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Spazio e Scienze

Curiosity misura la gravità di Marte e fa una scoperta intrigante sul Monte Sharp

Un gruppo di scienziati ha ideato un nuovo modo per sfruttare gli accelerometri e i giroscopi del rover Curiosity: misurare la gravità di Marte. I primi dati smentiscono le precedenti ipotesi sulla formazione del Monte Sharp e riaprono un interessante dibattito.

Il rover Curiosity riesce ancora a sorprenderci. Dopo averci inviato straordinarie foto scattate con le sue fotocamere, aver scalfito la superficie marziana con il suo trapano e avere analizzato materiali nel suo laboratorio mobile, di recente ha anche misurato la gravità di Marte. Non era inizialmente in programma, ma i collaboratori della NASA presso l’università Johns Hopkins hanno intuito che potevano usare alcuni strumenti in dotazione al rover proprio a questo scopo. Parliamo degli 11 accelerometri e giroscopi che aiutano il rover a muoversi sulla superficie del Pianeta Rosso. Sono stati installati per aiutare gli scienziati di missione a muovere il rover con precisione. L’idea – che si è guadagnata una pubblicazione sulla rivista Science – è stata di impiegare questi stessi strumenti come un gravimetro, ossia uno strumento in grado di misurare la gravità.

Anche quando Curiosity è fermo, questi strumenti continuano a rilevare costantemente le leggere variazioni di gravità su Marte. Servendosi di oltre 700 misurazioni dagli accelerometri, il team è riuscito a svelare alcuni dei misteri del Monte Sharp su cui il rover è al lavoro. Il Mount Sharp è una formazione insolita perché si trova all’interno di un enorme cratere, noto come Cratere Gale. Il fatto che una montagna si innalzi all’interno di un cratere lascia tuttora perplessi gli scienziati. Ipotizzavano che si fosse creata da sedimenti accumulatisi lentamente per milioni di anni, generando alla base dei sedimenti densi. I nuovi dati smentiscono almeno in parte questa ipotesi.

Impiegando gli strumenti citati sopra, il team di ricerca ha scoperto che c’era meno gravità addizionale esercitata su Curiosity mentre risaliva il Monte Sharp. Questo potrebbe significare che gli strati di roccia che compongono la base del Monte Sharp non sono così densi come si ipotizzava. “Abbiamo stimato una densità di 2.810 chilogrammi per metro cubo. Tuttavia, la densità apparente che è emersa dal nostro studio è di molto inferiore – 1.680 chilogrammi per metro cubo” ha spiegato Travis Gabriel, studente presso la Arizona State University’s School of Earth and Space Exploration.

Gli scienziati hanno quindi ripercorso i passi di Curiosity nei suoi primi cinque anni su Marte e registrato le misurazioni della forza di gravità in oltre 700 punti lungo il percorso che ha seguito. Durante la scalata del Monte Sharp ci si aspettava che la massa sottostante avrebbe aumentato la gravità. Questo si è verificato, ma solo in parte, suggerendo che il materiale sottostante è molto meno denso di quanto si sospetti.

“Gli strati inferiori del Monte Sharp sono sorprendentemente porosi” conclude l’autore principale Kevin Lewis della Johns Hopkins University. “Sappiamo che gli strati inferiori della montagna sono stati seppelliti nel corso del tempo, il che li compatta, rendendoli più densi, ma questo risultato suggerisce che non sono stati sepolti da tutto il materiale che pensavamo”.

La scoperta fornisce nuove intriganti informazioni sul dibattito in corso sulla formazione del Monte Sharp. “Ci sono ancora molte domande su come si è sviluppata questa montagna, ma questo articolo aggiunge un tassello importante al puzzle” ha detto il coautore dello studio Ashwin Vasavada, scienziato del progetto di Curiosity al Jet Propulsion Laboratory della NASA. “Sono entusiasta del fatto che scienziati e ingegneri stiano ancora trovando modi innovativi per fare nuove scoperte scientifiche con il rover”.

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