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Cemetery Beach: la recensione della nuova follia di Warren Ellis


Cemetery Beach
Genere
Fantascienza
Formato
16,8 x 25,6
Autore
Warren Ellis, Jason Howard
Editore
saldaPress
Cemetery Beach di saldaPress propone una azione fantascientifica sfrenata con un personaggio emozionante, capace di evolversi e affrontare i propri demoni in una lunga fuga che sembra un viaggio di redenzione.

Il catalogo saldaPress sta per arricchirsi, dopo l’esilarante DIE!, DIE!, DIE! di Kirkman,  di un nuovo volume che farà la gioia degli appassionati di fantascienza: Cemetery Beach, firmato dal duo Warren Ellis e Jason Howard. All’interno dell’offerta di saldaPress il nome di Ellis è associato a due serie particolari, Injection e Trees (realizzato proprio con Howard), in cui la sua trattazione di temi fantascientifici si intreccia con altre tematiche (dal folklore alla critica sociale), contando su un arco narrativo ampio per sviluppare al meglio ogni aspetto.

Cemetery Beach è invece il classico one-shot, in cui tutto deve trovare un inizio ed una conclusione. Ellis decide di tornare ad una concezione della sci-fi che abbia il sapore dei racconti classici, aggiungendo un tocco di modernità nella scansione dei tempi, rapidi e privi di momenti di tranquillità.

Mondo che vai, follia che trovi

Michael Blackburn è un agente governativo di un non meglio precisato stato che viene inviato in una colonia umana stabilitasi un secolo prima in una sorta di universo parallelo. La missione di Blackburn è scoprire cosa è accaduto a questi fratelli dispersi, di cui non si sono più avute notizie, e riportare sulla Terra quanto appreso. L’incarico sembrerebbe semplice, non fosse che gli esuli non sono propriamente grandi fan della Terra e il trovarsi di fronte un terrestre diventa la miccia per far esplodere una guerra. Blackburn viene arrestato e trattato come una spia, considerato una minaccia per la sicurezza della colonia.

cemetery beach 2

Michael, però, non è certo il tipo che si arrende facilmente e in breve intraprende una disperata fuga da questo incubo, aiutato da una ribelle, che gli mostra il vero volto degli abitanti della colonia. Se l’idea di iniziare una nuova civiltà può essere stimolante e foriera di un certo ottimismo (tipica di una fantascienza ‘classica’ alla Asimov), Ellis si lascia influenzare dal cinismo e dal lato più ferale dell’animo umano.

Il nuovo mondo è retto da un governo dittatoriale, governato da una casta di burocrati e militari che utilizzano ogni mezzo per tenere saldamente in mano il potere. Un elefantiaco leader, trattato come un monarca, detiene il potere trincerandosi dietro un cerimoniale fatto di soprusi, in cui le fasce più basse della società sono considerate poco più di pezzi di ricambio per organi e manodopera da spremere per la produzione industriale.

L’arrivo di Blackburn e la sua disperata fuga verso la sua navetta, atterrata a Cemetery Beach, è quel granello di sabbia che potrebbe far inceppare questo ingranaggio opprimente. E come si può scappare da un posto del genere, se tra folli sparatorie e volteggi tra edifici fatiscenti?

Cemetery Beach, una fuga redentoria

Uno degli elementi base della narrativa di Ellis è prendere un contesto facilmente riconoscibile da parte del lettore, e utilizzarlo come biglietto d’ingresso all’interno di una storia che difficilmente si manterrà su terreni conosciuti. In Injection si parte dalla creazione di una situazione a là X-Files, per poi prendere diverse narrazioni nei vari volumi, per fare un esempio. Con Cemetery Beach, tutto inizia con una spia prigioniera, soggetta ad un interrogatorio, di cui, sostanzialmente, non sappiamo nulla.

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La bravura di Ellis consiste nel gettarci in media res nella sua storia, senza darci punti di riferimento, e svelarci con calma gli elementi che ci aiuteranno a comprendere questa sua nuova creazione. In Cemetery Beach non sono necessarie grandi spiegazione sul pregresso al nostro primo incontro con Blackburn, conosciuto come prigioniero soggetto ad un interrogatorio.

Nelle prime battute sembra una spia qualsiasi, lentamente ci viene svelato che arriva da un altro luogo, emergono dettagli su questa città dal passato misterioso che non verrà mail del tutto svelato e, quando sembra che arrivi la spiegazione, Ellis pesta sull’acceleratore e mette in moto Cemetery Beach. Per la storia non è importante sapere perché o come sia nata la colonia, ma conta la sua esistenza, che diventa il luogo in cui Blackburn è costretto ad affrontare i propri demoni.

