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La direttrice finanziaria di Huawei è stata rilasciata su cauzione, ma l’accusa è grave. Incombe l’estradizione negli USA

La direttrice finanziaria di Huawei Meng Wanzhou ieri a Vancouver è stata rilasciata su cauzione (10 milioni di dollari canadesi) ma incombe l’estradizione verso gli Stati Uniti. A distanza di 10 giorni dal suo arresto appare ormai chiaro che la vicenda riguarda esplicitamente i rapporti tra Stati Uniti e Cina.

Il presidente Donald Trump in un’intervista rilasciata a Reuters ha confermato che potrebbe infatti intervenire sul caso. “Qualunque cosa che si dimostri un bene per questo Paese, la farò”, ha detto.

Meng Wanzhou è accusata di aver ingannato istituzioni finanziarie e averle messe in condizione di violare le sanzioni contro l’Iran, come riporta The New York Times. Nello specifico per il suo ruolo nel consiglio della Skycom Tech (Hong Kong) avrebbe avviato business con l’Iran, mentre Huwaei era azionista.

Gli avvocati della dirigente sostengono che si sia dimessa nel 2009 e che Huawei abbia sciolto la sua quota, ma le autorità canadesi e statunitensi sostengono che Skycom Tech fosse una ufficiosa sussidiaria del colosso cinese. Questo avrebbe consentito ai dipendenti della Skycom di sfruttare i conti bancari di Huawei e le sue mail corporate. Insomma, una volta convinte le istituzioni finanziarie della sua apparente indipendenza, Huawei sarebbe riuscita ad aggirare il “blocco” statunitense e proseguire con gli affari nel paese.

La Procura statunitense inoltre pensa che si sia delineata una frode nel 2013, quando Meng dichiarò alla banca HSBC che Huawei aveva venduto tutte le sue azioni Skycom e non ne stava più supervisionando le attività.

A questo punto la dirigente non può far altro che attendere la richiesta di estradizione – che potrebbe giungere al massimo entro fine gennaio – e appellarsi. Il processo potrebbe richiedere mesi.