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Usagi Yojimbo: l’incredibile ronin di Stan Sakai

Quando si immagina un guerriero temibile e imbattibile, capace di tenere testa a decine di avversari e di sconfiggere demoni e creature sovrannaturali, il nostro inconscio associa quasi immediatamente queste caratteristiche a figure possenti, che incarnino al meglio questi tratti. Nessuno penserebbe di conferire queste qualità a un coniglio, solitamente incarnazione di doti di tutt’altra natura. Eppure, a inizio anni ’80 Stan Sakai ebbe questo ardire, quando diede vita a Usagi Yojimbo, ronin giapponese a cui l’autore conferì l’aspetto antropomorfo di un coniglio. Una scelta curiosa, ma che nel corso degli anni si rivelò vincente, al punto da rendere Usagi-san uno dei personaggi più iconici degli anni ’80, grazie a una lunga serie di racconti a fumetti che ancora oggi appassiona milioni di lettori.

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L’ispirazione per la creazione di questo personaggio scaturisce dalle origini del suo autore. Come lascia presagire il suo cognome, Stan Sakai è un artista americano di origini nipponiche, che dopo un primo approccio al mondo di comics nel ruolo di letterista, ha scelto di omaggiare le tradizioni e la storia della propria terra natale con una serie a fumetti ambientate in uno dei periodo storici più particolari del Giappone, il periodo Edo. Interessante come scelta, considerato che è un’epoca in cui il Giappone è in transito da nazione frammentata a stato unito sotto la guida di un leader, lo Shogun, che deve districarsi tra intrighi e macchinazioni dei suoi vassalli, condizione precaria che si ripercuote sulla popolazione, che vive in stato di perenne sottomissione e subisce costanti abusi da parte di burocrati corrotti, criminali spietati e signorotti avidi. Una condizione tutt’altro che ideale, ma tipica di alcune delle ambientazioni delle grandi storie di samurai, raccontate da Kurosawa nei suoi chanbara o in manga divenuti cult come Lone Wolf and Cub.

Un nuovo eroe per una nuova epoca dei comics

Quando Usagi Yojimbo muove i primi passi, il mondo dei comics sta affrontando una rivoluzione. La prima metà degli anni ’80 rappresenta un periodo particolarmente intenso, il duopolio di Marvel Comics e DC Comics con i loro supereroi sembra essere al termine, o quantomeno messo in difficoltà dall’emergere di nuove dinamiche nel mondo del fumetto. Le limitazioni morali imposte dal Comics Code Authority vengono sempre più debellate, giovani autori stanno guidando una rivoluzione in termini di narrativa e racconto grafico.

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Stakai è parte di questa epoca di transazione, lavorando nel settore come letterista, assiste all’emergere di nuove dinamiche, soprattutto all’interno di case editrice minori, più portate alla sperimentazione. Epoca che porta alla nascita di un cult ancora oggi molto amato, le Teenage Mutant Ninja Turtles di Kevin Easterman e Peter Laid, il cui successo scatenò la nascita di una serie di pubblicazioni in bicromia che invase le edicole americane. Soprattutto, l’emergere di produzioni slegate ai due titani del settore consente di aggirare uno degli elementi più criticati del rapporto tra autori e casa editrice: il possesso dei diritti dei personaggi.

Come ben sanno gli autori Marvel della Silver Age, nessun creatore di personaggi è detentore dei diritti, ma tutto ciò che viene creato sotto l’egida della casa editrice (discorso che vale anche in realtà come DC Comics), rimane possesso della stessa. Condizione che ne limita lo sfruttamento anche in termini commerciali, che si traduce in un mancato introito da parte dei creatori in caso di successo del personaggio. Al momento della creazione del suo personaggio, Stakai rimane proprietario dei diritti del suo ronin, una felice decisione che, come vedremo più avanti, avrà un ruolo essenziale nella sua fama.

Un ronin da manuale

La genialità di Stakai è stata cogliere quelle che sono le peculiarità di una ricostruzione storica, specialmente dal punto di vista sociale, e renderle il fondamento di un comics avvincente e unico. La scintilla vitale di Usagi Yojimbo è stato un personaggio storico Miyamoto Musashi, celebre spadaccino e ronin, ricordato come l’autore del Libro dei Cinque Anelli (Go Rin no Sho), testo in cui sono riportate le lezioni di Musashi sul kenjutsu (l’arte della spada) e sulle arti marziali. La prima idea di Stakai era quella di raccontare la vita di Musashi, ma in seguito decise di modificare il suo approccio, immaginando un mondo differente, popolato da creatura antropomorfe. Scelta dovuta a una casualità, visto che durante un’elaborazione del concept del suo samurai, Stakai in un attimo di relax pasticciò un bozzetto dando al suo personaggio delle vistose orecchie da coniglio, legandole con un nodo da samurai. Il risultato fu sorprendente, che convinse Stakai a introdurre l’antropomorfia nel suo fumetto.

