Libri e Fumetti

Monstress: una gemma brillante e affilata tra i fumetti fantasy

Monstress: scontri e guerre devastanti tra razze diverse, poteri magici e mostruose divinità antiche, la lotta per la sopravvivenza contro il nemico alle porte e quello presente nel proprio corpo. Una graphic novel fantasy che reca con sè questo e molto altro tra magia, steampunk, horror, elementi orientali e creature antropomorfe. Il tutto, in un’ambientazione in grado di trasportare il lettore in luoghi di sogno e d’incubo appartenenti ad epoche fantastiche, realizzata da Marjorie Liu e Sana Takeda con la grazia di illustrazioni che sembrano intarsi d’oro unite alla brutalità di una narrazione che non lesina in sanguinosi scontri e infidi inganni.

Monstress

Una breve panoramica su Monstress

Vincitrici di diversi premi tra il 2017 e il 2018 (il British Fantasy Award, il Premio Hugo e l’Eisner Award), le due autrici si sono viste riconoscere il merito di una graphic novel rivelazione che tuttavia ha confermato il valore di Marjorie Liu e Sana Takeda. La prima è infatti autrice di ben diciassette romanzi bestseller, con un’esperienza assodata tra le pagine di X-23, Black Widow, Dark Wolverine e Astonishing X-Men; la seconda è invece un’illustratrice giapponese che si è fatta un nome lavorando dapprima come designer 3D presso SEGA, poi come artista freelance che ha realizzato illustrazioni per X-23 e Ms. Marvel. Monstress non ha solo raccolto premi e riconoscimenti, ma è stato lodato persino da Neil Gaiman. Lo scrittore ha infatti descritto il fumetto con queste parole:

Marjorie Liu e Sana Takeda fondono tradizioni e stili narrativi del fumetto orientale e di quello occidentale in una creazione del tutto inedita e sorprendente, dando vita a uno splendido racconto di magia e paura, crudeltà e sottomissione, che rivela cosa sia la natura umana e quali mostri alberghino in tutti noi. E poi ci sono i gatti, alcuni fra i più belli mai visti in un fumetto. Un gioiello.

Monstress è stato pubblicato negli Stati Uniti da Image Comics a partire dal 2015, mentre in Italia è arrivato a noi attraverso l’etichetta Oscar Ink di Mondadori; le uscite sono giunte attualmente al terzo volume cartonato, con un quarto tomo in arrivo prossimamente. Scopriamo insieme di cosa parla questo fumetto fantasy di cui tuttavia sarebbe sbagliato fornire un’etichetta specifica, dal momento che tocca con maestria generi diversi ed evoca atmosfere tanto variegate quanto magiche e terribili.

Il mostro dentro

Il Mondo Conosciuto è lacerato dalla difficile e spesso sanguinosa convivenza tra le diverse razze che lo popolano: gli Umani, gli Antichi (creature dalle sembianze antropomorfe dotate di poteri magici e del dono dell’immortalità) e gli Arcanici, ibridi tra Umani e Antichi che talvolta possono presentare tratti perlopiù umani o caratteristiche fisiche del patrimonio genetico animale (code, tentacoli, ali e così via). Tra questi, vivono anche i Gatti, la razza più antica del Mondo Conosciuto, discendenti addirittura dalla stessa dea Ubasti, mentre in alcuni luoghi aleggiano ancora gli “spettri” degli Antichi Dei, entità terribili e potenti che sono state relegate in altri piani dell’esistenza e di cui resta un’inquietante traccia, temuti e venerati dagli Arcanici, sebbene sembri che uno di essi si celi ancora da qualche parte nel mondo, in attesa di risvegliarsi.

Monstress

Tra intolleranze razziali, sete di conquiste territoriali e poteri misteriosi e spaventosi, la guerra segna il Mondo Conosciuto di Monstress, e le sue conseguenze vengono subite soprattutto dagli Arcanici a causa delle Cumaea: streghe umane dotate di alcuni poteri magici riunite all’interno di una sorta di ordine religioso, che utilizzano la loro sapienza per accumulare enormi quantità di lilium, una sostanza che viene estratta dalle osse degli Arcanici, vittime così di esperimenti, torture e sofferenze.

