PlayStation 4

Alla (ri)scoperta di… Red Dead Revolver!

Red Dead Revolver. Al solo scrivere questo nome, è impossibile non estraniarsi dalla realtà e perdersi tra ricordi, semplicemente, bellissimi. Se a breve potremo metter le mani su Red Dead Redemption 2, candidato a essere il miglior titolo del 2018, dobbiamo ringraziare solennemente questa pietra miliare della storia del Videogioco. Un’opera che, forse in molti non sanno, venne alla luce in una maniera assai travagliata.

In principio fu Capcom a possedere i diritti per pubblicare il prodotto ma, complice alcune problematiche a livello economico e numerosi rinvii (il titolo inizialmente sarebbe dovuto uscire nel 2002) dettati da un processo di sviluppo non proprio lineare, Rockstar Gamesintervenne furbescamente per soffiare, avendone compreso il potenziale, il tutto acquistando completamente il brand.  Da qui in poi, avvenne una completa metamorfosi sia sotto l’aspetto narrativo che sul gameplay: Red Dead Revolver sarebbe infine approdato, in Europa, nel lontano 2004 su PlayStation 2 e Xbox.

Lo Spaghetti-Western del videogioco moderno

La trama di Red Dead Revolver ha come tema principale quello della vendetta, una scelta decisamente in linea con quanto visto a più riprese nelle mitiche pellicole Spaghetti-Western degli anni ’60. Red Harlow, protagonista del titolo, può serenamente esser associato al Clint Eastwood dell’indimenticabile “trilogia del dollaro” firmata da Sergio Leone sia per i tratti somatici che per quelli caratteriali.

Con il solo obiettivo di uccidere il Generale Javer Diego, reo di aver commissionato l’assassinio del padre e della madre, Red diverrà un abile cacciatore di taglie per porre fine alla vita di questo spietato essere e di tutte le persone a lui vicine.

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Rockstar Games ha voluto omaggiare appieno questo particolare genere cinematografico, tale pensiero si manifesta anche nella scelta della colonna sonora utilizzata: ritroveremo infatti alcuni brani di Ennio Morricone, altri invece da pellicole dal calibro de Lo chiamavano Trinità, Una bara per lo sceriffo e Lo chiamavano King. Non solo musica, anche alcune armi presenti nel gioco (la mitragliatrice gatling utilizzata da Mr.Black) richiamavano ad esempio monumentali pellicole come il Django di Sergio Corbucci (attenzione, non confondetevi con la versione di Quentin Tarantino) con protagonista il buon Franco Nero.

L’innovazione di Rockstar Games

Ma in cosa eccelleva realmente Red Dead Revolver? Sicuramente nel gameplay. Al contrario di quanto visto sia col primo che col secondo Redemption, il team di sviluppo portò alla luce un titolo decisamente indirizzato su binari ben stabiliti che, salvo qualche sprazzo di area esplorabile, non davano modo al giocatore di muoversi a proprio libero piacimento. Strano ma vero, questa “limite” venne oscurato di netto grazie a un gameplay decisamente innovativo, intuitivo e divertente per quel tempo.

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Parliamo di un classico shooter in terza persona avente delle qualità decisamente interessanti: un abbozzato sistemato di copertura rivisto poi in Grand Thef Auto IV, un sistema di gestione delle armi curato in maniera certosina e, soprattutto, delle interessanti abilità da poter sfruttare per eliminare l’avversario.

La bellezza del gunplay era dettata anche dalla possibilità, nel corso della storia principale, di utilizzare non solo Red bensì altri alleati con un modo tutto loro di approcciare alla battaglia. Jack Swift irrompeva sul campo di battaglia sparando a più non posso con ben due pistole, l’ammaliante cowgirl Annie Stoakes imbracciava la sua doppietta mentre infine il pellerossa Shadow Wolf colpiva fulmineamente con il proprio arco e non solo.

Come una ciliegina su una gustosa torta, il protagonista principale aveva come dono l’infallibile Occhio di Lince, un abbozzato (sarà poi ben strutturato in Red Dead Redemption con il Dead Eye di John Marston) e micidiale sistema di mira rallentato che consentiva di colpire l’avversario nei punti vitali.

Red Dead Revolver

Altra componente da non dimenticare assolutamente è di certo il particolare multiplayer presente all’interno di Red Dead Revolver. Basato totalmente sul locale, a quel tempo l’infrastruttura online su console era ancora decisamente acerba, Rockstar Games ideò tre semplici, ma allo stesso tempo divertenti, modalità:

  • Cacciatore di taglie – lo scopo è quello di uccidere il maggior numero di avversari e raccogliere infine una somma ben definita di dollari. Interessante la presenza delle carte da poker le quali, dopo esser state ottenute mediante la dipartita di un avversario, potevano donare dei bonus temporanei come l’aumento al massimo della salute e delle munizioni o il potenziare un’arma già in possesso.
  • Tramonto –  simile alla precedente modalità, si differenzierà solamente nel dover uccidere gli avversari in un determinato intervallo di tempo per vincere anziché raccogliere del denaro.
  • Mezzogiorno di fuoco – la modalità forse più amata e detestata allo stesso momento da tutti i giocatori del titolo visto che, come da titolo, ricreerà perfettamente un duello 1v1 in stile Far West.

In conclusione

Se non avete mai messo le mani su Red Dead Revolver sappiate che avete, fortunatamente, una possibilità: il titolo è infatti disponibile, esclusivamente in via digitale, su PlayStation 4.

Perché sosteniamo vivamente l’idea di dover giocare almeno una volta a questo prodotto? Semplice, se volete apprezzare al meglio Red Dead Redemption 2 dovete avere ben chiare le basi da cui è partito un lento percorso di crescita che ha portato in dono la nuova opera di Rockstar Games che, vi ricordiamo, sarà ufficialmente disponibile a partire dal prossimo 26 ottobre.

Vi lasciamo infine con l’indimenticabile intro del gioco che, siamo sicuri, farà tornare dei magnifici ricordi a tutti i giocatori di lunga e data e, chissà, magari farà venir voglia di provarlo ai neofiti del genere. Noi, ve lo raccomandiamo vivamente.

Potete acquistarne comodamente una copia di Red Dead Redemption 2 su Amazon. Buon divertimento!