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Felice intuizione, che Sakai sviluppa in un modo personale, discostandosi da una visione allegorica dei difetti umani di stampo classico, preferendo affidarsi a una rappresentazione più libera, pur non disdegnando di associare personaggi odiosi ad animali pericolosi. Da semplice curiosità, questo tratto essenziale di Usagi Yojimbo diviene una sfida per Stakai, che deve comunque adattare una serie di particolarità anatomiche insolite, come il corno del ronin Gen, che diviene parte della trama in una delle storie più appassionanti di Usagi. Lo stesso nome del protagonista è un riferimento alla sua natura animale, dato che usagi in giapponese significa coniglio (joiymbo invece si può tradurre con guardia del corpo, incarico solitamente svolto dai ronin).

Inizialmente, Usagi era destinato a essere un comprimario di Nilson Grounthumper, fumetto episodico di Sakai realizzato per la rivista Albedo (pubblicato da Thoughts and Images), ma dopo una fugace apparizione il ronin ebbe l’occasione di ottenere una propria serie. Nel dare vita alla saga di Usagi, Sakai fu agevolato dall’avere lavorato come letterista sul celebre Groo the Wanderer di Sergio Aragonès, le cui intuizioni narrative furono un laboratorio per Sakai, tanto che in un episodio di Usagi Yojimbo viene espressamente ringraziato Aragonès per l’ispirazione.

Evoluzione di un personaggio atipico

Nel dare vita alla sua saga, Stakai non ha immediatamente concepito la sua opera come vincolata da una stringente continuity, ma ha preferito fissare alcuni punti fermi attorno a cui animare la vita di Usagi. Le prime avventure del coniglio ronin sono a tutti gli effetti degli stand alone, in cui il passato del personaggio è solamente accennato, preferendo contestualizzare l’ambiente in cui si muove. Il musha shuygō (il pellegrinaggio del guerriero) diviene la forza motrice delle storie di Usagi Yojimbo, un errare per il Giappone che ci consente di vivere, tramite la sensibilità di Stakai, imprese che siano un’incarnazione moderna e godibile dei chanbara.

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Stupisce, visto ambientazione e dinamiche narrative, che Usagi Yojimbo non sia un manga ma un vero e proprio comic. Nonostante spesso sia erroneamente presentato come un manga, infatti, l’opera di Stakai non ha alcuna caratteristica del concept fumettistico nipponico, ma si fonda sulla concezione americana. Le tavole di Stakai hanno una gabbia tradizionale, mancano l’abuso di linee cinetiche tipiche del manga e l’espressività dei volti personaggi manca di quella esagerazione tipica del genere giapponese.

Leggere Usagi Yojimbo vuol dire perdersi nella cura con cui Stakai ritrae aspetti tipici del Giappone feudale, dall’architettura all’abbigliamento, con una particolare attenzione all’aspetto sociale. I suoi personaggi sono spesso ritratti in pose e atteggiamenti che veicolano un sentore culturale preciso, cui l’autore applica una serie di espressioni che sembrano trarre ispirazione dalle stampe tradizionali giapponesi più che dall’iconografia manga. In ogni situazione, il vissuto emotivo di protagonisti e comprimari appare evidente, espressivo, con una sinergia tra volto e linguaggio del corpo. A stupire è la capacità di Stakai di sapere cogliere le sfumature violente delle vicende del ronin senza scendere nella spettacolarizzazione della morte e degli scontri, preservandone la purezza prevista dal bushido e affidando i decessi a semplici balloon che contengono l’ultimo respiro. Un delicato gioco di contrasti rispetto alla vis con cui viene ritratto Usagi quando lotta, ma che diventa un elemento fondamentale per Stakai quando si tratta di far emergere la natura ferina del ronin, specialmente in situazioni in cui la sua aderenza al bushido viene meno se rapportata a ingiustizie o quando è toccato nel proprio intimo.

