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Apple, i nuovi dazi USA sulla Cina aumenteranno i prezzi degli iPhone?

Secondo l'analista Ming-Chi Kuo, l’aumento delle tariffe sui beni importati dalla Cina non inciderà sui prezzi dei prodotti Apple. La società avrebbe la capacità per assorbire i costi spostando la produzione in altri Paesi.

Secondo il noto analista Ming-Chi Kuo, l’aumento delle tariffe sui beni importati dalla Cina imposti dall’amministrazione Trump non inciderà sui prezzi dei prodotti di Apple, almeno nel breve e medio periodo. Nell’ultima nota inviata agli investitori, Kuo sostiene che la casa di Cupertino abbia le capacità per poter assorbire le eventuali spese extra che i nuovi dazi potrebbero causare.

Secondo Kuo, Apple incrementerà la propria produzione al di fuori della Cina come più volte ipotizzato – in modo da poter soddisfare la domanda del mercato statunitense evitando così le nuove tariffe. La scorsa settimana, il Presidente Trump ha dichiarato che dal primo settembre entrerà in vigore una nuova sovrattassa del 10% su 300 miliardi di dollari di merci importate dalla Cina a causa del mancato rispetto degli accordi stipulati durante il G20 di Osaka.

La revisione tariffaria non dovrebbe comunque incidere sui prezzi dei prodotti di Apple grazie – secondo l’analista – alle strategie di approvvigionamento implementate dal CEO Tim Cook. Come già detto, l’impatto sui costi potrebbe essere mitigato dallo spostamento della produzione dei prodotti destinati al mercato statunitense in altri Paesi, come India e Vietnam. Kuo sostiene che le preoccupazioni del mercato sull’innalzamento dei prezzi dei prodotti Apple siano ingiustificate in quanto il colosso californiano ha già pianificato eventuali piani alternativi.

La produzione di iPhone, iPad e Apple Watch fuori dalla Cina potrebbe completamente soddisfare la domanda del mercato statunitense entro il 2020. Le difficoltà che Apple potrebbe incontrare riguardano la produzione dei Mac che – per l’analista – non dovrebbe essere in grado di soddisfare la domanda USA prima del 2021.

Tuttavia, le ipotesi di Kuo lasciano un po’ perplessi se esaminati alla luce delle dichiarazioni fatte da Tim Cook durante la conferenza sui risultati dell’ultimo trimestre. In quell’occasione, infatti, il CEO ha invitato a non fare troppo affidamento sui rapporti che parlano di uno spostamento della produzione fuori dalla Cina aggiungendo, però, che continuerà a produrre il MacBook Pro in Texas.

A questo punto, risulta difficile prevedere quali saranno le mosse di Apple per assorbire i costi causati dall’aumento delle tariffe sui beni importati dalla Cina. Secondo gli analisti di JP Morgan, il prezzo degli iPhone di prossima generazione potrebbe aumentare fino al 14% in più se si continua con l’aumento delle tariffe di importazione.

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