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Timekettle XI AI Interpreter Hub, il traduttore universale perfetto per il business | Test & Recensione

Timekettle XI AI Interpreter Hub è un traduttore professionale, utile per chi desidera fare una traduzione one-to-one o includere ulteriori dispositivi alla conversazione.

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Avatar di Andrea Ferrario

a cura di Andrea Ferrario

Editor in Chief @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 26/04/2024 alle 16:15
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  • Pro
    • Buone prestazioni di traduzione
    • Molte lingue e accenti
    • Possibilità di usare più traduttori assieme
    • Perfetto per un uso business
  • Contro
    • Necessità di una connessione a Internet
    • Prestazioni insufficienti in ambienti rumorosi
    • Prezzo

Il verdetto di Tom's Hardware

Timekettle X1 AI Interpreter Hub è efficace in conversazioni one-to-one in ambienti tranquilli con una connessione internet stabile; in contesti rumorosi o senza una buona connessione, la qualità della traduzione può essere variabile, specialmente per alcune combinazioni di lingue. Per un utilizzo più avanzato, come riunioni o conversazioni di gruppo, con una connessione Wi-Fi e un ambiente tranquillo, l'X1 può essere esteso per consentire a più persone di partecipare senza la necessità di traduttori aggiuntivi. .

Informazioni sul prodotto

Ha ancora senso l’esistenza di un traduttore universale? Non basta lo smartphone che abbiamo in tasca con i servizi Google o altri software dedicati? La risposta è “dipende”, perché se per una vacanza all’estero potrebbe bastare, dando per scontato che non conosciate l’inglese o stiate esplorando un paese dove l’inglese non è scontato, in altre situazioni dove è necessaria una soluzione più veloce che permetta di comunicare istantaneamente - o quasi - con uno straniero con cui non si ha la conoscenza comune di una lingua, un dispositivo dedicato può fare la differenza. È l’obiettivo che si pone Timekettle con l’X1 AI Interpreter Hub, un prodotto professionale dedicato principalmente a un utilizzo in campo business, ma da non sottovalutare anche per chi, ad esempio, vuole trasferirsi in un paese per un tempo prolungato e trovarsi in situazioni differenti da quelle che possono accadere con una o due settimane di vacanze.

Cosa c’è nella confezione

Timekettle X1 Interpreter Hub è venduto singolarmente, e nella confezione è presente il traduttore, due auricolari (custoditi all’interno), dei ganci per fissare gli auricolari alle orecchi più saldamente, e un cavo di ricarica USB-C.

In un contesto aziendale è possibile utilizzare più X1 assieme, estendendo la comunicazione a differenti persone, anche di idiomi ognuno diverso dall’altro.

Come è fatto

Il dispositivo è piccolo, quasi della dimensione di un palmo se vogliamo. Il grande display occupa circa il 75% della faccia. Il grande pulsante "indietro" si trova sul lato destro. È difficile da vedere, ma se guardi sul lato sinistro della foto sopra, puoi appena distinguere una sottile barra LED che funge da LED di stato, illuminandosi di verde quando è in ascolto per la ricezione del discorso, oltre a fornire altri feedback visivi.

X1 Interpreter Hub è un dispositivo tascabile, ma non minuscolo, quindi non è proprio l’ideale da portare in una tasca dei pantaloni tutto il giorno, a meno che non lo vogliate usare spesso. Il design è sobrio, c’è un grande schermo nella parte frontale assieme al pulsante di accensione e il regolatore del volume. È dotato di NFC, così da poter abbinare più dispositivi in modalità “riunione”.

Immagine id 19732

Su un lato è presente la porta USB-C per la ricarica della batteria, assieme all’altoparlante. In alternativa è possibile sfruttare degli auricolari, alloggiati all’interno del traduttore. In pratica il traduttore include tutta l’elettronica, la batteria per il suo funzionamento ed è anche una custodia per i due auricolari true wireless, che proprio come i classici auricolari si ricaricano ogni volta che li inserirete nella custodia. 

Immagine id 19733

La scelta di usare degli auricolari è molto personale, poiché personalmente non darei mai un auricolare a uno sconosciuto, e nemmeno ne accetterei uno, per una semplice questione d’igiene. Ma scambiarli con persone con cui avete più confidenza potrebbe essere accettabile, e in ogni caso potete usare le funzioni dell’Hub senza l’ausilio degli auricolari, nonostante una lunga conversazione, senza auricolari, potrebbe essere un po’ estenuante. Timekettle include delle coperture in silicone, che oltre a permettere una maggiore presa nell’orecchio, possono anche essere lavate e igienizzate.

Come funziona

Per utilizzare Timekettle XI AI Interpreter Hub dovrete accenderlo, tramite l’apposito pulsante, e poi dovrete scegliere una lingua dal menù. Successivamente dovrete connetterlo a una rete Wi-Fi, operazione semplice se vorrete usarlo in un ufficio con una rete classica, un po’ meno se dovrete usarlo in movimento collegato a un hot spot. Gli auricolari sono connessi direttamente, quindi non dovrete abbinarli come fareste con uno smartphone. 

