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Recensione Prey, orrore fantascientifico e oscuro

Pagina 1: Recensione Prey, orrore fantascientifico e oscuro
Recensione di Prey, l'horror spaziale di Arkane Studios che ci porta a bordo della Talos I e al cospetto di una pericolosa minaccia aliena.

Prey

 

prey cover


La politica di Bethesda per l'invio di copie dei giochi alla stampa per le recensioni è di non fornire alcun materiale prima della data d'uscita del gioco. Questa prassi si riflette sostanzialmente in due tipi di articoli da parte dei recensori: chi si affanna a completare il gioco in fretta e furia, per arrivare prima della concorrenza con una recensione (dopotutto, il tempismo è essenziale online) e chi invece decide di fregarsene, assaporando il gioco al ritmo giusto, scoprendo i vari segreti ed esplorando il mondo costruito dagli sviluppatori con un passo più lento e ragionato.

Nel caso di Prey abbiamo cercato di procedere senza farci condizionare dalle tempistiche, ed è per questo motivo che vedete solo ora la recensione sulle nostre pagine.

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Prima di addentrarci nei meandri della base spaziale Talos I, tuttavia, è doveroso fare una premessa. Dopo aver scaricato la demo "Prima Ora" le mie sensazioni sul gioco erano contrastanti. Gli eventi narrati hanno stuzzicato a dovere la mia curiosità ma ho trovato i combattimenti un po' goffi e impacciati. Inoltre, il comparto grafico mi sembrava un po' datato e la familiarità dell'ambientazione ha fatto risuonare un campanello d'allarme. Per farla breve, non si può parlare di questo gioco senza citare BioShock.

Gli elementi dell'interfaccia, la trama in stile "esperimento andato male", lo stile artistico / architettonico ispirato all'Art Déco: per i fan di BioShock è letteralmente impossibile evitare di fare un confronto. E anche per i recensori, naturalmente.

Detto questo, il confronto ha importanza soltanto a livello superficiale. Approfondendo la natura nascosta sotto la pelle di Prey e indagando sugli ambienti dettagliati minuziosamente, sul "liberatorio" layout della mappa e sui dinamici meccanismi di gioco si può arrivare a una sola conclusione: Prey è un gioco davvero speciale.

La storia di Prey

Prey è un horror fantascientifico che al posto di privilegiare elementi grafici splatter e gore decide di puntare su un'incessante paranoia. Il gioco è ambientato a bordo della stazione spaziale Talos I e una volta avviata la campagna si vestono subito i panni di Morgan Yu (che può essere un uomo o una donna a seconda della propria scelta), un dipendente della TranStar, la megacorporazione che sta guidando la fiorente industria spaziale degli anni 2030.

La corsa spaziale fra Stati Uniti e Unione Sovietica ha preso una piega differente nell'universo di Prey. Il presidente Kennedy è sopravvissuto all'attentato che nel nostro mondo gli è costato la vita e le due potenze hanno collaborato per realizzare una stazione spaziale soprannominata Kletka (gabbia, in russo), che in un secondo momento diventerà nota come Talos I.

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Il pubblico ha celebrato le relazioni positive tra i due Paesi, ma il vero obbiettivo della stazione Kletka, tuttavia, era un po' più oscuro. I sovietici hanno incontrato un'aggressiva minaccia aliena durante i primi anni delll'esplorazione spaziale e lo scopo di Kletka era di contenere queste creature metamorfiche semiliquide, che successivamente saranno soprannominate Typhon.

Verso la fine degli anni 90 Kletka fu abbandonata dopo decenni di ricerche fallite sui Typhon, numerosi contrattempi sulle tecniche di contenimento e un'enorme quantità di denaro volatilizzata per finanziare il tutto. Nel 2030 la TranStar compra la stazione, ormai in rovina, e aggiunge diversi moduli residenziali e di ricerca e sviluppo.

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L'avventura del giocatore comincia poco dopo: il contributo scientifico apportato dalla famiglia Yu all'azienda ha permesso di ridisegnare drasticamente i limiti del potenziale umano. Morgan e suo fratello Alex Yu, amministratore delegato di TranStar, supervisionano la creazione dei "Neuromod", potenti strumenti che permettono agli esseri umani d'imparare nuove abilità con una semplice (e alquanto brutale) iniezione oculare. Si assiste così alla "democratizzazione" di abilità matematiche e musicali, di nuove lingue e della conoscenza. A patto di avere i soldi necessari, naturalmente.

