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Watch Dogs: Legion ci ha sorpreso | Anteprima

Tra le innumerevoli proprietà intellettuali di Ubisoft, Watch Dogs è sicuramente una di quelle su cui, l’azienda francese, ha scommesso maggiormente nel corso degli anni. Il primo capitolo, se vogliamo essere onesti, al netto delle molte critiche ricevute a causa di una componente tecnica “non propriamente in linea” con quanto mostrato durante i vari eventi, si rivelò un action in terza persona che, pur proponendo alcune meccaniche di gioco inedite, si rifaceva troppo al modello open world già trattato più volte da Ubisoft. La tiepida accoglienza ricevuta, però, non fermò gli sviluppatori, che realizzarono un secondo episodio decisamente più soddisfacente, migliorandone le meccaniche di gioco, sfruttando la formula magica del “protagonista diverso a ogni nuovo capitolo” e dando vita ad un mondo di gioco dinamico, disimpegnato e variegato. Un terzo capitolo era quindi nell’aria, giungendo tra le fila degli annunci dello scorso E3 2019 con il nome di Watch Dogs Legion.

Inizialmente previsto per lo scorso marzo, per venir poi rinviato assieme a tutte le produzioni tripla A di Ubisoft in vista della next-gen, Watch Dogs Legion è un nuovo divertente approccio agli open world che punta maggiormente su inedite soluzioni di  gameplay e sul conseguente dinamismo che ne consegue. Vista la sua atipica natura, il team di sviluppo si è preso del tempo per migliorarlo e presentarlo nelle migliori condizioni durante l’Ubisoft Forward e, proprio per l’occasione, lo abbiamo provato qualche giorno prima in anteprima, addentrandoci nel free-roaming e cercando di sperimentare in completa autonomia molto di quello che la produzione avrà da offrire nella sua versione finale, che già da ora ci ha lasciato con sensazioni buone, quanto decisamente inaspettate.

A caccia del Dedsec

Ci troviamo in una Londra posizionata, ipoteticamente, una decina di anni nel futuro, la città pullula di veicoli a guida autonoma, mentre droni e altri macchinari svolgono la maggior parte delle funzioni di primaria necessità, lasciando il tutto in balia della tecnologia e dei computer. In un’epoca dove tutto sembra essere controllato, e relativamente sicuro, una terribile vicenda scombussola le vite dei londinesi: una serie di bombe posizionate in maniera strategica esplodono, mietendo centinaia di vittime. La colpa di questo avvenimento, ricordato come giorno-zero, ricade inevitabilmente sul gruppo di hacker Dedsec, già conosciuto nei precedenti capitoli della saga. A seguito dell’accaduto, il Primo Ministro inglese concede alla società privata paramilitare, Albion, di dare la caccia agli hacker attraverso un avanzato sistema di droni autonomi che sfrutta l’intelligenza artificiale individuare, e catturare, i membri rimasti del Dedsec. Il nostro obiettivo è quindi quello di scagionare il gruppo e allo stesso tempo trovare il vero responsabile della vicenda.

La storia, pur affrontando tematiche non particolarmente originali, come la paura di un’economia incentrata sull’utilizzo dei droni al posto dell’uomo, riesce comunque sin dalle prime fasi ad ammaliare l’utente, giocando molto sulle dinamiche da Spy Story disimpegnata. C’è da dire che in tre ore di gioco non abbiamo approfondito tanto della storyline principale, poiché abbiamo preferito concentrarci particolarmente sulle attività da svolgere e sull’esplorazione di Londra, trovandoci dinanzi a qualcosa di originale e di mai visto prima: la possibilità di impersonare praticamente qualunque NPC della mappa di gioco. Non fraintendete, ci sarà comunque modo di entrare più nel dettaglio nella storia nel momento in cui metteremo le mani sulla versione completa, in particolar modo perché siamo curiosi di capire se la mancanza di un protagonista principale possa in qualche modo danneggiare la personalità complessiva del titolo stesso ma la possibilità di muoversi così dinamicamente fra i personaggi, offre quello sprint in termini di originalità che potrebbe trasformarsi nell’elemento distintivo tanto ricercato da questa serie.

Una Londra piena di possibilità

Non scherziamo quando vi diciamo che praticamente ogni NPC, presente in Watch Dogs Legion, può essere arruolato e utilizzato. Girovagando per Londra abbiamo modo di incontrare e profilare numerosi cittadini comuni, ognuno dei quali disporrà di un background univoco e di una serie di abilità, e gadget, unici. La profilazione, quindi, non è più un mero orpello per curiosi, ma una vera e propria caratteristica legata al gameplay, che ci permette di individuare determinati NPC che potrebbero essere utili alla nostra causa.

