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Tesla, nuovi guai per la gigafactory europea

L’odissea che sta attraversando la prima fabbrica europea di Tesla non sembra destinata a concludersi in tempi brevi. Sempre nel mirino degli ambientalisti, il progetto ha incontrato un altro ostacolo a causa di nuove regolamentazioni chiaramente ignorate. Questa volta si tratta di alcuni serbatoi costruiti senza permesso in un’area che non era stata segnalata nelle prime concessioni date dalle autorità locali alla casa californiana.

Come detto, la gigafactory di Grünheide (appena fuori Berlino) è da tempo nel mirino degli ambientalisti che tengono d’occhio ogni singolo movimento attorno ai cantieri. Quindi, l’errore è stato prima di tutto da parte Tesla che non poteva sperare di costruire gli stessi serbatoi abusivamente e farla franca in un’area passata al microscopio ogni giorno. Infatti, attraverso fotografie aeree le immagini della nuova struttura (che vedete qui sotto) sono arrivate puntuali su social network.

La questtione è poi diventata più grave non appena giunta sul tavolo dell’autorità che supervisiona i lavori, pronta a multare Tesla per questa violazione alle regole. Stando al Ministro dell’Ambiente del Brandeburgo, la casa di Elon Musk non solo non poteva costruire dove lo ha appena fatto ma le era già stato vietato di usare quegli stessi serbatoi. Dato che il dievieto è stato ignorato, gli organi di controllo tedeschi stanno pensando a una punizione esemplare che va oltre il solo esborso economico.

Intanto, gruppi ambientalisti come Gruene Liga Brandenburg non sono ancora soddisfatti e continuano ad attaccare Tesla. Non solo chiedono che i serbatoi vengano smantellati del tutto, ma vogliono (e qui giustamente) che Tesla operi sempre nella totale trasparenza e rispetto delle regole. Anche considerato che la stessa gigafactory non ha ancora tutte le autorizzazioni per essere operativa al 100%.

Ciò nonostante, la casa californiana mantiene le scadenze prefissate e sostiene di poter avviare la produzione entro fine anno. Stando ai piani già resi noti, sarà in grado di produrre mezzo milione di vetture elettriche al mese, dirette al mercato europeo. Multe e ambientalisti permettendo, ovviazmente.