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Una volontà espressiva libera che trova corrispondenza sul piano narrativo. Stakai, specialmente nelle prime storie di Usagi Yojimbo, non si limita a ritrarre la vita del ronin, ma mette il suo protagonista anche a contatto con elementi folkloristici e mitologici delle credenze popolari giapponesi, come in Kappa, oppure divertendosi a inserire un divertente siparietto nella storia Zylla, in cui Usaggi difende nientemeno che un piccolo Godzilla.

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Possibilità offerta, in un primo tempo, dalla presenza di una trama orizzontale abbastanza libera, in cui pochi elementi fermi fanno da collante alle storie del ronin. Volendo, possiamo vedere in questa dimensione iniziale una fase sperimentale da parte di Sakai, che pur avendo una precisa idea del suo personaggio, sta ancora definendo l’identità. Manca una presenza di personaggi ricorrenti, la sensazione è che il musha sugyō sia il vero elemento portante della trama, una visione che cambia con l’entrata in scena di figure ricorrenti, come il lottatore cieco Zato Ino, il citato ronin Gen o il Neko Ninja Clan.

Continuity e strani incontri

L’evolversi della narrazione di Usagi Yojimbo porta comunque alla creazione di una continuity più strutturata. Dopo esperimenti di lunga narrazione come su storie che appartengono a un medesimo arco narrativa come Una storia di aquiloni (composta da Il fabbricante di aquiloni, Il giocatore d’azzardo, Il ronin e Il fabbricante di aquiloni II), Stakai inizia a dare maggior corpo alla trama orizzontale del suo ronin, dando maggior risalto al suo passato (come nel racconto in più parti Samurai) e intrecciando più frequentemente il suo errare a personaggi conosciuti in precedenza. Usagi, al contempo, entra maggiormente all’interno delle lotte di potere dei potenti signori (con storie emozionanti quali La congiura del ruggito del drago), una situazione che permette a Stakai non solo di approfondire aspetti culture del Giappone del periodo, ma che lo agevolano nel dare maggior spessore alle sue storie, ora più legate tra loro.

È una continuity più manifesta, ma che lascia comunque spazio a storie più libere, che hanno il merito di fornire ulteriore solidità al mondo di Usagi Yoijmbo. all’interno di questi spazi trovano modo di inserirsi storie come La capra solitaria e il bambino, omaggio di Stakai al cult Lone Wolf and Cub, o un incontro particolarmente incredibile che avrebbe contribuito non poco al successo di Usagi Joiymbo: le Tartarughe Ninja.

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Nati nello stesso periodo, Usagi Yojimbo e Teenage Mutante Ninja Turtles erano entrambi figli di una visione del comics slegato dalle grandi logiche del settore, una concezione che potremmo definire indie. Erano entrambe creazioni innovative, presentavano una vitalità grafica simile nell’impostazione ma comunque ben distinguibile, mostrando similarità che portarono gli autori a tentare una serie di team up vincenti.

Dopo Zuppa di tartaruga e stufato di coniglio (1987), venne stabilito da Sakai che che il suo ronin si sarebbe confrontato principalmente con Leonardo, in una serie di incontri fortuiti in cui la tartaruga veniva catapultata nel mondo feudale di Usagi. Accattivanti, divertenti, giocate mirabilmente sul contrasto tra l’approccio irriverente di Leonardo e il più serioso Usagi, questi incontri crearono un legame tra i due comics, tanto che dopo Il trattato venne realizzata una storia in continuity per entrambe le serie, Ombre di verde, in cui le Teenage Mutat Ninja Turtles venivano evocate tramite un misterioso incantesimo nel mondo di Usagi, con una serie di interessanti trovate narrative di Stakai nel mettere in contatto personaggi così differenti.

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Una relazione, quella tra il ronin e i quattro ninja che si estese anche alla seria animata anni ’90 dedicata alle Tartarughe Ninja, in cui Usagi Joyimbo fece la sua apparizione in diverse occasioni, una presenza che lo portò a essere amato dal pubblico e ottenere una sua action figure.

Come leggere Usagi Joyimbo

Dal 1984, anno di apparizione del personaggio, a oggi sono state pubblicate, sotto diverse etichette, numerose storie di Usagi Yojimbo. Per i lettori italiani, il modo migliore per leggere le avventure del ronin di Stakai è affidarsi ai sette volumi Usagi Yoijmbo – Edizione Speciale, editi da ReNoir Comics, che oltre a raccogliere tutte le storie dell’eroico coniglio hanno il merito di fornire una serie di extra, come presentazioni illustri (tra cui Stan Lee) e un ricco dietro le quinte in cui Stakai stesso mostra genesi ed evoluzione del suo personaggio.