Talos I è l'epicentro delle scoperte neuroscientifiche della TranStar ed è anche il luogo in cui è ambientato gran parte del gioco. La base spaziale è la casa di dozzine di scienziati e ingegneri, supportati da operatori robotici fluttuanti che fungono da inservienti e aiutanti.

Gli elementi della trama di Prey sono piuttosto banali, a partire dalla necessità di contenere una minaccia aliena fino agli ingannevoli esperimenti in regioni spaziali al di fuori della giurisdizione terrestre, ma la combinazione sapiente di questi elementi e la ricchezza di dettagli rendono il mondo di gioco accogliente e al tempo stesso terrificante.

Come da tradizione, le cose non vanno proprio come previsto sulla Talos I e Morgan Yu finisce nel bel mezzo degli eventi. Il vostro scopo è di scoprire la vera natura dei Typhon, capire cos'è andato storto sulla Talos 1 e chi è il responsabile di tutto il casino.

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Prey dà vita a una narrazione coesa, coerente e soprattutto avvincente. Il gioco si può classificare come una sorta di riavvio introduttivo all'opera originale del 2008, grazie alla capacità degli sviluppatori di dipingere un quadro narrativo ricco di storia e di lore, con un ottimo potenziale per eventuali nuovi capitoli.

Non possiamo e non vogliamo svelare la trama di Prey per filo e per segno, perché il mistero e l'intrigo sono gli elementi che spingono il giocatore ad andare avanti. Il mondo stesso contribuisce a raccontare la storia, come se gli occhi del protagonista fossero sostituiti dalla telecamera di un regista, ma controllata dalle mani dei giocatori.

In Prey ogni singolo evento accade per un motivo specifico. Nelle fasi iniziali del gioco si assiste a una grossa esplosione guardando fuori da una vetrata. A chiunque verrebbe in mente un mero effetto speciale, ma la realtà è ben diversa, visto che in seguito ci si ritroverà a passeggiare nello spazio attraverso lo squarcio causato dall'esplosione.

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In Prey sembra che anche l'evento più piccolo faccia parte di un puzzle più grande e che ogni singolo personaggio della Talos I abbia una storia da raccontare, con intrecci e accavallamenti con gli eventi che riguardano altri NPC. La divergenza degli eventi è un tema ricorrente in Prey, a partire dal mancato attentato a Kennedy fino al metodo di metamorfosi dei celebri nemici in stile "Mimic". Il modo con cui ci si approccia agli altri personaggi e con cui si decide di procedere per potenziare le proprie abilità e poteri comporta di avere a che fare con determinate conseguenze.

In fase di recensione mi sono ritrovato ad avere a cuore le sorti degli NPC in un modo mai sperimentato sinora. Dopo aver trascorso oltre 20 ore scrutando la vita delle persone tramite file audio, email, appunti e persino videomessaggi dei loro figli, al sicuro sulla Terra, è un vero colpo al cuore incontrare i cadaveri dei personaggi, sospesi nel vuoto a gravità zero. Non sono personaggi con uno scopo vero e proprio in termini di gameplay, ma la loro presenza contribuisce ad aggiungere ulteriori sfumature a un mondo di gioco estremamente complesso e sfaccettato.

La componente narrativa di Prey non si compone dei consueti filmati tutt'azione di stampo cinematografico. Al contrario, è offerta al giocatore in modo sottile, attraverso l'ambiente di gioco, senza tuttavia risultare meno d'impatto. Scoprire ogni dettaglio della storia, strato dopo strato, è una vera e proprio altalena di emozioni.

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È difficile parlare della trama di Prey senza fare spoiler, ma possiamo dire che ogni informazione scoperta sull'antagonista principale trasforma il gioco da un'esperienza di sopravvivenza a una crociata per la giustizia, con un pizzico di fenomeni metafisici e trans-dimensionali e un tocco di mistero che vi porterà a interrogarvi sulla natura di ogni cosa. Prey è un gioco che richiede senza alcun dubbio di rimanere concentrati e di prestare attenzione.