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American Gods: Il momento della tempesta, recensione dell’atto finale dello scontro tra dèi


American Gods: Il momento della Tempesta
Genere
Fantasy
Autore
Neil Gaiman, P. Craig Russell, Scott Pilgrim
Editore
Mondadori
Collana
Oscar Ink

Il momento della tempesta è il terzo volume della collana Oscar Ink dedicato all’edizione a fumetti del capolavoro di Neil Gaiman, American Gods. Il romanzo di Gaiman, datato 2001, è divenuto presto un vero e proprio cult, grazie alla capacità dell’autore di dare una visione particolare al concetto stesso di fede, perno su cui ruota l’intera narrazione.

Portare l’immaginario di American Gods all’interno del mondo dei comics non era un compito semplice. Pur avendo trascorso gran parte della sua carriera nel mondo dei comics (basterebbe citare Sandman), Gaiman con il suo romanzo ha voluto spingersi in una direzione nuova. Confrontarsi con un tema delicato come quella della religione non è mai semplice, specie in una nazione come gli States, dove ancora oggi gran parte della popolazione vive la religiosità con un certo fanatismo.

Il momento della tempesta, l’ultimo capitolo del fumetto basato su American Gods

Gaiman, invece, sceglie di presentarci un rapporto col divino molto più terreno. Le antiche divinità, che sia al centro di pantheon noti o parte di culti animisti limitati, vengono presentati come entità oramai quasi dimenticate. L’incedere di culti più affermati, come il cristianesimo, o l’avanzata di idoli moderni, come la tecnologia, hanno portato gli antichi dèi ad uno scontro con questi nuovi culti, in una lotta che ha in palio la sopravvivenza delle divinità. A decidere l’esito di questa battaglia divina è la venerazione, quel trasporto degli umani verso questi esseri la cui potenza deriva dal trasporto con cui noi umani ci rivolgiamo a loro.

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American Gods, quindi, si presenta come un interessante rielaborazione del tema della fede, uno spunto narrativo che avrebbe aperto un filone narrativo che, in tempi recenti, ha portato alla creazione di altre serie a fumetti, come The Wicked + The Divine. L’opera di Gaiman, ironicamente, si è lanciata all’interno di uno dei ‘nuovi dèi’ canonizzato dal romanziere, la serialità televisiva (nel romanzo, Media), nello stesso momento in cui Dark Horse Comics dava vita alla versione a fumetti di American Gods, edita in Italia da Mondadori.

Pubblicata all’interno della collana Oscar Ink, American Gods è stata suddivisa in volumi, recentemente arrivata alla terza ed ultima uscita, Il momento della tempesta. Dopo Le ombre e Mike Ainsel, Il momento della tempesta porta il lettore al gran finale della narrazione di Gaiman. Soprattutto, questo terzo volume diventa l’occasione ideale per fare una valutazione sulla perfetta transmedialità dell’opera di Gaiman.

Al momento della creazione del romanzo, Gaiman vedeva questo contrasto con l’ottica della società americana dell’alba del nuovo millennio, in cui, ad esempio, nuove divinità come Media o Ragazzo Tecnologico erano ancora poco definite e per lo più legate ad un immaginario basilare, fatto più di aspettative che di concretezze. A quasi vent’anni dall’uscita di American Gods, i nuovi dèi sono ora una presenza costante, hanno, per assurdo, assorbito l’inventiva di Gaiman trasformandola in una serie televisiva, quasi una profezia auto-avverante.

O più semplicemente, una nuova prova che l’opera di Gaiman sia libera dai limiti del medium in cui si manifesta, muovendosi liberamente su più piani. Lo abbiamo visto con Coraline o Cacciatore di sogni, che hanno avuto diverse vite, tutte ugualmente riuscite.

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Se la serialità ha imposto una cera modernizzazione nel contenuto e nella presentazione di American Gods, diverso è stato il passaggio al mondo dei fumetti. Dove lo show di Fuller ha inserito nuove suggestioni tipiche della società americana e un certo ammodernamento nella figura di certi personaggi, P. Craig Russell, sceneggiatore dell’American Gods fumettistico, ha preferito mantenere quanto più possibile inalterato lo spirito originale dell’opera.

