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Il Parlamento UE ha approvato la riforma del copyright

Il Parlamento UE ha approvato la riforma del copyright che impone fra le cose alcune novità per le grandi piattaforme online come Google.

Il Parlamento UE ha approvato la riforma del copyright con 348 a favore e 274 contrari. “Accogliamo con favore l’approvazione della direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale da parte del Parlamento europeo. La presente direttiva tutela la creatività nell’era digitale e garantisce che i cittadini dell’UE beneficino di un accesso più ampio ai contenuti e di nuove garanzie per tutelare pienamente la loro libertà di espressione online. Le nuove regole rafforzeranno le nostre industrie creative, che rappresentano 11,65 milioni di posti di lavoro, il 6,8% del PIL e valgono 915.000 milioni di euro l’anno”, ha commentato a caldo il vice-presidente per il Digital Single Market Andrus Ansip.

L’obiettivo è di assicurare un corretto bilanciamento fra gli interessi degli utenti, i creatori di contenuti, autori e stampa grazie a nuovi obblighi per le piattaforme online.

“La direttiva sul diritto d’autore protegge la libertà di espressione, un valore fondamentale dell’Unione europea”, si legge nella nota ufficiale. “Stabilisce forti salvaguardie per gli utenti, chiarendo che ovunque in Europa l’uso di opere esistenti per scopi di citazione, critica, revisione, caricatura e parodia sono esplicitamente consentiti. Ciò significa che i meme e le creazioni parodiane possono essere usati liberamente. Gli interessi degli utenti sono inoltre preservati attraverso meccanismi efficaci per contestare rapidamente qualsiasi rimozione ingiustificata dei loro contenuti da parte delle piattaforme”.

Il testo dovrebbe consentire di migliorare i rapporti di forza tra i creatori di contenuti e le grandi piattaforme. “Scrittori, giornalisti, cantanti, musicisti e attori troveranno più facile negoziare migliori accordi con i loro editori o produttori”, prosegue la nota. “Le nuove regole consentiranno inoltre a organizzazioni di ricerca, università, scuole, biblioteche e musei di utilizzare più contenuti online. La direttiva tiene conto delle nuove tecnologie per garantire che i ricercatori possano utilizzare il testo e il data mining al massimo delle sue potenzialità”.

Le novità più controverse

Permangono comunque perplessità su come verranno recepite almeno due novità. La prima riguarda le responsabilità a carico delle piattaforme online per i contenuti condivisi dagli utenti. Youtube (Google) sostiene che possa essere rispettata solo attivando specifici filtri. La seconda riguarda  la possibilità per gli editori di richiedere agli aggregatori di notizie (come ad esempio Google News, ma non solo) un compenso per i contenuti testuali mostrati. Il testo è poco preciso al riguardo: si parla di eccezioni nel caso di citazioni “molto brevi”.

Escluse dalla riforma le enciclopedie online senza scopo di lucro come ad esempio Wikipedia o le piattaforme software open source come GitHub, mentre per le piattaforme di nuova costituzione (start-up) gli obblighi saranno più leggeri.

“Autori, artisti, interpreti o esecutori potranno chiedere alle piattaforme una remunerazione aggiuntiva per lo sfruttamento dei loro diritti qualora la remunerazione originariamente concordata fosse sproporzionatamente bassa rispetto ai benefici che ne derivano per i distributori”, sottolinea la nota del Parlamento UE. Viene però stabilito che le restrizioni del diritto d’autore non si applicheranno ai contenuti utilizzati per l’insegnamento e la ricerca scientifica.

Il testo di oggi dovrà ora essere formalmente approvato dal Consiglio dell’Unione europea e questo avverrà nelle prossime settimane. Una volta pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’UE, gli Stati membri avranno 24 mesi per recepire le nuove norme nella loro legislazione nazionale.