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Dragonero Speciale – Cuore di Tenebra, recensione: paura nella giungla

Dragonero Speciale: Cuore di Tenebra
Genere
Fantasy
Formato
Bonellide
Autore
Luca Enoch, Alessando Pastrovicchio, Piky Hamilton, Fabrizio de Tommaso
Editore
Sergio Bonelli Editore
Collana
Dragonero

Dopo aver inflitto un duro colpo all’Impero con la missione a Tectûendàrt letta in Scacco alla Torre, Ian Aranill torna in azione dopo pochi giorni con il suo settimo speciale, Cuore di tenebra. Il formato tipico degli speciali bonelliani, con le sue 128 pagine a colori, è il luogo ideale per una storia dall’ampio respiro che ci riporta ad affrontare le conseguenze di quell’evento catastrofico noto come Guerra delle Regine Nere. In Dragonero – Il ribelle stiamo assistendo alle dirette conseguenze di questo sconvolgente evento, affrontando la dura lotta contro il potere di Leario.

Ma se la serie regolare di Dragonero si concentra sul nuovo ordine sociale imposto nell’Impero Erondariano, non vanno certo trascurati i postumi di questa mancata invasione in tutto il continente. L’obiettivo delle Regine Nere non era solo di abbattere il trono Erondariano, ma tornare a dominare sull’intero Erondar. Ragion per cui gli autori della serie hanno deciso di ampliare il proprio sguardo anche oltre i confini imperiali, in modo da offrire ai lettori una visione d’insieme che doni maggior realismo e profondità alla trama orizzontale della collana.

Cuore di Tenebra, viaggio al centro della foresta oscura

E per farlo, hanno deciso di rispondere ad una domanda che sicuramente qualche lettore si è fatto: che fine ha fatto l’isola volante delle Regine Nere? Dopo averla vista dominare cupamente su Valhendàrt, questa incredibile meraviglia era stata abbattuta durante la battaglia finale, sparendo dalle cronache delle avventure di Dragonero. Finalmente, con Cuore di Tenebra, possiamo scoprire cosa ne sia stato.

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In seguito alla sua rovinosa caduta, l’isola volante si è schiantata in una zona lontana dell’Impero, sotto gli occhi atterriti della popolazione. In breve, dal luogo dello schianto ha preso a diffondersi una foresta scura e pericolosa, la cui espansione ha fagocitato interi villaggi, costringendo interi villaggi alla fuga. Sono nate voci misteriose e inquietanti su strane creature che popolano questo luogo tenebroso in costante espansione, al punto che viene organizzato una spedizione per arrivare al centro di questa minacciosa selva.

Una missione che coinvolge Ian, Gmor, Sera, Myra e una squadra di tecnocrati, che a bordo di un vascello fluviale appositamente costruito devono compiere una discesa lungo un fiume che attraversa questo luogo da incubo. Lo scopo ufficiale è quello di raccogliere campioni di nuove specie e mappare questa landa inospitale, ma come spesso accade quando è coinvolto Ausofer, ci sono altre motivazioni che lentamente emergono.

Cuore di Tenebra, come racconta Luca Barbieri nella sua introduzione, è stato ispirato dall’omonimo racconto di Conrad, che aveva già ispirato, oltre al celebre Apocalypse Now di Coppola, anche altri fumetti di casa Bonelli, come un omonimo numero di Nathan Never. Enoch, naturalmente, ha preso spunto da questo capolavoro letterario per poi sviluppare una storia che mantiene un profondo legame con la continuity della serie, operazione che aveva già fatto in precendenza in un’altra sua celebre serie bonelliana, Lilith, che nel numero ‘Cuore di Tenebre‘, viveva un’avventura ispirata al capolavoro di Joseph Conrad.

La lotta della Ribellione ha necessità di sempre maggiori risorse e zone in cui nascondersi, e un posto come l’oscura foresta in cui si muovono i protagonisti dell’albo non può lasciarli indifferenti.  L’ambiente in cui Ian e compagni si muovono è visibilmente pericoloso, frutto di una mutazione che trova la propria origine della magia delle Regine Nere e amplificata da quello che si rivelerà presto esser il vero obiettivo della missione di Ian.

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Enoch non si limita a raccontare un viaggio ricco di pericoli e di insidie, ma rende questa foresta un protagonista vivo della sua trama. Giocando in modo intelligente sull’eccessiva sicurezza dei tecnocrati e dell’equipaggio, Enoch mette i protagonisti di Cuore di Tenebra in contatto con una natura selvaggia e ignota, che segue regole diverse da quelle note nella serie. L’unica a poter percepire qualcosa di anomalo in questo ambiente è Sera, che aiuta gli esploratori a comprendere la vera pericolosità di questa selva.

