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Once & Future, Volume 1 recensione: lunga vita al re


Once & Future Volume Uno
Genere
romanzo a fumetti
Formato
Copertina flessibile
Autore
Kieron Gillen
Editore
Edizioni BD
Collana
BD Comics

Si dice che tornerà nell’ora più brutta dell’Inghilterra. Questa sarebbe la profezia alla base dell’intera storia che si legge nel primo volume di una serie di fumetti a metà tra la fantascienza e la graffiante, fredda ironia anglosassone. Quale potrebbe essere però, questa cosiddetta “ora più brutta”? Ad oggi, la Brexit non è più un tema caldo, la pandemia sta allentando la presa, la famiglia reale vive il solito trantran, con qualche scaramuccia di Harry e Megan, certo, ma Queenie ne ha sicuramente passate di peggio, nei suoi 94 anni di vita.

Non ci resta che trovare le risposte leggendo il volume uno di Once & Future, scritto dalla vivace e freschissima penna di Kieron Gillen, coadiuvata dai disegni di Dan Mora e dai colori di Tamra Bonvillain, un trio in grado di dare vita a una potente alchimia. Il sottotitolo di questa prima parte recita Il re è nonmorto e lascia presagire presenze dall’aldilà sin dalla copertina, pronte a (ri)popolare la Terra. Siete pronti anche voi a immergervi in questa lettura?

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Chi muore, si rivede

Gran Bretagna, giorni nostri. Viaggiando attraverso alcune città anglosassoni, con destinazione finale Bath, facciamo la conoscenza di uno studioso, Duncan McGuire, tanto carino quanto impacciato con le donne. Lo scopriamo durante il suo appuntamento romantico con Rose, anch’essa studiosa di Storia; dopo averle rovesciato addosso un bicchiere di vino, il ragazzo viene salvato da una chiamata dall’ospizio dove si trova Bridgette, la nonna di Duncan.

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Quest’ultima si rivela essere la vera protagonista, almeno nella fazione dei “buoni”; colei che, nonostante l’età avanzata, è decisamente lucida e sa bene quale sia l’obiettivo della missione che deve portare a termine, grazie soprattutto alla sua partecipazione più che attiva.

La storia si suddivide così tra la realtà britannica e il cosiddetto Oltremondo, dove le creature del passato, e non solo, tornano in vita, tra cui proprio”quell’Arthur”, come direbbe l’arzilla vecchietta che brandisce pistole come se fosse un mattarello per impastare torte. La nonnina infatti estrae letteralmente l’artiglieria pesante, dopo essere scappata dall’ospizio, per affrontare mostri incredibili. Porcaccia.

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Chi è allora “quell’Arthur”? Parliamo proprio di re Artù, le cui spoglie vengono riesumate e le sue ossa vengono ricomposte dopo che un gruppo di fanatici ha rubato il fodero della sua spada e lo ha posto sul suo corpo per richiamarlo a questo mondo.

In realtà, come anticipato, si tratta appunto di una sorta di mondo parallelo, in grado di interagire con il nostro, dove Artù non desidera altro che il sangue degli “invasori”, riesce a esprimersi in lingua inglese corrente e, come prima cosa, desidera riformare anche il gruppo di cavalieri della tavola rotonda.

Una famiglia “reale”

Ma di quale spada si tratta? La storia viene chiaramente ripresa in modo accurato e senza tralasciare alcun dettaglio; infatti, l’arma di cui parliamo non è Excalibur, in quanto, secondo la leggenda, gli era semplicemente stata prestata dalla Dama del Lago. La celeberrima lama infatti finirà nelle mani di un “puro di cuore”, a seguito di un plot twist piuttosto imprevedibile.

Tra gli scagnozzi del re, che cercano di ricostruire la Tavola Rotonda, spunta anche una certa Elaine, una donna che si è venduta al re, ma che rimane biologicamente legata ai nostri eroi, in particolare a Duncan.

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Costui è davvero impacciato con le ragazze, e non se la cava molto meglio con i mostri, almeno all’inizio. Esatto, perché entro il primo capitolo, avremo già fatto la conoscenza di alcune presenze piuttosto improbabili, quanto inattese. Il ragazzo, come se non bastasse, ha vissuto sempre e solo con la nonna, dopo che la sua famiglia ha vissuto vicende rimaste avvolte nel mistero.

