranquillamente in VR, offrendo anche un punto di vista affascinante durante gli scontri. L'aspetto che vogliamo sottolineare riguarda il mancato riadattamento delle meccaniche base alla tecnologia della VR, applicata in modo superficiale, seppur funzionante, al gameplay di gioco. Riflettendo su questo spunto ci piacerebbe molto vedere la serie rinnovata attraverso una produzione contemporanea, magari ripartendo proprio da un progetto specifico per la realtà virtuale.

 

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PRO4K stabilissimi anche nei momenti più concitati e design audio riscritto da zero; il nuovo setup Pro Mode dei controlli rende più agile la gestione delle armi secondarie; piena compatibilità e contenuti aggiuntivi dedicati a PSVR; la prospettiva dal cockpit di Jehuty in VR è restituisce grandi sensazioni..
CONTROLa gestione della telecamera avrebbe meritato un miglioramento; mancano contenuti inediti che diano maggiore sostanza al pacchetto; la longevità complessiva resta su bassi livelli; la VR non aggiunge nulla al gameplay originale, adattandosi con difficoltà alle veloci meccaniche di gioco.
VERDETTOAffascinante nei temi della sua narrazione e ricco di una caratterizzazione generale degna della migliore tradizione otaku, ZoE: The 2nd Runner Mars riesce ancora oggi a catturare e divertire. Nonostante gli evidenti difetti della produzione originale e dei limiti di questo porting curato da Cygames, oggi come ieri ci troviamo a parlare di un'esperienza appagante, che può regalare ancora soddisfazioni grazie all'efficace cura ringiovanente del comparto tecnico e a una narrazione per molti versi attuale; la compatibilità con PSVR offre una prospettiva coinvolgente sull'azione di gioco ma non riesce a essere un plus per il titolo, a causa di meccaniche prive di un adattamento dedicato. La risicata longevità e l'assenza di contenuti inediti ancorano il giudizio su questa riedizione al limbo che accoglie titoli più che discreti ma non sufficientemente completi per essere definiti ottimi; l'augurio è di ritrovarsi con la serie ZoE vedendola rinnovata attraverso una produzione contemporanea, magari ripartendo proprio da un progetto specifico per la realtà virtuale.
7,5

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