L'Antartide potrebbe aver superato un punto di non ritorno climatico, secondo crescenti evidenze scientifiche che collegano il drammatico declino del ghiaccio marino iniziato nel 2016 al riscaldamento degli oceani causato dall'attività umana. Per decenni, i livelli di ghiaccio marino antartico erano rimasti relativamente stabili nonostante l'aumento delle temperature globali, ma dal 2016 questa situazione è cambiata bruscamente. Gli scienziati si sono riuniti questa settimana presso la Royal Society di Londra per valutare se questi cambiamenti rappresentino effettivamente un punto di svolta climatico irreversibile.
I numeri di una trasformazione senza precedenti
I dati raccolti negli ultimi anni dipingono un quadro allarmante. Nel febbraio 2023, il ghiaccio marino antartico ha raggiunto un nuovo minimo record, rappresentando la terza estate consecutiva con livelli di ghiaccio marino estremamente bassi in soli sette anni. Anche il settembre 2023 ha segnato un nuovo record negativo per il massimo stagionale del ghiaccio antartico.
Marilyn Raphael dell'Università della California di Los Angeles ha esteso le misurazioni del ghiaccio marino fino all'inizio del XX secolo utilizzando dati proxy delle stazioni meteorologiche antartiche, dato che le misurazioni satellitari sono disponibili solo dal 1979. La sua analisi rivela che la probabilità che il minimo di ghiaccio marino del 2023 si verificasse naturalmente era inferiore allo 0,1 per cento.
La scoperta del meccanismo nascosto
Alexander Haumann dell'Alfred Wegener Institute in Germania ha identificato quello che definisce un "cambiamento sovrapposto" nel sistema del ghiaccio marino. Le sue ricerche suggeriscono che modifiche nella velocità dei venti e nella salinità dell'Oceano Meridionale hanno significativamente indebolito lo strato di confine che normalmente separa le acque oceaniche profonde e calde dalle acque superficiali miste e fredde.
Questo fenomeno ha portato a un maggiore upwelling - risalita - di acque profonde più calde verso la superficie, accelerando la perdita di ghiaccio. Gli oceani del mondo hanno assorbito circa il 90% del calore in eccesso intrappolato nell'atmosfera a causa dell'attività umana, e queste acque profonde si sono riscaldate a causa dei cambiamenti climatici.
Conseguenze a catena per il pianeta
Le implicazioni di questa trasformazione si estendono ben oltre i confini dell'Antartide. Il ghiaccio marino svolge un ruolo cruciale nella stabilizzazione dei ghiacciai e delle calotte glaciali terrestri. Senza un'adeguata formazione di ghiaccio marino, i tassi di scioglimento accelereranno drammaticamente, con il potenziale di causare un innalzamento estremo del livello globale del mare.
La calotta glaciale antartica contiene abbastanza acqua per innalzare i livelli marini globali di 58 metri, una cifra che rende chiara la portata del rischio. Inoltre, la perdita di ghiaccio marino influenzerà la luminosità della superficie terrestre, poiché le acque oceaniche scure assorbono più calore solare rispetto al ghiaccio bianco riflettente, generando ulteriore riscaldamento.
Un futuro incerto tra feedback climatici
I ricercatori hanno identificato un ulteriore meccanismo di retroazione preoccupante: centinaia di gigatonnellate di carbonio immagazzinate nelle acque profonde dell'Oceano Meridionale potrebbero essere rilasciate nell'atmosfera attraverso l'aumento della risalita delle acque profonde. Secondo Haumann, i cambiamenti nella circolazione potrebbero essere invertiti solo da un rallentamento dell'effetto di upwelling o da un cambiamento improvviso nella salinità dell'Oceano Meridionale, come quello che potrebbe derivare da un improvviso afflusso di acqua dolce dallo scioglimento di un ghiacciaio gigantesco.
Gli scienziati stanno appena iniziando a comprendere come questi tipi di effetti di feedback climatico potrebbero manifestarsi in Antartide, dopo decenni di lotta con modelli imprecisi e a bassa risoluzione. La velocità e l'entità del declino osservato dal 2016 hanno colto di sorpresa i climatologi, che ora si affrettano a spiegare questa transizione apparentemente irreversibile verso un nuovo stato climatico del continente più meridionale del pianeta.