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L’AD di TIM Gubitosi apre a Open Fiber, presto un tavolo per valutare sinergie, collaborazioni e “combinazioni” di Rete

L'AD di TIM Luigi Gubitosi si dice disponibile a un confronto con Open Fiber per esplorare possibili sinergie, che possono prevedere accordi commerciali, co-investimenti, fino anche ad una possibile combinazione complessiva delle due infrastrutture.

TIM è pronta a sedersi a un tavolo con Open Fiber per valutare sinergie e un’eventuale collaborazione. È questa la sintesi dell’intervista rilasciata oggi dall’AD Luigi Gubitosi al Corriere della Sera. “L’Italia ha bisogno di infrastrutture ma ha poche risorse per realizzarle, eppure è tra i pochi Paesi che sta andando verso una sovrapposizione delle reti di telecomunicazioni”, ha dichiarato il top manager.

“Prima di parlare delle possibili soluzioni vorrei sedermi con Open Fiber per un esame approfondito della situazione esistente e delle opportunità che presenta. Qualsiasi discussione sul tema non può basarsi su opinioni ma su numeri, fatti e dati certi”.

In questa fase di transizione di TIM – Gubitosi ha ricevuto l’incarico di AD da soli due mesi – c’è fibrillazione nel settore. Da una parte le difficoltà del titolo in Borsa, dall’altra il braccio di ferro tra l’azionista di maggioranza Vivendi e il Fondo Eliott. E a margine di questa situazione il dibattito sulla separazione societaria della rete e il progetto di sviluppo della rete in fibra di Open Fiber. Più che puzzle appare come un Tetris, poiché il tempo scorre e il posizionamento dei “pezzi” si fa sempre più urgente. 

“Siamo pronti ad aprire un tavolo con Open Fiber con l’obiettivo di esplorare possibili sinergie, che possono andare da accordi commerciali, co-investimenti, fino anche ad una possibile combinazione complessiva delle due infrastrutture. È importante capire i valori in gioco”, ha sottolineato Gubitosi. Aperture che potrebbero tradursi in una collaborazione commerciale, quindi finalmente l’attivazione di servizi TIM in aree cablate da Open Fiber, lo sviluppo congiunto nelle aree competitive o magari  una combinazione degli asset infrastrutturali. Insomma, sulla carta tutto sembrerebbe possibile ma saranno solo i “numeri” appunto a tracciare la rotta.

Dopodiché in ottica “scorporo” della rete la parola finale spetterà comunque agli azionisti. “Il tema del controllo verrebbe esaminato successivamente e ovviamente riguarda gli azionisti, il management potrà esprimere suggerimenti solo dopo tutte le analisi del caso”, ha spiegato l’AD. Il futuro, secondo il manager, è comunque nella mani di TIM se si considera anche la sfida della 5G. “TIM è pronta ad essere al centro di questa partita per portare vantaggi agli azionisti, ai dipendenti, ai clienti e, in sintesi, al Paese. Tim è l’unica azienda italiana che ha le dimensioni per essere competitiva con gli altri gruppi europei”, ha concluso Gubitosi.