Ibride e Elettriche

Toyota: l’idrogeno può rappresentare un successo commerciale come l’ibrido

Toyota è da sempre in prima linea quando si parla di tecnologie innovative di mobilità. Tra i primi a credere nella propulsione, ibrida, può oggi vantare un’esperienza nel settore unica, tanto da non aver rivali quando si parla di volumi di vendita relativi a questa tecnologia. L’ambizione del marchio giapponese potrebbe concentrarsi nei prossimi anni su di una nuova soluzione: l’idrogeno.

Lo sviluppo della nuova Mirai, auto alimentata a fuel cell, apre nuovi scenari, nei quali Toyota crede molto. Nel decennio passato le principali criticità legate alla diffusione di questa alimentazione ai costi e agli ingombri eccessivi del powertrain. Incertezze che sembrano essere state superate. L’attenzione si sposta sulla logistica, con una rete infrastrutturale praticamente assente.

Futuro a idrogeno?

Le auto a idrogeno secondo Toyota potrebbero rappresentare seriamente una soluzione ideale per il futuro della mobilità su strada. Le auto fuel cell sono migliorate sotto ogni punto di vista, diventando più leggeri ed efficienti. Attualmente il costo di un’auto a idrogeno è paragonabile a un’equivalente completamente elettrica. Offrendo innegabili vantaggi per quanto riguarda soprattutto i tempi di rifornimento.

La nuova Toyota Mirai può percorrere fino a 650 km con un pieno di idrogeno ed essere ricaricata in soli 5 minuti. Nelle previsioni del costruttore giapponese, l’idrogeno avrà lo stesso ruolo assunto dall’ibrido dagli anni ’90 a oggi. Toyota sostiene che nei prossimi anni la tecnologia a idrogeno rappresenterà un’importante alternativa e non un prodotto dedicato a pochi ed esclusivi consumatori. Prova ne è che la casa non ha ancora presentato una linea di veicoli elettrici completa, anche se gli investimenti sulle batterie allo stato solido stanno trovando nuovi risultati.

Produzione su larga scala

Il principale problema che limita la diffusione delle auto a idrogeno è legato alla rete infrastrutturale di ricarica. In Europa la situazione vede a buon punto la Germania con 87 punti vendita. L’Italia ne ha uno solo aperto al pubblico a Bolzano mentre le stazioni presenti in Lombardia e Sicilia sono dedicate esclusivamente al rifornimento dei bus urbani. In Giappone sono attualmente attive 127 stazioni a idrogeno e il governo ha varato un piano per portarle a 900.

Toyota crede nello slancio dell’idrogeno nei prossimi anni, tanto che la nuova Mirai sarà prodotta su larga scala: in una catena di montaggio industriale simile a quanto accade con i modelli di serie. La passata generazione della prima auto a idrogeno era assemblata in modo quasi artigianale, tanto da esserne state vendute solo 11 mila dal 2014 a oggi. L’obiettivo di Toyota per la nuova Mirai parla di almeno 100 mila unità. La tecnologia dell’auto a idrogeno ha enormi margini di miglioramento.

Serviranno anni e generazioni di veicoli affinché la soluzioni possa essere proposta in termini industriali anche su modelli di piccole e medie dimensioni, permettendo così una diffusione di massa. Una parabola che riprenderebbe la diffusione dell’auto ibrida, oggi tra le principali soluzioni di mobilità su strada. O almeno secondo le previsioni di Toyota.