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È morto Diego Armando Maradona, el pibe de oro

È rimbalzata pochi minuti fa la notizia direttamente dall’Argentina: Diego Armando Maradona è morto, oggi 25 novembre, all’età di 60 a causa di un arresto cardiocircolatorio. Almeno questo è quanto riporta il quotidiano argentino Clarin.

Diego Armando Maradona, 60 anni lo scorso 30 ottobre, si trovava nella sua casa del barrio San Andres, a Buenos Aires quando è stato colto da malore, vani sarebbero stati gli interventi dei sanitari per rianimarlo. All’inizio di novembre era stato operato per la rimozione di un ematoma subdurale al cervello. L’intervento, secondo le informazioni diffuse dai medici, era stato eseguito senza complicazioni.

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Diego Armando Maradona era nato a Lanús il 30 ottobre del 1960 ha militato nell’Argentinos Juniors, nel Boca Juniors, nel Barcellona, nel Napoli, nel Siviglia e nel Newell’s Old Boys. Con la nazionale argentina ha partecipato a ben quattro Mondiali (1982, 1986, 1990 e 1994), vincendo da protagonista il torneo del 1986; i 91 incontri disputati e le 34 reti realizzate in nazionale costituirono due record, successivamente battuti. Contro l’Inghilterra ai quarti di finale di Messico 1986 segnò una rete considerata il gol del secolo, tre minuti dopo aver segnato un gol con la mano (noto come Mano de Dios), altro episodio per cui è spesso ricordato.

Maradona è stata tra le figure più controverse della storia del calcio per la sua personalità eccentrica dentro e fuori il campo, fu sospeso due volte dal calcio giocato per differenti motivi: una volta per uso di cocaina nel 1991 e un’altra volta per positività ai test antidoping, al mondiale degli Stati Uniti 1994 (per uso di efedrina, sostanza non legale spesso usata per perdere peso).

Tanto in Argentina quanto a Napoli, el pibe de oro è un vero e proprio eroe. Anche dopo aver ottenuto fama e danaro, Maradona non dimenticò mai le sue umili origini mantenendo modi molto “popolari”. A questo si aggiunse il suo schierarsi contro i “poteri forti”: in particolar modo con i napoletani che lo videro come un rappresentante degli “oppressi” del Sud Italia che lottava contro lo “strapotere” delle squadre del Nord. Numerose furono anche le “battaglie” combattute contro i “poteri forti” come la FIFA (e il suo presidente Havelange), e la AFA presieduta da Grondona.

A Rosario, in Argentina, i suoi tifosi fondarono nel 1998 la Iglesia Maradoniana (Chiesa di Maradona), dove il calendario si calcola contando gli anni dalla sua nascita: il suo quarantatreesimo compleanno, nel 2003, rappresentò l’inizio dell’anno 43 d.D. – después de Diego (dopo Diego). Se alla sua nascita la chiesa contava 200 membri, i fedeli raccolti anche tramite il sito ufficiale raggiunsero gli 80.000, tra cui alcuni giocatori famosi come Michael Owen, Ronaldinho e Juan Román Riquelme.