Sfruttando questa meccanica potremmo, per esempio, individuare qualcuno con un’arma particolare, o un gadget peculiare, piuttosto che un abitante che, seppur disarmato, garantisca delle caratteristiche fisiche in grado di aiutare la nostra causa. Persino un’anziana signora, utile per passare inosservati ma allo stesso tempo molto goffa e lenta, potrà rivelarsi un’alleata indispensabile. La possibilità di utilizzare centinaia e centinaia di personaggi offre una varietà, per lo meno apparente, dell’azione di gioco, che speriamo si mantenga sulla qualità che abbiamo potuto provare, anche dopo svariate ore spese nella futuristica Londra di Watch Dogs Legion. Potremmo, inoltre, creare delle vere e proprie squadre di personaggi, che chiaramente non potranno accogliere centinaia di abitanti ma potranno comunque garantirci un ventaglio di scelta piuttosto elevata, atte a fornirci un’enorme libertà d’approccio e una rapidità di azione, e di passaggio del timone fra un abitante e l’altro, davvero interessante.

Pensate di ritrovarvi in una missione che vi spinge ad entrare in un cantiere edile, un cittadino comune potrebbe insospettire sicuramente, ma non un costruttore, che al contrario potrebbe passare come normale lavoratore e svolgere la sua missione con meno attenzioni addosso. Le uniformi dei singoli NPC, quindi, sono essenziali nelle meccaniche stealth dell’esperienza, ancora più incisive e variegate rispetto al passato. Attenzione però, perché utilizzare un’uniforme non significa essere nascosti, occorre comunque evitare di stare troppo vicini alle guardie o la copertura rischierebbe comunque di saltare rapidamente e, conseguentemente, morire e perdere il personaggio definitivamente. Ciò che è impressionante è che ogni personaggio ha le sue linee di dialogo e animazioni completamente personali, compresa un’arma bianca esclusiva a seconda della mansione occupata; certo capita magari di incontrare qualcuno con voci simili o del tutto uguali, ma è talmente raro che difficilmente ce ne si accorgerà di primo acchito, specialmente nella vastità della Londra offerta da Watch Dogs Legion.

Ovviamente non sarebbe Watch Dogs senza le abilità di hacking e in Legion queste non mancano di certo, sfruttando le già ottime skill viste nel secondo capitolo, Londra permette di utilizzarle in maniera ancora più divertente e dinamica, soprattutto grazie alla presenza dei droni e delle automobili autonome. In breve, la capitale dell’Inghilterra è come un grandissimo parco giochi, in cui possiamo praticamente hackerare qualsiasi cosa a nostro favore, dalle telecamera, alle torrette, fino a vere e proprie imbarcazioni. Tornano i potenziamenti  sia delle armi – presenti anche in versione non letale – sia di alcune abilità, entrambe migliorabili con i punti tecnologia che possiamo trovare in giro per la mappa o al termine di alcune, particolari, missioni.

Quando le cose si mettono male si potrà solo optare per una fuga strategica o per scontrarsi a muso duro con i nostri avversari. Qualunque sia la nostra decisione il nostro personaggio indosserà rapidamente la maschera del Desdec, per mantenere un anonimato necessario, e assumerà la postura da combattimento. Da questo punto di vista si è lavorato molto per migliorare i combattimenti corpo a corpo, ora con la possibilità di parare e schivare l’attacco in arrivo, mentre tutta la componente di shooting è ancora più intuitiva, dimostrando però talvolta di essere leggermente legnosa durante le situazioni più frenetiche. La stessa problematica viene mostrata, parzialmente, da tutto il sistema di guida dei veicoli, senz’altro migliorabile.

Londra è una città meravigliosa, sia nella realtà sia nella produzione Ubisoft. L’azienda francese ha la nomea di essere tra le migliori in ambito di design e di riproduzione di città realmente esistenti, pensiamo alla New York di The Division, ma anche Firenze e Venezia di Assassin’s Creed II e via dicendo. Spostarsi tra il quartiere di Chelsea e Westminsters, magari camminando tra le vie di Piccadilly Circus è un’esperienza tanto bella quanto immersiva, soprattutto considerando la qualità grafica migliorata grazie all’ausilio della tecnologia ray tracing.

Una città enorme non servirebbe a niente senza attività, per questo motivo Ubisoft Toronto ha pensato di introdurre: reclutamenti di NPC, che comportano missioni specifiche da superare e una serie di punti di controllo da conquistare, zone da liberare, server e terminali da hackerare; insomma il divertimento e le cose da fare non mancano di certo, anche attività meno impegnate come i mini-giochi, l’acquisto di vestiario per i nostri personaggi o la produzione, e conseguente personalizzazione, di armi tramite la stampante 3D presente nel nostro covo e già vista nel secondo capitolo della serie.

Noi siamo Legione

Watch Dogs Legion ci aveva già regalato buone sensazioni durante l’E3 2019, ma dopo averlo provato per diverse ore possiamo sicuramente dire che si tratta di una delle produzioni più interessanti della attuale lineup di Ubisoft. Non credevamo davvero fosse possibile impersonare qualsiasi NPC della mappa, e invece il team di Ubisoft Toronto ci ha smentito, riuscendo a donare una varietà davvero impressionante a tutta la componente ludica, contestualizzando appieno la narrazione all’interno di una Londra futuristica, enorme e semplicemente bellissima da esplorare. Al netto di qualche imperfezione, Watch Dogs Legion potrebbe davvero essere il titolo in grado di far compiere il grande passo alla saga, puntando a innovare con grande coraggio il genere dei free-roaming e indirizzando Watch Dogs verso una strada ancora non percorsa e tutta da scoprire, capace di divertire e, soprattutto, sorprendere.