In questo contesto si muove Maika Halfwolf, una giovane arcanica reduce da una guerra che l’ha resa testimone e vittima di brutali atrocità e che l’ha lasciata priva del braccio sinistro. Sebbene agli altri possa sembra una comune arcanica a cui mettere un collare da schiava, la protagonista di questa storia cela al suo interno un potere sopito: una creatura mostruosa dagli innumerevoli tentacoli e centinaia di occhi che si manifesta attraverso il moncherino della ragazza, seminando morte a causa della sua insaziabile fame di vite umane. Maika mette così in gioco la sua stessa vita per scoprire la verità sul mostro che si nasconde nel suo corpo e sul suo passato frammentato e oscuro.

Insieme a Kippa, una piccola arcanica dalla coda e le orecchie da volpe, e Ren Mormorian, un gatto “nekomancer” dotato di due code e in grado di usare la magia, Maika Halfwolf affronterà i pericoli di un mondo ingannevole e letale che cela non solo orribili misteri legati alla sorte delle forme di vita che lo popolano, ma anche al retaggio di Maika, ai suoi antenati e a ciò che dimora nel suo corpo e nei suoi incubi.

Una gemma affilata

Le due autrici di Monstress sono state in grado di creare una graphic novel caratterizzata da una trama che sa essere talvolta spietata e crudele, oltre che tortuosa e articolata in una narrazione che si intreccia in misteriose e affascinanti volute, le quali possono disorientare di primo acchitto chi si avvicina a Monstress, ma che riescono ad avvolgere il lettore e trasportarlo gradualmente tra i segreti celati nel passato di Maika e del Mondo Conosciuto.

Tuttavia all’interno della trama, affilata come un coltello, fitta di flashback e sogni rievocatori di un passato sepolto che a poco a poco si incastrano a comporre un quadro inquietante, viene dato spazio anche a momenti esplicativi degli elementi più enigmatici per il lettore presentati con un tocco di “leggerezza” dal dotto Professor Tam Tam, un erudito gatto con quattro code che tiene le sue lezioni a dei piccoli micetti sulla storia delle terre che compongono la mappa del Mondo Conosciuto; le razze che lo abitano e i loro difficili rapporti; le ostilità, le guerre e le contraddizioni che segnano l’universo narrato in Monstress.

Monstress

A questa gemma spietata nata dalla penna dell’autrice Marjorie Liu, si unisce la grazia delle eleganti illustrazioni di Sana Takeda, pregne di dettagli e sfumature che rievocano atmosfere arcane e misteriose, dal tratto orientaleggiante come alcuni degli elementi predominanti nelle ambientazioni o nel vestiario dei personaggi; i disegni sono ricchi di particolari e curati, dipinti digitalmente a ricreare le sfumature donate dagli acquerelli, con tavole che rievocano talvolta degli intricati arazzi intessuti di fili d’oro, anche se qualcuno potrebbe avere anche un vago ricordo di illustrazioni art nouveau, seppur dal carattere dark e steampunk. Le tavole di Takeda, infatti, raramente sono luminose e “vivaci”, ed è evidente come vengano predilette ambientazioni tenebrose dalle varietà cromatiche che spaziano tra i notturni blu, verde scuro e ardesia, i misteriosi ed eleganti ocra e oro, i colori terrosi del deserto e della sabbia, ma anche il sontuoso oltre che sanguinoso porpora.

Monstress

Monstress non si risparmia, infatti, nella raffigurazione di scene violente e splatter in cui il sangue viene sparso senza alcuna pietà, con diletto e distacco o con la forza di un primordiale istinto di sopravvivenza; ad uno stile raffinato ed elegante che tratteggia un mondo di fantasia e di magico mistero, si mescola così la brutalità di temi reali e impietosi, come la violenza e la disumanità che solo una guerra può condurre (esemplari i ricordi di Maika sulla fame patita da lei e i suoi compagni di sventura); i sotterfugi, gli inganni e l’amoralità di cui gli uomini – e in questo caso anche le altre razze viventi – sono disposti a servirsi pur di ottenere dei vantaggi; il razzismo e l’intolleranza, la paura del “diverso” e l’aggressione verso di esso; gli aspetti più crudi dell’animo umano, che trovano il loro culmine nella figura di un mostro che alberga nel corpo di una persona, metafora così delle mostruosità insite nella stessa natura umana.

