Automotive

100km su OneWheel Pint, la fine del tutorial

Al ritorno nel mio paesello d’origine dopo la mia esperienza a Berlino, dove ho trascorso gli ultimi tre anni della mia vita e ho avuto i primi contatti con il mondo della micro-mobilità elettrica, ho deciso di acquistare un OneWheel Pint (“Così, de botto!” – cit.).

Dopo meno di due settimane dall’acquisto, ho percorso con Ugo (si, questo è il nome del mio OneWheel) già più di 100km e ho deciso di voler buttare giù nero su bianco la mia esperienza e le mie impressioni sul breve periodo per aiutare chi magari sta considerando l’acquisto di un Pint.

Il nastro per racchette da tennis sulla maniglia aiuta il trasporto.
OneWheel Pint

Forse più adatto alla campagna che alla città

Solitamente l’acquisto di un mezzo quale un monopattino elettrico, un hoverboard o un monoruota viene preso in considerazione di più nelle grandi città per l’utilizzo combinato con i mezzi di trasporto pubblico come bus, tram e metropolitane e per la percorrenza dei cosiddetti primo e ultimo miglio.

Un’idea di certo interessante e che, in combinazione al range dei mezzi elettrici abbastanza limitato, permette di raggiungere in pratica qualsiasi luogo desiderato, sia per lavoro che per svago nei giorni liberi.

Tuttavia io non vivo in una grande città, stavo valutando di acquistare uno skateboard elettrico per i brevi spostamenti all’interno di Corno di Rosazzo, questo il bellissimo posto in cui vivo e che vi consiglio di visitare se siete nei paraggi.

C’è solo un piccolo problema: le piste ciclabili ci sono e sono tante, ma molte di esse hanno la pavimentazione stradale in condizioni poco adatte ad uno skateboard, senza contare poi alcune strade il cui ultimo rifacimento risale a prima della mia nascita, molto probabilmente.

Qui entra in gioco OneWheel. Ho scoperto il prodotto vedendolo utilizzare in alcuni video su YouTube completamente non inerenti all’argomento e me ne sono subito innamorato: un mezzo in grado di affrontare qualsiasi tipo di terreno, con una velocità modesta ma più che sufficiente e dalla durata di batteria che mi avrebbe permesso di andare ovunque io desiderassi (all’interno delle aree confinanti alla cittadina).

Il fondo della tavola è resistente ma non mancano i segni di usura.
OneWheel Pint

I prodotti di FutureMotion (OneWheel, OneWheel+, Onewheel+ XR e OneWheel Pint) permettono l’utilizzo su superfici sconnesse, ghiaia, strade sterrate, sabbia, terreno bagnato e ho persino trovato dei video di utenti che hanno avuto il coraggio di avventurarsi sulla neve, sono dei veri carri armati!

Viste le disponibilità esigue ed il costo quanto meno proibitivo di Plus XR, ho deciso di “accontentarmi” di un Pint, conscio dei limiti che porta con sé rispetto al fratello maggiore ma sicuro che non mi avrebbe deluso.

Un investimento che si ripaga nel tempo, mannaggia agli accessori però!

Il costo di OneWheel Pint non è per i deboli di cuore: 1175€ al momento. Un prezzo elevato ma che è quasi la metà del costo del più grande, veloce e dalla batteria maggiore Plus XR, attualmente venduto per 1999€.

Sinceramente ho meditato parecchio prima di fiondarmi in negozio, non è di certo un acquisto che si può fare d’impulso. Ad ogni modo mi sono fatto qualche conto in tasca e, dopo alcune considerazioni, ho deciso di lasciarmi andare.

Per prima cosa avrei risparmiato parecchio carburante per l’automobile: a parte per gli spostamenti davvero lunghi (relativamente parlando per la mia zona) oltre i 10km, non avrei più dovuto toccare l’auto, salvo in caso di pioggia. Da qui alla fine dell’anno, euro più euro meno, i soldi risparmiati nel carburante copriranno il costo del mio Pint.

Inoltre, io non possiedo una macchina di proprietà ma utilizzo l’auto dei miei genitori al momento, essendomi appena ritrasferito in Italia. Il OneWheel mi avrebbe quindi permesso di lasciare l’auto disponibile per loro nella maggior parte delle occasioni. Se possedete un’auto potreste infine valutare anche il risparmio in usura e manutenzione della stessa nel conteggio.