Nella sua fuga, Blackburn ci viene lentamente svelato nella sua intimità tramite le osservazioni della sua compagna di fuga, che ne traccia un ritratto psicologico sofferto e inquietante. L’evoluzione di Balckburn è appassionante perché riesce a dipanarsi attraverso un racconto privo di tempi morti, in cui nuovi dettagli emergono mentre i personaggi procedono a razzo verso la loro destinazione, tra mutanti agguerriti e approfittatori di varia natura. L’uomo che sembra impegnato in una missione suicida per espiare i propri sensi di colpa sceglie di trovare un nuovo scopo, di provare a dare speranza anziché rassegnarsi ad una vita di fallimenti.

Creare un mondo in poche pagine

È stupefacente vedere come Ellis riesca a fare un ritratto della colonia netto e preciso, nonostante sia tutto condensato in un volume. L’ordine sociale, la divisione in caste e la suddivisione in cerchi della colonia vengono motivate in dialoghi spontanei e ben diluiti, inseriti tra scontri assurdamente coreografici e battute che per quanto spiritose non nascondo una vena cinica che ben caratterizza il protagonista.

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La sensazione è di trovarsi non solo in un altro mondo, ma in un altro tempo. Lo stile delle divise, il design di mezzi e edifici sembra ispirato al primo dopoguerra, con un tocco di post-industriale che sembra mostrare la tendenza di questa società a volersi mantenere rigida sulla propria origine, ma con qualche concessione ad una blanda evoluzione. Non è un caso che l’elemento di rottura della colonia, la giovane ribelle che accompagna Balckburn, sia un contrasto cromatico ed estetico con l’ambiente circostante.

La fortuna di Ellis è di aver creato Cemetery Beach con al fianco una vecchia conoscenza: Jason Howard. Howard interpreta al meglio la trama di Ellis, al punto che sembra esser il disegno il vero punto forte di Cemetery Beach. Lo stile di Howard non prevede un eccesso di dettagli e definizione, ma fa della semplicità stilistica e di un tocco di esagerazione la propria forza, conferendo a Cemetery Beach una interpretazione grafica vincente. Visione esaltata da una colorazione sporca e spenta, che sembra fare da eco alle cupe atmosfere della colonia e alle fragilità interiore di questo deprimente campionario di umanità. Scelta interessante, soprattutto quando diventa un perfetto contrasto cromatico alle numerose esplosioni e le copiose quantità di sangue, chiazze di colore vivido e vitale che scatenano l’adrenalina della storia.

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Nonostante i personaggi a volte sembrino quasi accennati, la loro vitalità è incredibile, si muovono tra le tavole con dinamicità, inarrestabile, capaci di saltare al volo da mezzi che esplodono sparando con mira infallibile mentre corrono su un cavo. Può sembrare esagerato, ma il ritmo della storia, i dialoghi e i disegni trovano una sinergia tale che danno a Cemetery Beach la solidità narrativa necessaria ad invogliarci a divorare il volume.

Conclusioni

saldaPress rinnova la fiducia a Ellis, nonostante Cemetery Beach sembri avere parecchio in comune con un’altra storia dell’autore, Shipwreck, sempre edita in Italia da saldaPress. Il punto di partenza è in effetti simile, un uomo isolato fuori dal proprio contesto, ma se in Shipwreck la storia prende una deriva più vicina all’horror, Cemetery Beach si mantiene saldamente sull’azione fantascientifica più sfrenata. Soprattutto, Michael Blackburn è un personaggio emozionante, capace di evolversi e affrontare i propri demoni in una lunga fuga che sembra un viaggio di redenzione.

Cemetery Beach

Nel 1920 un programma segreto ha lanciato una nave spaziale verso un pianeta appena scoperto. Con il passare del tempo, i dettagli della missione sono stati dimenticati. Un secolo dopo, un agente viene inviato su quel pianeta per verificare se qualcuno è sopravvissuto e riferire sullo stato delle cose. Ma, appena giunge a destinazione, viene catturato. E scoprirà che le cose non sono esattamente come ci si immagine sulla Terra!


Verdetto

Cemetery Beach è un one shot firmato da Warren Ellis in cui tutta l'espressività dell'autore trova piena vitalità. Situazione estreme, dinamismo e due personaggi incredibili sono gli ingredienti di una storia imperdibile

Pro

- Ellis in ottima forma
- Jason Howard realizza tavole stupefacenti
- Umorismo, adrenalina e emozioni

Contro

- Un secondo numero potrebbe ampliare questo affascinante universo