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Anche Facebook ha fatto trascrivere i messaggi vocali

Facebook ha ammesso di aver fatto trascrivere i messaggi vocali circolati su Messanger per controllare la qualità della sua intelligenza artificiale di controllo.

Facebook ha ammesso di aver trascritto l’audio delle conversazioni degli utenti avvenute tramite Messanger. Ieri Bloomberg ha svelato che secondo fonti autorevoli sono state pagate centinaia di specialiste esterne per questa attività. Facebook, in risposta all’emersione della vicenda, ha assicurato che la trascrizione è stata interrotta più di una settimana fa “proprio come Apple e Google” e non verrà più effettuata. Insomma, ufficialmente si trattava di revisione umana per verificare la capacità dell’intelligenza artificiale di Facebook di interpretare correttamente i messaggi e scovare quelli in violazione della policy.

Ad aprile, Bloomberg ha rivelato che Amazon usava la trascrizione umana per il controllo qualità sull’operato di Alexa. A luglio la testata belga VRT ha svelato che Google ha effettuato lo stesso controllo di qualità, dopo che un appaltatore ha fatto trapelare più di 1.000 clip audio. Sempre il mese scorso il Guardian ha spiegato che Apple ha eseguito la stessa pratica. “Una piccola parte delle richieste di Siri viene analizzata per migliorare Siri e la dettatura. Le richieste dell’utente non sono associate all’ID Apple dell’utente. Le risposte di Siri vengono analizzate in strutture sicure e tutti i revisori sono tenuti a rispettare i rigorosi requisiti di riservatezza di Apple “, ha detto l’azienda statunitense. Insomma, Amazon, Google e Apple sono state costrette a sospendere questa pratica che ha sollevato diverse perplessità.

E dire che Facebook l’anno scorso aveva assicurato pubblicamente di non attuare tale pratica a scopi marketing o di profilazione. “Lei sta parlando di questa teoria della cospirazione che noi ascoltiamo quello che passa per il microfono degli utenti e lo usiamo per la pubblicità, non lo facciamo”, disse Mark Zuckerberg in sede di audizione al Congresso nell’aprile 2018 rispondendo a un senatore.

L’accesso al microfono avviene, sempre secondo Facebook, solo se l’utente fornisce l’autorizzazione e impiega la messaggistica vocale di Messanger, il problema però è che nessuno ha mai parlato di trascrizioni e non vi è alcun riferimento neanche nel contratto d’uso. La policy indica solo genericamente la possibilità di raccogliere “contenuti, comunicazioni o altre informazioni fornite dall’utente” quando vengono inviati messaggi o si comunica con altri.