E tuttavia c’è anche dell’altro.

Girl power, gatti e commistioni di generi letterari

Fin dai primi capitoli di Monstress è chiaro come il potere del mondo narrato da Liu e Takeda sia detenuto principalmente dalle donne. Dalle crudeli streghe della Cumaea ai componenti di eserciti ed equipaggi, fino alle regine che governano le razze del Mondo Conosciuto, ci troviamo di fronte ad un’ambientazione che si basa su fondamenti matriarcali e assegna alle figure femminili ruoli predominanti e di potere.

È una femminilità dura e segnata da un vissuto tormentato, quella che traspare in ogni pagina di Monstress, e tuttavia collabora a rendere questa graphic novel ancor più raffinata e se possibile magica e ammaliante; belle e dalle forme sinuose, con abiti sensuali e ricchi di intarsi, o corpulente e minacciose, segnate dalle cicatrici o vestite di austere uniformi, le donne di questo mondo sono portatrici di magia, forza bruta o sapienza antica, muovono guerra o stabiliscono la pace ed è tra esse che si muove Maika, la protagonista della storia, dimostrandosi addirittura spesso più dura e spietata delle altre con la sua costante espressione corrucciata e il suo atteggiamento instransigente.

Monstress

La forza di Monstress risiede così anche nel presentare senza paura tematiche LGBT e nel dare ruoli autorevoli e predominanti alle figure femminili che talvolta, specie nel mondo fumettistico, sono invece surclassate dalla presenza schiacciante di personaggi maschili che trasudano “machosità” da tutti i pori.

Persino i Gatti, gli abitanti più antichi di questo mondo, non sono raffigurati solo come soffici e teneri animaletti domestici, ma quanto piuttosto come depositari di un sapere millenario e abilità letali; la loro natura li rende adatti ad incarichi furtivi, ma essi sono in grado di padroneggiare anche la magia, configurandosi così come creature pericolose nonostante l’aspetto. È innegabile infatti che, nonostante tutto, restino pur sempre dei gatti e che risultino graziosi anche quando coperti di cicatrici o da un pelo arruffato.

Monstress

Marjorie Liu e Sana Takeda, inoltre, hanno dato vita ad un universo in cui i diversi elementi, così variegati eppure legati con maestria e armonia, non avrebbero potuto convivere senza toccare generi differenti della letteratura e della cultura pop. Monstress è infatti una graphic novel fantasy, che tuttavia amalgama al suo interno scene horror e raccapriccianti, macchinari e apparecchi appartenenti all’immaginario steampunk, atmosfere dark ed elementi tipici dei fumetti nipponici (basti pensare a quanto sia kawaii la piccola Kippa). Non teme di muoversi tra le bellezze antiche delle ambientazioni orientali, ma anche tra le misteriose e dorate architetture egizie presenti soprattutto nei ricordi di Maika, toccando talvolta anche gli scenari da sogno di foreste e città fantastiche che rievocano i luoghi della migliore tradizione fantasy.

Monstress

Monstress fa proprie anche le figure dei kaiju, gli enormi mostri tipici della cultura giapponese, raffiguranti in questo caso gli Antichi Dei come immense creature che dominano il paesaggio con la loro presenza incombente e spaventosa, mentre la stessa entità che dimora in Maika, il monstrum, può essere considerato alla stregua di una creatura lovecraftiana, con la sua massa quasi informe composta da tentacoli e occhi e il mistero che vi aleggia intorno, rendendo quasi inimmaginabile il potere di cui è portatore.

Insomma, la graphic novel di Liu e Takeda può essere considerata a buon diritto una rivelazione del mondo fumettistico, con la sua armoniosa commistione di generi, il contrasto tra illustrazioni dettagliate ed eleganti ed una narrazione che sa esplorare gli aspetti più bassi della natura umana, il ruolo di potere che assegna alle figure femminili portandole in risalto in un mercato dominato talvolta dalla mascolinità di eroi possenti. E poi, come dice Neil Gaiman, ci sono i gatti.

Il primo volume di Monstress edito da Oscar Ink: se non volete perdere questa gemma dei fumetti, potete cliccare su questo link.