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Gli SSD possono iniziare a perdere dati dopo 7 giorni senza alimentazione

Gli SSD sono veloci, consumano poco e sono più resistenti degli hard disk agli impatti. Tralasciando capacità e prezzi, aspetti che vedono gli hard disk meccanici in vantaggio, c'è anche un altro potenziale problema per le unità con memoria NAND Flash: la capacità di archiviazione dei dati sul lungo periodo in assenza di alimentazione.

Sul sito del JEDEC è recentemente apparsa una presentazione di Alvin Cox, Senior staff engineer di Seagate Technology, nella quale si spiega quanto sia grande il divario tra le unità enterprise e gli SSD client nella capacità di archiviare i dati in assenza di energia, cioè con i prodotti non collegati a una fonte di alimentazione.

ssd

Se un SSD client è mantenuto a una temperatura di 25 °C oppure ha operato durante le operazioni di scrittura a 40 °C, la sua capacità di conservare i dati integri in memoria raggiunge le 105 settimane, ovvero circa 2 anni. Se lasciate che la temperatura a cui è mantenuta l'unità salga anche solo di 5 °C, ovvero a 30 °C, la capacità del prodotto di farvi accedere ai dati integri scende a un anno.

Gli SSD destinati al settore enterprise si comportano in modo differente, peggiore. Un drive mantenuto a 25 °C e che ha operato a 40 °C può conservare dati per appena 20 settimane, circa cinque mesi. Negli scenari peggiori o a temperature elevate, i dati su un SSD enterprise possono iniziare a degradarsi entro soli sette giorni.

NAND Data Retention
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Gli SSD, quindi, non si presentano come il supporto migliore per effettuare backup di dati. Non potete salvarci la vostra collezione di film, lasciarli nell'armadio e pensare che dopo 5 anni tutti i dati siano lì dove li avevate lasciati. Certo, nessuno finora si era azzardato a consigliarli per questo tipo di operazioni, ma i dati pubblicati fanno maggiore chiarezza e questo è solo un bene al fine di comprendere le tante sfaccettature della tecnologia. 

D'altronde non solo questa presentazione ci fa capire che tenere un SSD in un sistema non alimentato potrebbe causarci dei problemi, ma solleva anche il tema della longevità dei dati in correlazione alla temperatura. Un hard disk può sostenere temperature da -40 °C a +70 °C, mentre un SSD richiede temperature differenti, soprattutto se si tratta di un prodotto enterprise. Non portatevi un SSD portatile in auto in una bellissima giornata d'estate, potreste letteralmente cuocere i vostri dati.

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Un post sul proprio blog l'azienda Kore Logic, impegnata proprio nel settore della "data retention", indica infine l'esistenza anche di un possibile problema di carattere legale, almeno in alcune parti del mondo. Kore Logic ricorda che ci sono leggi che stabiliscono periodi di tempo in cui dati di una certa rilevanza devono essere archiviati, in modo che possano essere disponibili per eventuali indagini. Insomma, se pensavate di fare un backup di dati preziosi su un SSD per un uso futuro, forse è meglio cambiare idea.