Intento lodevole, che richiede però uno sforzo maggiore nella gestione della trama. American Gods, nella sua forma letteraria, ha una natura fortemente dialogica, in cui gran parte dei dettagli e degli elementi chiave sono racchiusi in scambi veloci e spesso criptici tra i personaggi. Per condensare il tutto in una tavola, Russell aveva uno strumento incredibile: le didascalie.

Dal romanzo al fumetto

Trasformante in voce narrante, le didascalie divengono lo scalpello con cui Russell libera dal marmo della tavola la narrazione di Gaiman. Che sia racchiusa nel classico box o lasciata libera di muoversi nella vignetta, questa voce narrante è un’eco perfetta dell’ironia e della verve di Gaiman, mai abusata ma giocata al momento giusto, creando un ottimo dualismo con le immagini.

Scott Hampton ha il duro compito di trasformare American Gods in immagine. La scelta fatta è quella di un tono in cui il lettore possa percepire anche al primo impatto il tono onirico di alcuni passaggi della trama, cogliendo una sorta di dissonanza con il reale.

Se nel ritrarre la quotidianità Hampton cerca di rimanere su un piano realistico, in cui però a volte sfuggono prospettive eccessivamente forzate, è nell’enfatizzare l’aspetto etereo e magico che mostra il meglio di sé. In Il momento della tempesta, ad esempio, la realizzazione delle tavole della veglia di Odino, con Shadow legato a Yggdrasill, veicola al meglio il forte senso di tragedia e fatica del protagonista. Inquadrature, gabbia libera e cura dell’espressività dei personaggi coinvolti sono ottime, nella loro semplicità riescono a creare il necessario contesto emotivo per avvincere il lettore.

Un obiettivo raggiunto, come racconta lo stesso Hampton, grazie ad una fortunata coincidenza:

“All’epoca in cui ho cominciato a lavorare a questo progetto non avevo ancora letto American Gods. […] Per riuscire a mantenere il senso di freschezza della storia, ho letto il romanzo capitolo per capitolo, man mano che mi arrivavano le pagine con gli schizzi preparatori”

Espediente che ha consentito a Hampton di cogliere sempre la giusta cifra emotiva per realizzare tavole che dessero all’idea originale di Gaiman la giusta caratura.

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Con Il momento della tempesta, si chiude quindi la trasposizione a fumetti di American Gods. Come per i precedenti volumi, Mondadori ha curato con la consueta attenzione il volume, introducendo in chiusura una piccola sezione di extra in cui Hampton mostra il suo processo creativo, con uno sguardo molto interessante al ruolo delle reference per un disegnatore.

L’arrivo dell’ultimo capitolo di questa trilogia è il momento ideale per valutare di acquistare i tre volumi. Gli appassionati del Gaiman letterario troveranno una piacevole variazione sul tema, in cui sono rispettati gli aspetti essenziali della visione letteraria del 2001. Chi invece cerca una lettura diversa, con uno stile grafico sui generis, troverà nei tre volumi di American Gods una proposta appagante.

American Gods: Il momento della Tempesta

I nuovi e i vecchi dei si accordano per trovarsi nel centro dell’America per scambiare il corpo del decaduto capo degli antichi dei – e si lanciano nell’inevitabile guerra divina. Il capitolo finale della saga a fumetti bestseller.

Il romanzo di Neil Gaiman, vincitore dei premi Hugo, Bram Stoker, Locus, World Fantasy e Nebula e ispiratore della serie Amazon di grande successo, diventa un graphic novel!
Il volume raccoglie i nove episodi di American Gods: Il momento della tempesta.


Verdetto

Il momento della tempesta è il capitolo conclusivo della trilogia di volumi dedicati alla versione a fumetti di American Gods. L'opera di Gaiman viene rispettata, sia nella narrazione che con una visione artistica personale

Pro

- Fedeltà all'opera originale
- Ottima edizione da parte di Mondadori
- Conclusione ottima per la trilogia

Contro

- Alcune tavole non mantegono la qualità