Xbox One

Xbox, luci e ombre della conferenza ad E3 2019

Avrei voluto scriverne subito, ma in certi casi è meglio ragionare a mente fredda, pensare al contesto e formulare un pensiero più equilibrato. Il tema è quello di Xbox, nello specifico la conferenza ad E3 2019, ed è importante parlarne perché lo show del colosso di Redmond era il più atteso di tutta la fiera. Motivo? Semplice, l’assenza di Sony era un assist clamoroso, e dopo i fuochi d’artificio sparati l’anno scorso da Phil Spencer, quest’anno ci si aspettava l’all-in finale.

Le aspettative molto alte in certi casi possono essere una lama a doppio taglio: da una parte qualsiasi cosa non soddisfi quello che ci eravamo immaginati può essere motivo di delusione, di contro però una qualunque sorpresa inaspettata può far salire le pulsazioni su vette mai viste prima.

Ecco, se dovessi fare un sunto analitico di quanto visto in conferenza Xbox, potrei tranquillamente parlare di bipolarità; annunci incredibili, ma poco gameplay. Tanto entusiasmo, ma poche certezze. Cerchiamo quindi di fare il punto della situazione, cercando di capire perché per certi versi la comunicazione Xbox nello show a lei dedicato è stata in qualche modo ficcante ma comunque fumosa.

Cyberpunk, i servizi e ID @Xbox

Il momento più alto, inutile negarlo, è stato quello legato a Cyberpunk. Nuovo trailer, con la bomba finale legata alla presenza di Keanu Reeves nel gioco ma non solo: l’attore si presenta sul palco, la folla esplode e viene rivelata la data d’uscita dell’ultima produzione CD Projekt Red, aprile 2020.

Altra parentesi straordinaria è stata sicuramente quella dedicata a tutto l’ecosistema di servizi: Game Pass arriva su PC e viene annunciato l’Ultimate Game Pass, che riunisce abbonamento Gold e Pass a meno di 15 dollari/euro al mese. Segno che Microsoft conferma la sua anima pionieristica e guarda al futuro, rimpolpando il già ottimo Game Pass e studiando formule sempre migliori per includere nel mondo Xbox quante più persone possibili.

Chiude il cerchio ID @Xbox, il programma del publisher dedicato al mondo indie, che nonostante siano protagonista della porzione di conferenza più “lenta”, è comunque molto importante, soprattutto perché sottolinea e ribadisce l’attenzione di Xbox verso produzioni indipendenti e rimarcando la volontà di sostenere questa tipologia di approccio creativo.

Ovvio che la platea però si aspetti novità per quanto riguarda la ip di Xbox, Halo e Gears in primis, e che voglia qualche news anche dagli studi acquisiti l’anno scorso, che saranno plausibilmente al lavoro su nuovi giochi. The Initiative su tutti, il quale dovrebbe proprio essere la punta di diamante di tutta la squadra produttiva. Quando è quindi ora di fare sul serio, Microsoft si perde un po’, operando scelte in alcuni casi inspiegabili. Vediamo quali.

Gears, Halo e il futuro del mondo console

Senza girarci troppo attorno, è bene dire subito che il trattamento riservato a Gears 5 è inspiegabile: l’annuncio di una nuova modalità e lo story trailer sarebbero stati perfetti se impreziositi da un lungo filmato di gameplay. Invece niente, Escape – questa la nuova modalità – si presenta con un cinematic trailer per poi sparire, salvo farsi poi “provare” nel corso dello showcase. Castrare però la comunicazione dell’esclusiva più vicina in termini d’uscita (settembre) è inspiegabile, d’altronde il pubblico console vuole fortemente vedere in modo pratico cosa il titolo può riservargli, e non mostrare del gameplay è una scelta difficilmente giustificabile.

L’attenzione poi si sposta su Project Scarlett, la console di nuova generazione sviluppata dal team già protagonista della creazione di Xbox One X che uscirà nelle vacanze natalizie del 2020. Si baserà su una tecnologia AMD custom, e i benchmark sono chiari: risoluzione fino a 8k e 120fps, anche se con molta probabilità non viaggeranno di pari passo. Il resto, come prevedibile che fosse, è un discorso su cosa vuol dire pensare al futuro, e di come Xbox stia mettendo al centro del progetto i giochi. Chiude Halo Infinite che sarà un titolo di lancio di Scarlett, ma che con tutta probabilità arriverà anche su One.

Ora, escludendo il discorso aspettative di cui abbiamo parlato poc’anzi, balza subito all’occhio come Xbox abbia in parte perso un’occasione. Mi sembra paradossale non mostrare neanche un filmato di gameplay di un titolo esclusivo altisonante, capace di rimbombare nella testa dei giocatori e della community. D’altra parte però il futuro sembra chiaro e soprattutto sembra ambire a traguardi straordinari. C’è chi definisce l’edizione di E3 di quest’anno “di transizione”, dal vecchio al nuovo, e forse è vero. La generazione attuale è alla fine e tutti gli sforzi dei publisher sono evidentemente concentrati sulla prossima ondata di console.

Rimane l’amaro in bocca, è vero, ma guardando i fatti il quadro non è negativo: parlerei piuttosto di zona grigia, che sarebbe potuta diventare splendente con almeno un paio di gameplay. Non è un’ossessione personale ripeto, ma una constatazione quanto più oggettiva possibile di quello che poteva essere e invece non è stato. Gears 5 e anche Bleeding Edge (la nuova IP multiplayer di Ninja Theory) dovevamo mostrarsi al pubblico in modo diverso, anche e soprattutto in virtù del fatto che poi erano presenti sullo showfloor dello showcase e quindi giocabili. Perché non mostrare una porzione di giocato anche in conferenza? Una domanda che mi attanaglia da giorni.

Concludendo e ragionando in modo schematico: molto bene l’approccio pionieristico a servizi e console future, buono anche il ritmo dello show; scoraggiante non aver visto neanche mezzo secondo di gameplay delle produzioni più importanti.

Xbox ha quindi approfittato dell’assenza di Sony per tentare uno scacco matto? No, l’approccio è stato più soft e forse poteva essere più aggressivo, tutto sommato però Phil Spencer ha ribadito in modo ferreo un concetto fondamentale: Xbox ha le idee chiare, continua per la sua strada ed è pronta alla sfida della nuova generazione. Questo, alla fine, è quello che conta: ne vedremo delle belle.