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Huawei vs. USA: presunto spionaggio 5G contro la certezza della sorveglianza PRISM

Il presidente di Huawei, stamani al Mobile World Congress, ha ironizzato sugli Stati Uniti che hanno tanto paura dello spionaggio 5G ma dimenticano Prism.

Il presidente di Huawei Guo Ping, stamani al Mobile World Congress, ha ironizzato sulla crociata 5G degli Stati Uniti ricordando che lo U.S. Cloud Act consente un accesso transfrontaliero ai dati personali. Altro che presunto spionaggio: la libertà d’azione è manifesta.

Huawei non ha mai inserito e mai inserirà backdoor, né permetterà mai ad altri di farlo nelle sue apparecchiature”, ha ribadito il dirigente. “Prism, prism sul muro chi è il più affidabile di tutti loro?”, mostrava una slide stamani. “È una domanda molto importante. E se lo chiedi a loro puoi andare a chiederlo a Edward Snowden“, ha ironizzato Guo Ping. E il riferimento esplicito ovviamente non poteva che essere al noto programma di sorveglianza attuato dalla NSA fin dal 2013.

Insomma, l’azione difensiva del colosso cinese è entrata nel vivo e si sta caratterizzando anche per sottile ironia. “Non c’è mai stato così interesse su Huawei”, ha dichiarato il presidente. “Dobbiamo stare facendo qualcosa di giusto!”.

La questione di fondo è che alcuni governi si sono mossi in anticipo sotto la spinta di Washington, mentre in Europa si attende ancora il parere della Commissione UE. Huawei sotto questo punto di vista si dice disponibile al confronto a patto che siano gli esperti a decidere se le reti sono sicure o meno. Quindi ben vengano le certificazioni. “Huawei ha una lunga striscia di record da tre decadi. Serviamo 3 miliardi di persone nel mondo. Le accuse sulla sicurezza mosse dagli Stati Uniti sulla nostra 5G non hanno prove. Nessuna”, ha dichiarato Guo Ping.

Per altro la tecnologia di rete di Huawei non solo è all’avanguardia, ma pronta per essere implementata su larga scala. E la sicurezza rimane una priorità poiché senza non vi sarebbe innovazione, almeno stando alle assicurazioni del dirigente.

“Gli operatori sono responsabili per la sicurezza operativa delle loro reti. Le reti 5G sono reti private. Il confine tra reti diverse è chiaro. Gli operatori possono prevenire attacchi esterni con firewall e gateway di sicurezza. Per le minacce interne possono gestire, monitorare e controllare tutti i fornitori e i partner per assicurarsi che i loro elementi di rete siano sicuri “, ha proseguito Guo Ping, riferendosi alla responsabilità condivisa all’interno dell’industria.

“Per costruire reti più sicure, dobbiamo standardizzare i requisiti di sicurezza informatica e questi standard devono essere verificabili per tutti i fornitori e tutti gli operatori”.