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Dopesick, in anteprima la recensione dei primi tre episodi

Dal 12 novembre in occasione del Disney Plus Day arriva sulla piattaforma di streaming i primi due episodi della nuova serie televisiva con Micheal Keaton: Dopesick – Dichiarazione di dipendenza. La miniserie composta da otto episodi è ispirata al libro bestseller del New York Times Dopesick: Dealers, Doctors and the Drug Company that Addicted America, scritto dalla giornalista e scrittrice di saggistica americana Beth Macy. La trama segue le vicende che hanno portato una sola compagnia a scatenare forse la peggiore tra le crisi farmaceutiche della storia degli Stati Uniti, portando così gli spettatori all’interno della lotta contro la dipendenza da oppioidi.

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Abbiamo avuto anche il piacere di vedere i primi tre episodi della miniserie. Ma perché è importante guardare Dopesick – Dichiarazione di dipendenza? Andiamo a scoprirlo assieme.

Dalla realtà, al libro, alla serie

Come vi abbiamo già accennato, Dopesick – Dichiarazione di dipendenza è una serie ispirata al libro di Beth Macy. Uscito nel 2018, il lavoro della giornalista cerca di risalire alle radici di un dramma nazionale che si è svolto nel corso di ben due decenni. L’abuso di sostanze oppiacee ha colpito qualsiasi substrato culturale, partendo dai laboratori e dai dipartimenti di marketing di Big Pharma, passando per gli ambulatori medici delle piccole cittadine di minatori e coltivatori, fino ad arrivare anche nei licei dei sobborghi benestanti e trasformando così giovani promettenti in numeri statistici sulla dipendenza da eroina.

Le ricerche per Dopesick, iniziate per aiutare una madre a trovare delle risposte alla morte del suo unico figlio, mettono in luce come questa crisi si sia protratta per così tanto tempo e come all’effettivo si sia radicata saldamente nella società americana, rivelando così una storia di avidità e bisogni. La giornalista punta in particolar modo a criticare il diffuso (e ormai normalizzato) metodo di cura del dolore che non prevede di eliminarne la causa, ma cerca solo di attenuare la sofferenza aumentando gli antidolorifici fino all’eccesso e alla dipendenza.

La serie cerca quindi di ricostruire gli avvenimenti seguendo la cronaca di Beth Macy nel suo libro, ma puntando ad un pubblico decisamente più ampio trasportando la storia al piccolo schermo. Come detto dalla stessa giornalista, il libro pur essendo un best seller, ha un metodo comunicativo diverso da quello di una serie televisiva. Questa trasposizione ha trovato tra i suoi sostenitori ed executive producer anche lo stesso Michael Keaton che al New York Times ha rivelato di voler essere parte di Dopesick perché suo nipote morì a causa della sua dipendenza dalle droghe.

Con l’obbiettivo quindi di ritenere Purdue Pharma (la società farmaceutica produttrice dell’OxyContin) responsabile di questa crisi sanitaria, Michael Keaton ha deciso di interpretare il Dr. Samuel Finnix, un medico direttamente coinvolto nella prescrizione del farmaco ad azione continuativa contenente Ossicodone. Sebbene quindi il personaggio di Keaton non sia tratto da una persona realmente esistita, si può dire che simboleggi tutti quei medici spinti dai rappresentati farmaceutici a prescrivere l’OxiContin ai propri pazienti.

I primi tre episodi in anteprima

Evitando come sempre di spoilerare qualsiasi evento di trama importante, i primi tre episodi della miniserie Dopesick – Dichiarazione di dipendenza scritti da Danny Strong, gettano le basi narrative per far capire al meglio ai propri spettatori la situazione, introducendo così i personaggi principali di questa storia.

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Michael Stuhlbarg (famoso per il suo ruolo nel film di Guadagnino Chiamami col tuo nome e per quello nella serie Boardwalk Empire – L’impero del crimine) interpreta Richard Sackler, figlio del presidente di Purdue Pharma. Sackler era a capo del settore ricerca e sviluppo e di quello del marketing. È stato una delle figure chiave della società responsabile della vendita dell’OxyContin, dato che nel 1995 riuscì a far approvare il farmaco dalla FDA, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici. Nonostante la natura di dipendenza degli oppiacei sia conosciuta da diverse decadi e non furono condotti studi riguardo la natura del farmaco, Richard Sackler sosteneva che l’OxyContin dava meno assuefazione rispetto agli altri antidolorifici.

Peter Sarsgaard (Lanterna Verde, I magnifici 7) e John Hoogenakker (Jack Ryan) interpretano rispettivamente Rick Mountcastle e Randy Ramseyer, i due procuratori federali che aprono un caso proprio sull’OxyContin. Assieme a loro anche l’agente della DEA Bridget Meyer (Rosario Dawson) viene a conoscenza di queste pillole presenti sul mercato nero e che cominciano a mietere le proprie vittime anche tra i più giovani.

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In questi primi episodi, oltre ai protagonisti, vengono snocciolate anche importanti informazioni su come la Purdue Pharma ha deciso di immettere il proprio farmaco sul mercato, puntando specificatamente ad alcune cittadine rurali di minatori. Lo sguardo che viene offerto nelle retrovie del marketing, mostra come i vari rappresentanti e venditori vengano istruiti per spingere i propri medici a vendere l’OxyContin al posto degli altri antidolorifici, facendo crescere così in modo allarmante i dipendenti da oppiacei.

E mentre alcuni iniziano a capire i potenziali rischi di questa nuova medicina sui singoli, l’agente Meyer si rende conto dell’impatto che questa droga sta avendo sulle comunità. Tuttavia, niente sembra importare o preoccupare Richard Sackler, i cui piani per il suo OxyContin si fanno sempre più ambiziosi fino ad estendersi persino in Europa.

L’importanza di Dopesick – Dichiarazione di dipendenza

Dopesick – Dichiarazione di dipendenza è una serie televisiva con una storia difficile da raccontare, ma il cast eccezionale che porta sul piccolo schermo questa vicenda di attualità, riesce bene nell’intento di informare ed intrattenere il pubblico. Probabilmente una delle serie più importanti dei nostri tempi dato il tema trattato, Dopesick fornisce uno sguardo profondo su una realtà sanitaria diversa da quella europea, ma che ci riguarda ugualmente da vicino, specialmente in questo momento storico.

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Nonostante l’Italia e l’Europa più in generale non siano state toccate da questa dilagante dipendenza dagli oppiacei tanto quando gli Stati Uniti, Dopesick – Dichiarazione di dipendenza è una serie fondamentale se si è interessati all’attualità. Indubbiamente è una serie più adatta alla parte di pubblico più adulto di Disney Plus, ma proprio per questo motivo è stata inserita nel catalogo Starz.

Se volete quindi scoprire le origini di una delle crisi farmaceutiche peggiori degli Stati Uniti, non vi resta altro che accedere a Disney Plus il 12 novembre e guardare la miniserie Dopesick – Dichiarazione di dipendenza.