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Tanti auguri Braccio di Ferro! 90 anni di botte e spinaci!

Braccio di Ferro compie oggi 90, tra scazzottate, spinaci e una fidanzata sempre in pericolo!

90 anni e non sentirli, e siamo certi che trattandosi di Braccio di Ferro quei 90 saranno davvero leggeri come piume, a patto di avere Olivia al proprio fianco e una scatola di spinaci in tasca, pronta da accartocciare all’occorrenza per recuperare le forze.

Ebbene sì, Popeye compie 90 anni, giusto un passetto indietro rispetto a Topolino che, come ricorderete, proprio lo scorso anno ha spento le 90 candeline. Ovviamente, c’è da dirlo, il successo del secondo ha nettamente surclassato il primo, nonostante Braccio di Ferro sia stato per buona parte della sua vita una star di primissimo piano, sempre pronto a gettarsi a capofitto nell’azione per la sua Olivia, alle calcagna del perfido Bluto.

Nato il 17 gennaio del 1929, Braccio di Ferro è frutto della penna e della fantasia del fumettista Elzie Crisler Segar, personaggio a dir poco seminale nella storia del fumetto americano, specie perché tra i partecipi della riscrittura del tipico canovaccio del racconto d’avventura a fumetti. Eclettico nel campo delle arti, Segar nasce in una famiglia umile ma non povera, in cui suo nonno aveva aperto una piccola compagnia di distribuzione dell’olio d’oliva. Un ricordo che per Segar doveva essere piuttosto piacevole, perché proprio alla memoria di suo nonno dedicò poi il personaggio di Olivia e Castor Oyl, quest’ultimo da non confondersi con il personaggio da noi noto come “Poldo” (J. Wllington Wimpy in lingua originale), e protagonista delle strisce comiche di Segar per circa un decennio, salvo poi essere praticamente archiviato come personaggio del tutto secondario.  Inequivocabilmente, i due personaggi di Olivia e Castor, come noterete, hanno assonanze con la questione dell’olio d’oliva, per la serie “strano ma vero”.

Famiglia Oil

Seguendo un corso per corrispondenza per affinare la sua tecnica di disegno, Segar comincia quindi a farsi notare nel campo, ottenendo consenso addirittura da Richard Felton Outcault che, in quanto padre di Yellow Kid (aka una delle strisce comiche più popolari del fumetto statunitense, convenzionalmente ritenuta la prima comic strip per antonomasia) godeva già all’epoca di grandissimi consensi. Outcault spinge il ragazzo verso la carriera da fumettista, e proprio grazie ad una raccomandazione di quest’ultimo Segar ottiene il suo primo lavoro nel 1916 sul The Chicago Herald. Grazie proprio alle pubblicazioni sull’Herald, viene infine notato dal magnate della stampa William Randolph Hearst, che trovando le strisce del giovane spassose e divertenti, gli chiede di lasciare Chicago per trasferirsi a New York, promettendogli lavoro su di una nuova striscia a fumetti sotto l’etichetta della sua King Features Syndicate, ovvero quella che è ancora oggi la più grande azienda di contenuti editoriali degli Stati Uniti.

La KFS, in sostanza, si occupava (e si occupa a tutt’oggi) di creare contenuti di intrattenimento per giornali e riviste, tra cruciverba, fumetti e column culturali, e nel 1919 la società lancia il suo contenitore di strips chiamato “The Thimble Theatre”, pubblicato sul The New York Journal. In buona sostanza una serie umoristica e avventurosa senza un vero protagonista, ma con un mucchio di personaggi ricorrenti tra cui Castor Oyl, un avventuriero che diventerà, poi, fratello della ben più celebre Olivia e l’intera famiglia Oyl, poi persasi del tutto in anni ed anni di storie.

Thimble Theatre

The Thimble Theatre va avanti così per ben 10 anni, e sono anni in cui Segar si afferma come talento del fumetto comico, tanto che, in pratica, The Thible Theatre diventa uno spazio a suo uso e consumo in cui si diverte a introdurre, sperimentare, cercare di rinnovarsi di continuo. Mentre era al lavoro su di una nuova storia di Castor, Segar pensa ad un personaggio che possa accompagnare l’avventuriero per mare, ad un marinaio dunque, immaginato seguendo un po’ quello che è lo stereotipo dell’uomo di porto che poi, paradossalmente, si incollerà addosso allo stesso Braccio di Ferro.

