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Google multata per 13 mln di dollari. Mappando le strade sbirciava anche nelle reti Wi-Fi

Se Facebook piange, Google non ride di certo. Il colosso di Mountain View ha infatti accettato di pagare una multa da 13 milioni di dollari per chiudere una causa legale in cui era accusata di aver raccolto illegalmente informazioni private tramite le sue attività di mappatura stradale per Street View. A quanto pare infatti le auto, circolando, davano anche una sbirciatina nelle reti Wi-Fi private, raccogliendo così dati come email e password in modo assolutamente non autorizzato.

In realtà si tratta solo di una bozza d’accordo, che è in fase di valutazione da parte dei giudici, ma Google non è nuova, né all’accaduto né alla scelta di pagare multe per chiudere cause sconvenienti. Nel 2013 infatti ha già scelto di pagare un’altra sanzione da oltre 7 milioni di dollari, sempre per lo stesso motivo.

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I fatti imputati a Google in questa nuova causa invece riguardano un lasso di tempo che va dal 2007 al 2010, con indagini che, oltre che negli Stati Uniti, furono condotte anche in Regno Unito, in Italia e in altri Paesi europei. Google ha sempre sostenuto che si sia trattato di un errore tecnico, ma a quanto pare gli investigatori sono riusciti a scoprire che in realtà c’era un software sviluppato ad hoc, installato sulle automobili stesse.

Nel 2013, oltre alla sanzione economica, l’accordo prevedeva anche la distruzione di tutti i dati raccolti da Google tramite Street View e l’avvio di una campagna mediatica al fine di sensibilizzare gli utenti alla protezione dei propri dati dallo snooping Wi-Fi. Stando a quanto riportato dall’emittente CNN anche questa volta l’accordo dovrebbe essere simile.

Le clausole infatti prevedono ancora una volta la distruzione di tutti i dati raccolti tramite Street View e ancora in suo possesso e il divieto a riutilizzare lo stesso metodo per raccogliere dati. Google inoltre dovrebbe creare pagine Web e video che insegnino alle persone come proteggere i propri dati. Sarà sufficiente?