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Diritto all’oblio riconosciuto su Google a un cittadino totalmente riabilitato

Il Garante della Privacy ha ordinato a Google di rimuovere (deindicizzare) due URL correlati a pagine Web che riguardavano una vicenda giudiziaria di un utente ormai totalmente riabilitato. Insomma, ha riconosciuto il diritto all’oblio per fatti risalenti al 2007 e ormai privi di interesse pubblico.

“L’interessato, dopo aver tentato di far deindicizzare le pagine direttamente a Google, si era rivolto all’Autorità lamentando il pregiudizio derivante alla propria reputazione personale e professionale dalla permanenza in rete di informazioni obsolete e non aggiornate”, spiega il Garante della Privacy.

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“Per questo motivo aveva chiesto al Garante di ordinare a Google la rimozione dai risultati di ricerca di due Url, reperibili digitando il proprio nominativo, che contenevano informazioni su una vicenda giudiziaria che lo aveva visto coinvolto nel 2007 e sulla sentenza di condanna pronunciata nei suoi confronti nel 2010. Nelle pagine web però non vi era alcuna traccia della successiva riabilitazione che l’uomo aveva chiesto e ottenuto nel 2013”.

Il reclamo dell’utente si è dimostrato fondato per una serie di specifici motivi. Prima di tutto ha scontato otto mesi di reclusione con il beneficio della sospensione condizionale della stessa. Nel 2013 ha ottenuto la riabilitazione avendo dato prova di buona condotta e riparando al danno economico contestato. Inoltre non ha più subito “indagini o accuse per tali fatti”. Infine non riveste alcuna carica pubblica e non svolge più l’attività imprenditoriale legati ai fatti del 2007.

“Il Garante, ai sensi dell’art. 157 del Codice, invita Google LLC a comunicare, entro trenta giorni dalla data di ricezione del presente provvedimento, quali iniziative siano state intraprese al fine di dare attuazione a quanto ivi prescritto. Si ricorda che il mancato riscontro alla richiesta di cui sopra è punito con la sanzione amministrativa di cui all’art. 166 del Codice”, ricorda il Garante.

Da rilevare che proprio in queste ore la Corte di Giustizia UE, occupandosi di una querelle tra il Garante della Privacy francese e l’azienda, ha confermato che Google deve rispettare il diritto l’oblio solo in Europa e non a livello globale.