Burbero ma probabilmente di buon cuore, con una parlata sgangherata data da un accento lontano e non meglio identificabile, tatuato e muscoloso, ovviamente guercio in conseguenza a chissà quale disavventura, sbrigativo nei modi ma non per questo rozzo. Nasce così Popeye, e doveva essere solo l’avventura di un attimo per il nuovo personaggio che esordisce attraverso la storia “La gallina fischione africana”.

braccio di ferro prima strip

Per l’autore doveva essere un comprimario, ma inspiegabilmente il pubblico lo ama subito e così potentemente da convincere l’autore e l’editore a farlo tornare, complice la possibilità di aumentare le vendite del quotidiano tanto da convincere la KFS ad archiviare il contenitore umoristico per dedicare le strisce al solo personaggio. Nasce quindi la striscia “Popeye”, in cui il personaggio viene meglio definito seppure sia di molto lontano da quello che è oggi l’ideale di Braccio di Ferro.

Il personaggio in questa fase, per dire, non ha a disposizione la proverbiale e magica scatola di spinaci con cui venir fuori dai guai, ed anche le scazzottate tipiche dei cartoni animati verranno molto dopo. Le storie di Segar sono complesse, sfaccettate, e prevedono un gran numero di personaggi che, pian piano, andranno ad ampliare il cast delle avventure di Braccio in un totale di circa 30 storie che, secondo il canovaccio dei quotidiani dell’epoca, si articolavano in strip che erano sì fatte e finite, ma che andavano in realtà ad incastrarsi in una trama orizzontale molto più ampia, in cui attraverso le pagine della domenica si offriva un quid in più.

Popeye

I lunghi archi narrativi si susseguono per ben 9 anni, ovvero sino alla morte di Segar che, ammalatosi di leucemia, morì troppo presto per assistere alla successiva e potente consacrazione del suo personaggio. La leucemia se lo portò via nel 1938, all’età di appena 43 anni.

Braccio di Ferro però non si ferma, e la sua eredità fu raccolta da diversi autori. Tom Sims, Ralph Stein, Doc Winner, con un passaggio progressivo da una utore all’altro si arriva al 1959 che Popeye è ormai una semplice striscia umoristica, come tante altre ne erano nate nel corso degli anni su spinta proprio di Braccio e compagni. Il personaggio ha perso la fascinazione per l’avventura, e le storie hanno conseguentemente perso la loro complessità. Una svolta arriverà però proprio nel ’59, quando il roundabout di autori porterà Bud Sagendorf a capo della striscia. Sagendorf, che già aveva lavorato come assistente proprio di Segar, si rende conto del calo che il personaggio ha subito e lo fa ritornare alle origini, infondendo nelle storie una nuova forza e una grande vitalità, tali da far tornare Popeye in cima alle preferenze dei lettori, e consacrando Sagendorf come unico erede dell’autore originale, tanto che il buon Bud resterà al timone per quasi trent’anni, traghettando il personaggio sino alla metà degli anni ’80, permettendo così a Braccio ed ai suoi amici di poter passare alle nuove generazioni di lettori e, soprattutto di spettatori.

Benché in America Braccio di Ferro sia ancora una strip di successo, nel resto del mondo il personaggio è infatti arrivato per mezzo dei cartoni animati, che a partire dal 1933 furono prodotti, rigorosamente in bianco e nero, sotto l’etichetta dei Fleischer Studios di Max e Dave Fleischer.

Fu grazie ai cartoni animati, per altro, che il personaggio acquisì una sua caratteristica fondamentale, poi trasposta anche nei fumetti, ovvero la passione per gli spinaci, dotati di così tanto ferro da permettergli di diventare forte in modo istantaneo. Ovviamente non era vero, gli spinaci sono infatti ricchi di vitamine più che di ferro, come poi studiarono alcuni intorno agli anni ’90, ma l’idea di una forza presa dalle verdure fece la fortuna dell’industria degli spinaci che grazie a Braccio di Ferro aumentò le sue vendita di oltre il 30% in pochissimo tempo, tanto che in due diverse città americane fu eretta (ed è ancora in piedi) una statua al personaggio.

