10 0 8.4 Borderlands 3 – Xbox One
Tom's Hardware Italia
PlayStation 4

Borderlands 3 | Recensione


Borderlands 3 – Xbox One
Genere
FPS - Looter Shooter
Piattaforma
PS4, PC, XBOX
Sviluppatore
Gearbox
Editore
2K
Data di Uscita
13 settembre
Borderlands 3 è finalmente disponibile: vediamo insieme cosa ne pensiamo all'interno della nostra recensione della versione Xbox One X.

Era dal 2012 che 2K e Gearbox non pubblicavano un capitolo di Borderlands, la famosa serie di shooter-looter che, in qualche modo, ha dato il via a un filone di produzioni quali Destiny, The Division e Anthem. Borderlands, però, ha dalla sua uno stile unico, dato principalmente dal look cartoonesco e da un humor veramente fuori dalle righe.

Questo terzo capitolo recupera tutte queste peculiarità e prova al contempo ad aggiornarsi: in primis grazie a un gameplay più strutturato e poi mediante una componente narrativa sempre folle ma tendenzialmente più epica. Dopo diverse ore passate fra i vari pazzi pianeti dell’universo di Borderlands 3, siamo pronti per a raccontarvi cosa questo nuovo capitolo ha da offrire. Tra elementi conservativi e qualche intuizione particolarmente riuscita, ecco dunque la recensione di una delle produzioni più attese dell’anno.

Borderlands 3

Nuovi Cacciatori, stesse abitudini

Colonna portante dell’esperienza Borderlands è indubbiamente lo shooting e di conseguenza il gameplay. Cambiano i volti, ma le dinamiche basilari invece no: abbiamo quattro tipologie di personaggi, ognuno delle quali vi permetterà di interpretare il gioco in modo diverso. Amara, Zane, Moze e FL4K, quattro nomi per quattro identità diverse, che come anticipato si rispecchiano in abilità speciali e skill passive. Amara per esempio è la Sirena di turno, capace di evocare potenti attacchi elementali, perfetta insomma per offensive da media-lunga distanza; Zane si avvale invece di grandi capacità nell’uso di armi da fuoco mentre Moze preferisce utilizzare il suo Mech quando la situazione diventa complicata. Infine FL4K, domatore di razza accompagnato sempre da un animale da compagnia, il cui ruolo è quello di riversare sul campo di battaglia skill principalmente votate al supporto.

Come sempre, il feeling nelle fasi di sparatorie è incredibile e il lavoro di Gearbox è sempre di alto livello in questo senso, in più quest’anno è presente un sistema di “Action Skill” che rende crescita e costruzione del personaggio più profonda e se vogliamo complicata. Provando a semplificare, ognuno dei quattro protagonisti potrà equipaggiare una serie di abilità secondarie, che a loro volta saranno potenziabili salendo di livello e investendo punti abilità. Questo vuol dire che si potrà differenziare molto l’approccio agli scontri, costruendo build di squadra varie e adatte a ogni evenienza, soprattutto nelle fasi di Endgame. Ovviamente, per arrivare a sfruttare pienamente il sistema occorre arrivare al livello massimo, in modo tale da avere tutto sbloccato e quindi personalizzabile.

Borderlands 3

Personalmente ho apprezzato molto tutta questa possibilità di lavorare sull’efficacia del personaggio, in particolare quando si entra a far parte di partite di gruppo. Investire magari anche un’ora abbondante nello studio e creazione della build migliore da integrare nel team è divertente tanto quanto affrontare poi la missione specifica. Il cuore del gioco rimane sempre la frenesia degli scontri, ma poter andare “oltre” mi ha divertito molto, questo perché ho sempre apprezzato gli approcci da “light RPG” – ovvero elementi tipici dei giochi di ruolo implementati in modo non troppo invadente.

Chi ha giocato la serie Borderlands ha sicuramente ottimi ricordi quando si parla di design di armi semplicemente folli. Ebbene, il terzo capitolo non fa eccezione e al contrario rincara la dose, ampliando il catalogo di bocche da fuoco schizofreniche e aggiungendo qualche chicca in più. Alcune armi infatti hanno modalità da fuoco doppie, le quali possono o cambiare di poco le carte in tavola (colpo singolo/automatico) oppure stravolgere tutto, passando per esempio da una pistola a un lanciagranate o altre pazzie simili. Anche in questo mi considero soddisfatto, in quanto la formula aggiunge opzioni in più e quando le possibilità aumentano è sempre un aspetto positivo, soprattutto quando è ben integrato al resto del gameplay. Non dimentico le armi uniche dei boss, alcune delle quali veramente ben caratterizzate – non solo dal punto di vista estetico, ma anche dall’utilità intrinseca.

A Spasso nell’Universo

Quando annunciarono la possibilità di esplorare altri Pianeti all’infuori di Pandora rimasi entusiasta, il design del pianeta simbolo del brand infatti aveva una grande personalità, che iniziava però a risultare un po’ un ostacolo per le ambizioni della serie. Con Borderlands 3 Gearbox allora decide di mettere a disposizione la Sanctuary, nave spaziale intergalattica che rappresenta il mezzo principale per muoversi da un “mondo” all’altro. L’esplorazione diventa quindi fondamentale e se il gusto estetico del team di sviluppo è sempre di grande livello, discorso diverso si può fare per la qualità e la varietà del mondo aperto. Grande premessa: ho giocato a Borderlands 3 sia in singolo che in cooperativa e capirete bene che sparare e raccogliere bottino in solitaria è piacevole ma non entusiasmante, motivo per il quale ho ricorso quanto prima a sessioni in compagnia. Questo però non deve portare a una disparità di giudizio, ovvero: il gioco e la qualità dello stesso è da valutare in modo equo sia per lupi solitari, sia per gli amanti del gioco di squadra. Tradotto? Borderlands 3 nelle fasi esplorative mi ha annoiato un po’ – prendi la quest, vai da una parte, uccidi, prendi un’altra quest ecc- l’unica differenza è che in giocatore singolo questa ripetitività è emersa dopo 3/4 ore, mentre in coop a fine giornata. Poco cambia però, in quanto la struttura dell’open world per quanto mi riguarda è un po’ deficitaria, al netto di qualche side quest però veramente entusiasmante e dinamica.