Se abitate in una città con più di 50 mila abitanti, oppure in un capoluogo di regione o di provincia, potete anche contare sugli incentivi statali legati all’acquisto di un mezzo per la micro-mobilità elettrica. Questi incentivi arrivano fino al 50% del costo del prodotto con un tetto massimo di rimborso/sconto di 500€.

Tutto molto bello, se non fosse che la spesa relativa ad un OneWheel non si ferma alla sola tavola ma si estende ad una vasta gamma di accessori venduti da FutureMotion che, purtroppo per noi, sono praticamente essenziali e hanno un costo abbastanza elevato.

Il solo parafango (fender) vi porterà via altri 90€ ed è essenziale se volete spostarvi anche con il terreno bagnato o se volete evitare che tanta della sporcizia sul terreno vi venga lanciata sui piedi dal ruotone del OneWheel, soprattutto alla massima velocità.

Il tappo per coprire la presa per la ricarica dagli schizzi d’acqua, non incluso nella confezione, costa altri 3-4€. Se volete proteggere il vostro mezzo futuristico da graffi e bozzi sono 50-60€ (float plates, non ufficiali) per la parte inferiore e altri 35€ (railguards) per i lati. Il caricabatterie rapido (opzionale e che permette la ricarica in 50 minuti anziché 120) altri 110€. Ouch.

Il lato positivo è che si parla di prodotti che mantengono il proprio valore nel tempo e rivenderli usati (se non vi piacciono o se non vi trovate a vostro agio) dovrebbe essere abbastanza facile.

Il caricabatterie di OneWheel Pint è più compatto di quello che ci si aspetta.
OneWheel Pint

Un primo impatto drammatico che ha portato a una storia d’amore

Partiamo dal presupposto che io non avevo mai utilizzato in vita mia skateboard, snowboard o hoverboard (anche se quest’ultimo è abbastanza diverso).

Il primo impatto con OneWheel Pint è stato terrificante, non credo ci sia un’altra parola per descriverlo. Appena messo i piedi a cavallo della ruota e provato a bilanciarmi è stato un disastro.

Il OneWheel aiuta con il motore elettrico a mantenere l’equilibro tra gamba destra e gamba sinistra, ma nessun video al mondo mi aveva però preparato alla difficoltà del bilanciamento punta-tacco. OneWheel+ XR da questo punto di vista è forse meno spietato, grazie alla ruota meno stondata rispetto al Pint.

Non sono mai caduto, ma i salti necessari a scendere in caso di emergenza quando stavo per perdere l’equilibrio, siccome non ero ancora in grado di sfruttare la funzione simple-stop, sono stati innumerevoli e le botte prese alla caviglia della gamba frontale mi sono state “fatali”. Ugo mi ha investito per ben 3 volte nell’arco di un paio d’ore di prove, eppure io gli ho sempre dimostrato tanto affetto, mi sono sentito tradito!

Ammetto di aver pensato che il OneWheel fosse un mezzo al di fuori della mia portata e delle mie capacità da neofita nel campo degli skater/snowboard. L’ho collegato in carica dopo un paio d’ore di tentativi andati non molto a buon fine e sono andato a letto.

Il giorno seguente devo aver avuto un’illuminazione: non solo sono riuscito a fare pratica sin da subito con il movimento necessario ad azionare e spegnere il motore e quello necessario a fare i primi ed incerti metri, ma mi sono fidato abbastanza da allontanarmi dal muro al quale mi aggrappavo per cercare di evitare rovinose cadute. Ondeggiando un po’ come fossi alticcio ho fatto i miei primi metri a bordo.

I OneWheel sono fatti per essere usati, non abbiate paura di rovilarli!
OneWheel Pint

Alla fine, sta tutto in questi primi metri: una volta preso coraggio e ottenuta un po’ di confidenza con il comportamento della tavola in base allo spostamento del peso si è pronti a partire. Io non ho avuto la fortuna di avere qualcuno che avesse esperienza e potesse aiutarmi nell’imparare, ma vi posso assicurare che ho degli amici che hanno voluto provare a farci un giro e con il mio aiuto nel giro di circa 15-20 minuti di prove sono stati in grado di muoversi in completa autonomia!

Da quel momento la curva di apprendimento si è annullata e imparare è stato davvero facile. Dopo i primi due giorni con il profilo Redwood (che limita la velocità massima a 20km/h ed è consigliato per i principianti) e i primi 10-15km percorsi sul vialetto di casa al sicuro, sono stato in grado di avventurarmi per la prima volta per le piste ciclabili del paese, attrezzato di tutte le protezioni del caso come casco, proteggi polsi, ginocchiere e gomitiere (che consiglio vivamente a tutti), accompagnando alcuni amici nelle loro camminate serali.