I bambini si avvicinarono alle verdure, e Braccio di Ferro fu modificato anche sulle strisce a fumetti affinché la sua forza (fin dalle origini misteriosa e quasi “magica”) avesse una giustificazione concreta. Il resto, come si sul dire è storia, negli anni ’70 fu prodotta una nuova serie a cartoni animati sotto l’egida di Hanna & Barbera, e più tardi, nel 1980, fu messo in piedi la prima produzione cinematografica dedicata al personaggio in cui, magari lo saprete, fece il suo debutto l’attore Robin Williams, che ai suoi esordi fu uno sgambettante e danzante Braccio di Ferro, in una interpretazione non così nota, ma che già lo definì come straordinario talento della comicità caratteristica.

Il resto, come si suol dire, è storia e tra alti e bassi Braccio di Ferro è sopravvissuto sino ad oggi, di tanto in tanto per mezzo di un qualche nuovo progetto multimediale tra TV, videogame e quant’altro, altre volte semplicemente per mezzo della carta stampata che gli ha dato vita, fama e fortuna.

Braccio di Ferro arriva insomma a 90 anni con qualche acciacco, forse in modo meno disinvolto rispetto a Topolino, ma ancora pregno di quello spirito fanciullesco e avventuroso che gli era stato conferito in origine dal suo creatore. Mai archiviato in america, per i suoi 90 anni Popeye festeggerà nel nome di un passaggio di testimone, che cercherà di riavvicinare il pubblico più giovane alle sue avventure, cercando di mantenersi di molto vicino a quello stile originale, a volte un po’ impacciato, che gli permise di entrare nei cuori della laboriosa America dei working class heroes.

Di Braccio di Ferro, in particolare, abbiamo sempre amato la frase “Io sono quel che sono e questo è tutto quel che sono”, come a dire “prendetemi per quello che sono”, che Popeye non è mai stato un eroe particolarmente raffinato, né troppo sveglio, ma questo non gli ha mai impedito di fare del proprio meglio per sé stesso e per gli altri. Un eroe di tutti i giorni, che non smette di spendersi solo perché privo di superpoteri o di spinaci in scatola. L’uomo comune per eccellenza, che ottiene quel che ottiene con lo sforzo e il sacrificio, anticipando quindi di ben 40 anni l’idea del lavoratore del quotidiano visto come eroe, poi impostasi nell’immaginario collettivo grazie al brano che John Lennon scrisse e compose nel 1970: “Working Class Hero” per l’appunto.

E così Popeye continuerà la sua traversata per le generazioni, sperando sia ancora e sempre d’esempio per le giovani generazioni di sognatori. Ben inteso che la sua popolarità non sarà mai più quella di una volta, che il peso degli anni ormai si fa sentire, la speranza è che il personaggio continui ad essere preservato “nonostante” la sua ideologica semplicità. In tal senso non fa che piacere la notizia di ben due eventi in concomitanza dei 90 anni di Braccio di ferro: una nuova striscia a fumetti, chiamata Popeye’s Cartoon Club, ma soprattutto una nuova serie prodotta dalla stessa KFS, intitolata Popeye’s Island Adventures, ma stavolta dedicata ai bambini, in cui il personaggio verrà in parte svecchiato, ma senza grossi stravolgimenti dal punto di vista estetico.

Un aggiornamento che gli ha conferito uno sgargiante ciuffo biondo, che fa un po’ “crisi di mezza età”, ma che una volta tanto ci sentiamo di perdonare in onore di un affetto che non si è spento mai. Tanti auguri Braccio di Ferro! Altri 100 di questi anni e chissà quanti chili e chili di spinaci.

Purtroppo non sono molti i prodotti dedicati a Braccio di Ferro reperibili al di fuori del mercato secondario. Recuperare i fumetti può essere quindi molto ardimentoso, ma non temete! Potete sempre ripiegare sulle serie televisive originali comodamente raccolte in DVD!