Discorso diverso invece per la storia principale, che vede protagonisti i temibili Gemelli Calypso, colonne portanti di un’avventura sempre all’insegna dello humor ma questa volta dai toni più epici. Attenzione, la “forza” narrativa di questa nuovo coppia di villain non raggiunge praticamente mai il glorioso Jack il Bello, ma è comunque funzionale a un racconto a tratti travolgente, complice il cambiare ambiente e quindi rinfrescare la formula a intervalli regolari dopo qualche ora di gioco. Terminata la campagna, posso dire che bilanciando in modo accurato quest principali e secondarie, il flusso degli eventi scorre bene senza mai diventare pesante, complici anche delle piacevoli soste sulla Sanctuary, perfette per cambiare costume al personaggio, rivedere l’equipaggiamento oppure semplicemente chiacchierare con i vari NPC in modo tutt’altro che impegnato. I passi in avanti di Borderlands 3, ad oggi, ritengo siano principalmente nella campagna principale e nel sistema di crescita e personalizzazione dei Cacciatori.

Borderlands 3

Endgame, ovvero cosa fare dopo aver terminato la campagna

Borderlands 3, come tutti gli esponenti del genere, è chiamato ad investire molto nella qualità e nella quantità dell’Endgame, ovvero tutte quelle attività che sarà possibile affrontare solo dopo aver terminato il gioco e aver raggiunto il livello massimo, con l’intento di rendere l’esperienza di gioco quanto più possibile “infinita”. In questo senso, l’ultima fatica di Gearbox offre due diverse scenari una volta terminata la campagna principale. Il primo è quello di ripetere quanto giocato fino a quel momento, alzando in modo significativo il livello di difficoltà. L’altra opzione invece vi permetterà di continuare ad esplorare liberamente i pianeti, pareggiando il livello dei nemici al vostro e aggiungendo alla ricetta però dei modificatori – bonus o malus, per capirci. Nel concreto, queste missioni prendono il nome di Terreni di Prova e apriranno le porte verso vere e proprio nuove zone della mappa, all’interno delle quali dovrete sconfiggere una serie di nemici, completare determinati obbiettivi e terminare il boss finale di turno.

Il feedback è generalmente positivo, con un paio di criticità più in vista di altre: da una parte la struttura di questi livelli, non entusiasmante; al contrario la rigiocabilità diventa sconfinata e offrirà molte ore aggiuntive di divertimento in Borderlands 3. Chiude il cerchio il Grado Guardiano, che sostituisce il “badass” visto in passato e che rappresenta di fatto una crescita – in termini di esperienza – successiva a quella canonica. Vi basterà continuare a giocare per ottenere dei gettoni utili a potenziare alcuni parametri specifici dell’account e non del singolo cacciatore – dato importante, ne riparliamo fra poco.

Sono presenti in tutto tre specializzazioni: Cacciatore, Incursore e Superstite. Scegliendo quindi di potenziare una o l’altra statistiche, modificheremo permanentemente i dati dell’account, non potendo tornare indietro. Tradotto in parole povere, significa che per avere accesso a tutta la personalizzazione possibile sarete chiamati a rigiocare Borderlands 3 con tutti i personaggi disponibili, con lo scopo di ottenere quanti più gettoni possibili e potenziare quindi al massimo il profilo. Ulteriore traino per ributtarvi nella storia principale con personaggio diversi è quello legato a skin esclusive e perk dedicati alle diverse specializzazioni. Nel caso in cui il sistema vi soddisfi, vi assicuro che le ore di gioco potenziali si moltiplicheranno esponenzialmente.

Termino con un inciso sul comparto grafico: la differenza fra la versione console – quella che ho giocato per questo recensione – e quella PC è sostanziale. La piattaforma migliore a livello tecnico è sicuramente Xbox One X (PC escluso, ovviamente), anche se perfino in questo caso le prestazione non solo così solide. A patire è soprattutto il frame rate, che singhiozza un po’ troppo anche quando non dovrebbe. La resa generale rimane comunque ottima, complice il solito look tipico di Borderlands, capace di rendere unica ogni texture del gioco.

Borderlands 3 – Xbox One

Borderlands 3 è un videogioco action RPG-sparatutto in prima persona sviluppato da Gearbox Software e prodotto da 2K Games. Si tratta del quarto capitolo della serie Borderlands, preceduto da Borderlands: The Pre-Sequel (2014).

8.4
8.4

Verdetto

Bordelands 3 è sicuramente un prodotto con una solidità evidente. Il gameplay, il look e la narrativa tipica del brand contribuiscono a creare un capitolo un po' conservativo ma comunque di grande impatto. I contenuti, vari e ricchi, sapranno intrattenere per moltissime ore gli appassionati del genere e in particolare del gioco. Gearbox poteva forse lavorare meglio sulla qualità dell'esplorazione e pensare a qualcosa di veramente forte per quanto concerne l'endgame. Nel complesso, però, il gioco è assolutamente promosso.

Pro

- Divertente, pazzo e fortemente caratterizzato
- Molti contenuti
- Campagna dal tono più epico
- Gameplay solido

Contro

- L'esplorazione non è il massimo
- Tecnicamente poteva essere migliore
- Giocato in singolo soffre presto del fattore ripetitività