La natura si ribella

Cuore di Tenebra ha il sapore di un’avventura d’esplorazione, in cui Enoch intreccia diversi elementi narrativi che arricchiscono questa lunga storia a fumetti. La presenza di piante letali e creature inconsuete è perfettamente inserita nella trama, sia dal punto di vista del rimo della storia che come motivazione della missione segreta di Ian. Enoch trova una felice combinazione tra le diverse componenti di Cuore di Tenebra, dando ancora una volta risalto all’ingegnosità dei Tecnocrati.

Il vascello su cui i personaggi affrontano questo viaggio, infatti, è una delle creazioni della gilda tecnocrate. Ispirato alle ironclad tipiche della Guerra di Secessione, questa nave sfoggia marchigegni e attrezzature che rendono il viaggio possibile, potendo rimuovere gli ostacoli presentati dalla foresta. Scelta interessante, che consente di mette in contrapposizione l’ingegno tecnocrate con l’ostinata e letale vitalità della foresta.

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Come spesso accade in Dragonero, il finale della storia si apre un dilemma morale, che specialmente negli ultimi tempi è diventato uno dei tratti fondamentali della serie. L’origine e l’esistenza stessa della foresta sono legati ad un segreto che per parte della storia di Cuore di Tenebra è noto solo a Ian, una consapevolezza che lo porterà a dover fare una scelta, di cui un futuro potremmo nuovamente sentire parlare.

L’esistenza di questa foresta potrebbe divenire, infatti, una costante all’interno della continuità di Dragonero. Nella serie regolare stiamo assistendo ad una maggior definizione del nuovo Erondar, in cui fanno comparsa nuovi equilibri e nuovi attori. Come visto recentemente, ambientazioni note e care ai lettori sono oramai un ricordo, e l’introduzione di nuovi luoghi in cui far avventurare i protagonisti è il modo migliore per dare un costante dinamismo alla serie.

A dare vita a Cuore di Tenebra ci pensano Alessandro Pastrovicchio e Piky Hamilton.

Pastrovicchio, oltre a lavorare bene sulla caratterizzazione dei personaggi, si dimostra un ottimo interprete dell’ambiente selvaggio in cui è ambientata Cuore di Tenebra. La foresta è ritratta con la giusta atmosfera di pericolo e avversità, sia nelle visioni più ampie che nel dettaglio con cui sono realizzate le creature che la popolano. A questo, si unisce anche una buona visione dell’aspetto tecnologico della storia, dove Pastrovicchio dimostra una padronanza di meccanismi e ingranaggi davvero encomiabile.

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Piky Hamilton pone il tocco finale con una colorazione intensa, capace di interpretare al meglio i diversi momenti della storia. Felice l’intuizione di una colorazione seppia, con qualche slancio cromatico, per i flashback, ma è nel dare colore alla foresta e ai suoi mille scorci che la Hamilton si distingue, valorizzando l’oscurità della fitta boscaglia e delle sue forme di vita con tonalità azzeccate e suggestive. Ottimo anche il lavoro nelle scene interne al vascello, in cui la Hamilton riesce a cogliere sfumature e colorazioni che trasmettono il senso di calore e lo stridore dei macchinari tecnocrati.

Completa l’opera la copertina di Fabrizio De Tommaso, che dalle atmosfere cupe ed urbane di Morgan Lost, passa al mondo dell’Erondar. Con la sua solita, impeccabile sensibilità, De Tommaso realizza una copertina muscolare e sofferta, in cui traspare l’anima della storia.

Completano l’opera l’introduzione di Luca Barbieri e il lettering di Marina Sanfelice. Conclusa la lettura di Cuore di Tenebra, la prossima avventura di Dragonero – Il Ribelle è per l’11 agosto, con Il Dormiente.

Dall’ombra insorgiamo, nell’ombra colpiamo.

Dragonero Speciale: Cuore di Tenebra

Il regno di Lehorian è ricoperto da una selvaggia e intricata foresta, cresciuta dopo la caduta dell’isola volante delle Regine Nere; della sua capitale, Nedvian, si sono perse le notizie. Una strana imbarcazione tecnocrate, un mezzo anfibio mosso dal vapore, risale il fiume che conduce verso la città: a bordo ci sono Ian, Gmor, Sera e Myrva. La loro missione, di cruciale importanza per la ribellione, li conduce in un mondo sconosciuto e terribile, dove nuove specie intelligenti reclamano la foresta come proprio inviolabile regno!

Verdetto

Pro

- Storia avventurosa
- Disegni appassionanti
- Colori spettacolari

Contro