1988, l’anno in cui cambiò tutto. Bridgette pensava di poter appendere le armi al chiodo dopo aver fatto fuori anche quello che pensava fosse l’ultimo goblin, ma così non è stato. Suo marito venne dato per morto, ma così non era. Si rivela essere ancora in vita, e soprattutto legato a doppio filo con le vicende della resurrezione di Artù. E anche Duncan lo è, eccome se lo è. Un indizio? Il suo secondo nome è Percy…

– Nonna, tutto…questo! Tu sapevi dell’esistenza del sovrannaturale, tu…hai sempre detto che erano baggianate!

– […] Un sacco di cose reali sono baggianate, amore di nonna. Quasi tutte, anzi. L’importante è capire ciò che questa particolare baggianata significa.

Un fumetto di tutto rispetto

Da un punto di vista linguistico, tutto viene perfettamente tradotto in italiano, nessuna traduzione o adattamento risulta stridente o poco naturale, nel rispetto di un mantenimento piuttosto conservatore del senso della versione originale del fumetto.

Sempre sulla linea di un perfetto stile fumettistico, non mancano le onomatopee, di cui non si fa uso smodato, ma decisamente collocate al punto giusto dei dialoghi e al momento giusto della narrazione. Non solo dialoghi, ma anche silenzi.

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Spazio al disegno ordunque, tavole a molteplici riquadri, o in un’unica illustrazione, che riempie magistralmente una pagina intera. Il tutto, in uno stile davvero impeccabile e dalla cura evidente che è stata riposta nel lavoro svolto dagli illustratori, dando alle stampe oltre cento pagine di disegni patinati e di alta qualità.

In particolare, le scene d’azione e quelle svoltesi in luoghi misteriosi e quasi onirici, vengono realizzate in una decisa chiave fantasy, ma che non crea alcuna scollatura con il resto delle illustrazioni.

Siete ghiotti di arte e disegno? Subito accontentati: l’ultima parte del volume, subito dopo la conclusione, è dedicata a una cover gallery di circa dieci variant cover e ristampe di disegni a pagina intera, dove l’apoteosi della bellezza artistica e dell’estetica trova finalmente il suo spazio, in un assolo di colori e disegni.

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Il paradiso è praticamente a portata di mano, per i nostri occhi, ma che dire della trama? Se la resa tecnica della narrazione è davvero ottima, ci ha lasciato abbastanza insoddisfatti la storia.

Non perché i riferimenti storici siano risultati inesatti, ma perché ci sono alcuni buchi nella trama e in diversi casi, la risoluzione degli eventi avviene in modo decisamente accelerato, senza nemmeno lasciarci il tempo di capire cosa stia succedendo.

– Hai presente James Bond? Tu sei l’uomo che gli affida le missioni.

– M, sarei M? Sul serio? Ok. M è una lei, ora.

– Oh, davvero? Bene. Un progresso.

Once & Future Volume 1 è davvero il preludio a qualcosa di grande e significativo, una collana che ci auguriamo essere sempre più soddisfacente e che ci ha lasciato sicuramente affamati di sapere subito, adesso, come prosegue la storia, tra miti, leggende e realtà.

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Notiamo soprattutto una serie di sorprese inaspettate, i legami famigliari con un antico passato, dando ad intendere dettagli in una sorta di “vedo e non vedo” narrativo, attraverso un percorso di crescita dell’eroe che ha come protagonista proprio il nostro Duncan.

Non bisogna necessariamente essere degli storici o appassionati di letteratura inglese, per comprenderne la trama, anzi. Il fumetto è consigliato a chiunque apprezzi il pastiche dato da leggende tradizionali e dalla resa in moderna chiave fantasy, con un buon contorno di dramedy familiare.

Insomma, ce n’è per tutti i gusti, siamo sinceri. Soprattutto per i buongustai dell’illustrazione davvero esemplare, su questo non c’è dubbio. E abbiamo ancora fame.

Per gli amanti delle versioni originali e per gli anglisti (e anglofoni) suggeriamo l’acquisto del fumetto in lingua inglese, disponibile sia in formato copertina flessibile, sia in Kindle.

Once & Future Volume Uno


Il volume 1 di Once & Future è davvero stupefacente, riesce a conquistarci senza perdere alcun colpo, grazie alla narrazione dal ritmo sostenuto e dalle illustrazioni colorate e davvero ben realizzate sulla carta. Peccato per qualche buco narrativo e qualche dettaglio in più che avrebbe potuto migliorare la comprensione, ma in un fumetto tutto è perdonato, inchinandoci di fronte alla Corona Reale.

Pro

  • Trama coinvolgente..
  • Disegni favolosi
  • Dialoghi ben orchestrati, chiari e immediati
  • Un prodotto complessivamente ben riuscito e soddisfacente

Contro

  • ..ma con qualche salto di troppo