Potrete poi scegliere la modalità di funzionamento, agendo direttamente sullo schermo touchscreen. L’interfaccia è chiara, con grandi icone e informazioni su opzioni e metodi di funzionamento. Leggere il libretto delle istruzioni non è essenziale. La modalità "One-to-One" fa quello che ci si aspetta, cioè potrete condividere un auricolare e iniziare a parlare nella vostra lingua, ottenendo una traduzione in tempo reale. La modalità “Listen & Play” vi permette di indossare gli auricolari e captare le conversazioni attorno a voi, come durante una riunione, e ricevere la traduzione.

La modalità “Ask & Go” è più tradizionale e si comporta come un classico traduttore, fate la vostra domanda e lasciate che il traduttore la ripeta nella lingua desiderata, e viceversa. In questa modalità è possibile lasciare al traduttore individuare la lingua dell’interlocutore, mentre nelle altre dovrete selezionare l’idioma a priori. Solitamente la scelta non è un problema, a patto che la lingua non abbia troppi accenti differenti, scelta che potrebbe mettervi in difficoltà.

In caso di mancanza del Wi-Fi purtroppo Timekettle non funzionerà, a patto di alcune lingue il cui dizionario può essere scaricato, cioè “Inglese-Cinese”, “Inglese-Giapponese”, “Inglese-Francese” e “Inglese-Spagnolo”. Niente italiano in modalità offline.

Prova sul campo

Per testare l’efficacia abbiamo tenuto alcune conversazioni in altre lingue con persone che le conoscessero in maniera fluente, e anche con alcune madrelingue, più nello specifico abbiamo provato le conversazioni in spagnolo e cinese, mentre per le prove dall’italiano all’inglese ci siamo arrangiati parlando nelle due lingue.

I primi test sono stati molto positivi, poiché la traduzione, nella modalità con gli auricolari indossati, è sempre stata abbastanza veloce da non creare secondi di attesa imbarazzanti. Ovviamente un minimo di ritardo nella conversazione c’è, bisogna fermarsi e attendere che la traduzione finisca, ma nulla di così differente rispetto a quando si parla in un’altra lingua. A meno che non siate praticamente madrelingua, quel paio di secondi in più per pensare a come formulare le frasi correttamente c’è sempre, e in questo caso è lo stesso, con la differenza che poi parlerete nella vostra lingua.

Ovviamente dipende anche dalla lunghezza delle frasi, più il discorso è lungo, più tempo impiega il sistema a tradurre. Ogni tanto qualche errore però lo fa, poiché nonostante il sistema capisca il contesto della conversazione, ogni tanto sbaglia, ad esempio quando si inseriscono delle cifre nella conversazione o delle unità di misura. Non ci abbiamo fatto caso durante la conversazione semplicemente perché interpretavamo l’errore e lo correggevamo senza soffermarci, tuttavia questo potrebbe essere un problema durante una conversazione business con tanti numeri o termini tecnici.

Immagine id 19728

La modalità Ask & Go, quella che non richiede gli auricolari e funziona come classico traduttore, funziona bene ma l’X1 non aggiunge nulla a quello che già non si possa fare con uno smartphone e Google. 

L’esperienza generale rimane positiva, tuttavia nascono i primi problemi quando vi trovate in un luogo rumoroso. Ovviamente l’Interpreter Hub deve registrare un flusso audio e interpretarlo, e se questa traccia audio è molto disturbata, il risultato andrà dal discreto all’inutilizzabile. Abbiamo provato a fare alcune traduzioni in un ambiente esterno, con rumori di città in sottofondo, e il risultato è stato comunque buono. La situazione peggiora invece sensibilmente in un ambiente affollato, dove la fonte del rumore sono le voci delle altre persone; il software probabilmente fatica a “etichettare” le altre voci come rumori da ignorare, dopotutto il suo lavoro è tradurre proprio le voci umane, e in questo caso potrebbe diventare inutilizzabile. Un altro problema riguarda la connettività Wi-Fi; come già accennato potrete farne a meno solo con alcune lingue, in tutti gli altri casi è necessaria, e se vi trovate in un posto dove la connessione è scarsa, allora non potrete contare sull’X1.

Timekettle X1AI Interpreter Hub è anche dotato di una funzione di registrazione, che permette in un secondo momento di riascoltare la conversazione, utile in ambiente professionale.

Verdetto

Timekettle X1 AI Interpreter Hub non è un prodotto per tutti, e probabilmente è indicato unicamente per un uso professionale. Se il vostro desiderio è mettervi l’auricolare e muovervi in una città straniera cogliendo ogni conversazione e parlando facilmente con ogni persona, purtroppo non siamo ancora arrivati a quel punto. X1 vi torna utile in una conversione one-to-one, se sarete in un posto non troppo rumoroso e se potrete contare su una connessione internet decente, ad eccezione di alcune accoppiate di lingue. In mancanza di queste due caratteristiche, Timekettle X1 AI Interpreter Hub restituirà un risultato qualitativo dal discreto all’insufficiente. La modalità da traduttore classico non la consideriamo nemmeno, dato che non fa niente di più di quello che può fare qualsiasi smartphone.

La situazione cambia in ambito professionale, dove potrete sfruttare una connessione wi-fi e un ambiente tranquillo e dialogare facilmente con una persona che non parla una lingua in comune, e soprattutto estendere X1 a più persone, abilitando a riunioni e conversazioni di gruppo, senza la necessità di una o più persone che traducano in tempo reale le differenti conversazioni.

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