Trasporti

Cambiamenti climatici, nuovi piani della BCE

A quanto pare, seguendo la scia dell’industria automotive, la Banca Centrale è pronta ad intervenire per cercare di contrastare il cambiamento climatico che tanto affligge l’Europa. Infatti, la presidente Christine Lagarde ha intenzione di dare il via ad una sorta di revisione strategica delle policy in modo tale di bloccare i “rischi eccessivi” a cui si va incontro nel momento in cui tutte le questioni ambientali vengono affidate agli investitori privati. Questo nuovo piano, molto probabilmente verrà concluso entro la seconda metà di questo anno e, dunque, avrà la funzione di “incentivare” gli investimenti – per così dire – verdi.

Si tratta di un cambiamento molto importante e radicale se si pensa che di recente, la BCE, ha acquistato ben 248 miliardi di euro di obbligazioni societarie fra aziende produttrici di gas e petrolio e non solo, ma anche compagnie aeree e servizi pubblici. Inevitabilmente tale manovra della Banca Centrale, ha suscitato non poche polemiche da parte degli attivisti ambientali. Anche la Banca d’Inghilterra, per il mese di giugno prossimo, ha intenzione di mettere in atto quello che potrebbe essere definito uno stress test climatico. Un programma simile ha la Banca Centrale svedese, la quale ha recentemente cancellato dalle riserve di valuta estera, le obbligazioni di un certo numero di aziende presenti in Australia e Canada poiché le emissioni risultavano essere eccessive.

Non cambia lo scenario negli Stati Uniti dove Federal Reserve si è unita al Network for Greening the Financial System, grazie al quale sarà possibile promuovere gli obiettivi climatici messi a punto con l’accordo sul clima di Parigi. Dunque, è facile capire quanto la questione relativa al cambiamento climatico sia un tema che interessa, inevitabilmente, la politica monetaria di tutto il mondo. Tuttavia, la maggior parte degli economisti che si sono sottoposti all’intervista da parte del Finacial Times sembrano essere convinti del fatto che la Banca Centrale Europea non rispetterà il principio di “neutralità del mercato”. Anche l’economista Paul Diggle, crede che porre obiettivi climatici sia “funzionale al raggiungimento della stabilità dei prezzi, soprattutto tenendo conto dei rischi a lungo termine”.

C’è da dire inoltre che, a causa dell’opposizione di alcuni membri del consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, non è escluso che sarà necessario ricorrere ad una soluzione di compromesso. Una delle soluzione potrebbe essere “carbon targeting“. Secondo quanto spiegato da Gilles Moec, capo economista di Axa, la Banca Centrale potrebbe dunque “ridurre gradualmente il peso delle obbligazioni ad alto impatto climatico nel suo portafoglio e al contempo fornire incentivi agli azionisti per ridurre attivamente la propria impronta ambientale”.  

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