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Coronavirus, Apple rifiuta le app che non provengono da organizzazioni sanitarie?

Il Coronavirus sta mettendo tutti davanti a nuove sfide. Non solo bisogna arginare l’epidemia e il diffondersi del virus, ma anche di quella che è stata definita infodemia ossia la divulgazione di una quantità eccessiva di informazioni spesso poco accurate. Per combattere questo fenomeno, Apple starebbe rifiutando tutte quelle applicazioni sul tema che non provengono da istituiti riconosciuti, come le organizzazioni sanitarie o gli ospedali.

La notizia è stata riportata da CNBC, contattata da alcuni sviluppatori che si sono visti respingere da Apple la propria app. Stando a quanto dichiarato, alcune di queste applicazioni utilizzano i dati pubblici provenienti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per mostrare mappe e statistiche sulla diffusione del contagio. Uno sviluppatore ha dichiarato che un dipendente dalla società di Cupertino ha spiegato che “qualsiasi cosa correlata al coronavirus deve essere rilasciata da un’organizzazione sanitaria o governativa ufficiale”.

Secondo altre fonti, Apple valuterebbe specificatamente le app che si occupano di coronavirus per prevenire la diffusione di informazioni errate. Esamina sia la provenienza dei dati sulla salute sia se gli sviluppatori rappresentano organizzazioni di cui gli utenti possono fidarsi per pubblicare dati precisi, come i governi o le organizzazioni incentrate sulla salute. Insomma, è un atteggiamento comprensibile da parte del colosso californiano in un momento in cui tutti abbiamo il dovere di evitare la diffusione di fake-news che danno origine a panico e disinformazione.

Il controllo di Apple sulle app relative al coronavirus sembra funzionare dato che ci sono pochi risultati su App Store. La prima applicazione, infatti, risulta essere quella ufficiale del governo brasiliano.

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