Da lì sono finalmente passato al profilo Pacific (il profilo di base e che ha la velocità massima di 26km/h sbloccata) che devo ammettere mi ha aiutato tantissimo! Questo profilo modifica il comportamento del OneWheel Pint anche a basse velocità e durante le curve. I movimenti della tavola elettrica sono diventati subito più naturali e il feeling con essa è stato fantastico.

Una panoramica dell'applicazione OneWheel.
OneWheel Pint

Strada o sterrato, la vita all’aria aperta è ora più bella

Ad oggi, dopo 18 giorni dal primo incontro, ho percorso più di 160km con Ugo e la sensazione utilizzandolo è quella di volare sull’asfalto, è quasi indescrivibile. Sembra di spostarsi a bordo del tappeto volante di Aladdin, una delle cose più strane e allo stesso tempo belle che mi sia mai capitato di provare.

Ogni mattina mi sveglio pensando ad una qualsiasi scusa per poterci salire a bordo, come andare alle poste a spedire delle lettere, andare a bere un caffè con alcuni vecchi amici in pausa pranzo oppure raggiungere casa di mia sorella nel paesino confinante, solo per poter dare sfogo alla mia voglia di scivolare per strada e consumare l’intera carica della batteria. Non so come potrei più vivere senza!

Che si tratti di spostarsi su strade lisce, malandate o avventurarsi su percorsi sterrati alla ricerca di un po’ di solitudine e tranquillità, il OneWheel Pint non mi ha mai deluso. Una volta presa confidenza e imparato a rilassare le gambe (che durante i primi giorni non mi davano tregua a causa della fatica muscolare causata dai movimenti inusuali delle caviglie a cui non ero abituato) non c’è dosso, buco o strada impervia che ci spaventi.

Il posizionamento dei piedi: io corro con il piede frontale leggermente inclinato.
OneWheel Pint

Da persona abbastanza pigra (non mi vergogno ad ammettere di aver sempre preso l’auto anche per spostamenti davvero brevi) e da nerd che ha passato buona parte della propria esistenza davanti un PC per passione o per lavoro, OneWheel Pint mi ha davvero cambiato la vita.

Passo intere serate, durante la settimana, e intere giornate, durante il weekend, all’aria aperta alla scoperta di percorsi che non ho mai avuto occasione di scoprire a piedi o in bici. Ogni scusa è buona per infilarmi il casco e sfrecciare a bordo del mio personale tappeto volante, avventurandomi nella natura e godendomi, in queste giornate estive, i meravigliosi paesaggi che la mia città e la mia regione hanno da offrire.

100km su OneWheel Pint, la fine del tutorial

Se state meditando di acquistare un OneWheel ma siete incerti sul fatto che vi possa piacere o che sia fattibile imparare, fate cadere ogni dubbio. Chiunque abbia mai avuto modo di utilizzare per un periodo abbastanza estensivo di tempo una tavola del genere vi confermerà che è un tipo di esperienza dal quale poi è veramente difficile tornare indietro.

Se avete già effettuato l’acquisto e dopo i primi giorni non vi sentite ancora sicuri oppure siete affetti da affaticamento di gambe e caviglie, datevi del tempo.

Per quanto mi riguarda, i primi 100km sono stati una specie di tutorial che mi ha permesso capire qual è la posizione più comoda dove posizionare i piedi (ognuno deve trovare il suo modo di viaggiare), che mi ha insegnato come risponde la tavola ai vari ostacoli che si possono incontrare sul proprio cammino e che mi ha permesso finalmente di capire come rilassarmi durante gli spostamenti più lunghi senza dovermi fermare continuamente a sgranchire le gambe (cosa che all’inizio succede continuamente).

Ora è finalmente giunto il momento di infilare Ugo in macchina e portarlo sempre con me nelle gite fuori porta per essere sempre pronto all’avventura dovunque io vada. I primi 100km sono stati solo l’inizio di quella che spero sarà una lunghissima storia d’amore!

Spero che questo racconto della mia personale esperienza vi sia stata d’aiuto e se doveste avere particolari domande riguardo a OneWheel Pint fatemele pure qui sotto nei commenti. In caso foste finiti su questa pagina solo per curiosità, spero sia stata comunque una lettura interessante e piacevole!

Se cercate delle protezioni come casco, ginocchiere, gomitiere e proteggi polsi, io mi sono affidato a questo kit dal costo di meno di 50 euro su Amazon.